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Contratto Scuola firmato: ecco tutti gli aumenti stipendiali

10 febbraio 2018 | Autore:


> Business Pubblicato il 10 febbraio 2018



Firmato il contratto scuola dopo 9 anni di blocco: aumenti sullo stipendio da 80 a 110 euro; prevista a marzo la corresponsione di 600 euro a titolo di bonus arretrati. Ecco i dettagli

È stato finalmente firmato dall’Aran il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Dopo quello degli statali, dunque, anche lo stipendio dei dipendenti della scuola è stato finalmente sbloccato. Ed infatti, dopo anni e anni di “congelamento contrattuale” e trattative lunghissime è stato finalmente siglato l’accordo volto alla valorizzazione di chi lavora nei settori della conoscenza e dell’investimento sul futuro. L’accordo riguarda 1 milione e 200mila lavoratori tra docenti, personale Ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi che per oltre 8 anni consecutivi hanno visto bloccato il proprio stipendio e letteralmente congelata la propria busta paga. Per molto tempo, infatti, i dipendenti della scuola, degli enti di ricerca, dell’Università e dell’Afam non hanno ricevuto alcun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita. Con il nuovo accordo, tuttavia, le cose cambieranno: a regime sono previsti aumenti medi di 96 euro al mese. La notizia è stata accolta con ottimismo e fiducia.

Su Twitter, infatti, può leggersi la soddisfazione di Gentiloni, Madia e Fedeli «Soddisfatti per intesa. Valorizzare chi lavora nei settori della conoscenza è investimento sul futuro» commenta su Twitter la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli. Tweet anche dalla ministra della Pa, Marianna Madia: «Firmato il nuovo #contratto della conoscenza, dalla scuola, alla ricerca, all’università, agli istituti artistici e musicali. Era giusto e doveroso #valeriafedeli, #riforma Pa #Paese che cambia». Non è mancato, inoltre, il commento del premier Paolo Gentiloni: «Valeria Fedeli e Marianna Madia hanno firmato con i sindacati il nuovo contratto per scuola, università e ricerca. Era atteso da nove anni da oltre un milione di lavoratori. L’impegno per il mondo dell’istruzione centrale per il Governo».
Secondo i sindacati Cgil Cisl e Uil della scuola il contratto «segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale».

Blocco dello stipendio dipendenti pubblici: spetta il risarcimento

Dopo quello degli statali è arrivato anche il via libera allo sblocco dei contratti dei dipendenti della scuola. Nonostante ciò, è difficile credere che l’entusiasmo iniziale possa cancellare le ingiustizie derivanti dal mancato rinnovo del contratto subito per anni da oltre un milione di lavoratori. Sul punto, infatti, è bene sapere che i dipendenti pubblici hanno il diritto di richiedere allo Stato il risarcimento e l’indennizzo per aver patito il blocco  incostituzionale dello stipendio. Ed infatti, nonostante le promesse del Governo sul rimborso una tantum in busta paga resta il problema relativo al danno subito dai lavoratori pubblici negli anni passati: gli stipendi, infatti, erano fermi dal 2010 e sono stati sbloccati dopo quasi otto anni consecutivi. Di tanto avevamo già parlato in un precedente articolo: Blocco stipendi: spetta risarcimento dal 2010. L’illegittimità di questa situazione, oltre ad essere sotto gli occhi di tutti, è stata dichiarata anche dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2015 [1]. Per saperne di più leggi anche Stipendio statali bloccato: via al maxirisarcimento.

Contratto Scuola firmato: ecco le principali novità

Ciò posto, vediamo le principali novità previste dal nuovo contratto scuola, quali i lavoratori interessati e soprattutto a quanto ammonta l’aumento dello stipendio mensile per ogni categoria di dipendenti.

Rinnovo contratto scuola: quali lavoratori

Come anticipato, l’accordo per il rinnovo del contratto scuola, siglato dopo oltre 8 anni di attese, riguarda circa 1 milione 200mila lavoratori e precisamente:

  • 1 milione e 100mila dipendenti delle scuole (docenti e personale Ata);
  • 53mila nelle Università;
  • 24mila negli Enti di ricerca;
  • 9500 nell’Afam (Alta formazione artistica e musicale).

Rinnovo contratto scuola: gli aumenti stipendiali

Il nuovo accordo prevede un aumento medio sullo stipendio pari a 96 euro. Ecco, più nel dettaglio, tutti gli incrementi stipendiali.

Per i docenti della scuola gli aumenti salariali vanno da un minimo di 80,40 euro a un massimo di 110,70 euro. A tali aumenti non corrisponderanno incrementi di carichi e orari di lavoro. Si introducono, al contrario, nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.

Il bonus per il merito, che ha creato tantissime divisioni all’interno delle scuole in passato, non verrà più distribuito dai dirigenti scolastici, ma confluirà in parte (il 60 %) nelle tasche degli insegnanti attraverso gli aumenti di stipendio e la restante parte (il 40%) verrà contrattata a livello di istituzione scolastica.
Resta fermo, invece, il bonus di 500 euro per la formazione degli insegnanti per l’acquisto di computer, tablet e corsi di formazione. Per maggiori approfondimenti, leggi: Bonus docenti di 500 euro: come funziona.

Ecco gli altri aumenti stipendiali previsti:

  • Per il personale tecnico amministrativo (Ata) l’incremento medio dello stipendio è pari, in media, a 84,50 euro al mese.
  • Per i dipendenti dell’Università lo stipendio aumenterà di circa 82 euro al mese.
  • I ricercatori e i tecnologi riceveranno un incremento stipendiale di 125 euro.
  • Per l’area amministrativa della ricerca, infine, sono previsti 92 euro in più al mese.

Bonus arretrati di 600 euro a partire da marzo

Per il biennio 2016-2017 saranno, inoltre, riconosciuti gli arretrati. Sullo stipendio dei dipendenti sopra elencati, dunque, è in arrivo anche un aumento a titolo di arretrati pari alla cifra di 600 euro in media. La somma andrà ad arricchire “una tantum” la busta paga relativa al mese di marzo 2018. Il cosiddetto bonus arretrati si spiega perché il rinnovo contrattuale del pubblico impiego è stato previsto su base triennale con decorrenza dal 2016. Quindi, oltre all’aumento stipendiale pari a 96 euro in media, ognuno dei dipendenti della scuola avrà diritto a tutti gli arretrati, che verranno corrisposti in un’unica soluzione e, dunque, “una tantum” (per l’appunto). In sostanza, il cosiddetto bonus arretrati “una tantum” altro non è che la somma derivante dagli scatti stipendiali dei dipendenti e spettante loro a titolo di arretrati relativi al biennio 2016/2017. Come anticipato, tuttavia, resta irrisolto il problema degli arretrati relativi agli anni precedenti. Ricordiamo, infatti, che il blocco contrattuale risale al 2010; di conseguenza il bonus arretrati altro non rappresenta se non una magra consolazione rispetto a quanto spetterebbe realmente ad ogni lavoratore.

Bonus 80 euro: resta fermo per il futuro

È bene ricordare che la Legge di Bilancio 2018 ha salvato anche il bonus Irpef di 80 euro, conosciuto anche come Bonus Renzi, che resta fermo anche per il futuro. Il mantenimento del bonus di 80 euro si è reso necessario anche perché altrimenti per i dipendenti della scuola (così come per ogni dipendente pubblico) la manovra avrebbe rappresentato una vera e propria beffa: da una parte i dipendenti avrebbero ottenuto, in media, 80-100 euro di aumento; ma dall’altra ne avrebbero persi 80 di bonus.

note

[1] Corte Costituzionale, sent. n. 178 del 24.06.2015.

Autore immagine: Pixabay.com

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