Politica | News

Chi è Ursula von der Leyen la nuova presidente della Commissione Ue

3 Luglio 2019 | Autore:
Chi è Ursula von der Leyen la nuova presidente della Commissione Ue

Tedesca, ministro della Difesa, guiderà la Commissione Europea dal prossimo novembre. Soprannominata la lady di ferro, succede al discusso Jean Claude Juncker.

Nominata oggi la nuova presidente della Commissione Ue che guiderà gli affari dell’Unione Europea: sarà la tedesca Ursula von der Leyen. E’ la prima donna ad assumere questo incarico; ha 61 anni, è una fedelissima di Angela Merkel ed è attualmente il ministro della Difesa nel suo governo. Di professione medico, ha una lunga carriera politica alle spalle ed è stata più volte ministro: degli Affari Sociali, delle Donne, della Salute, della Famiglia e del Lavoro. La sua nomina arriva in contemporanea con quella di un’altra donna che guiderà la Bce: Christine Lagarde.

Esperta di sicurezza e di forze armate, alcuni già pensano che i 28 membri del Consiglio Europeo l’abbiano proposta per arginare il presidente Usa Donald Trump, che sta cercando di “sganciarsi” dall’Alleanza atlantica e, quindi, dalla difesa occidentale se i paesi europei non stanzieranno maggiori risorse per le spese militari; ma probabilmente nella scelta pesa anche il fattore Russia, per contrastare la forza autonoma di Putin ed indurlo a collaborare di più con l’Unione Europea.

Infatti, la Von Der Leyen ha sempre sostenuto l’esigenza della cooperazione, coinvolgendo innanzitutto la Francia e cercando di instaurare un modello di forze armate europeo e non più suddiviso in eserciti nazionali. «Serve un esercito comune», ha ripetuto più volte in questi anni, ma il suo appello è stato sempre inascoltato. Chissà se la donna che sinora ha comandato con efficacia i generali tedeschi saprà ora guidare la burrascosa Commissione europea, così piena di contrasti e divisioni: dal sogno di un esercito comune a quello di una vera unione dei paesi europei il passo non sarà breve.

Il “dopo Juncker“, infatti, si presenta irto di ostacoli: l’espressione allegra del noto presidente uscente mal si conciliava con il rigore delle sue posizioni in campo economico, com’è emerso fino a questi giorni con il problema della procedura d’infrazione minacciata a carico dell’Italia ed ancora non risolta fino al prossimo 9 luglio. In questa prospettiva, la nuova presidente non promette bene: ad esempio, durante la crisi della Grecia aveva sostenuto posizioni rigide, invocando misure ancora più severe di quelle già applicate. Ma le competenze economiche non erano, e forse non sono ancora, la sua specialità. Lascia ben sperare, invece, la sua capacità di creare un fronte comune, una linea condivisa: se l’Europa si rafforzerà all’esterno, nei confronti delle potenze mondiali – e non soltanto da un punto di vista militare – è possibile che le discussioni interne finalmente diminuiranno. Intanto, sta di fatto che la scelta del suo nome ha messo d’accordo tutti: è già un piccolo, ma importante segnale di superamento delle divisioni.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube