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Compenso eccessivo all’amministratore di una Srl: è elusione fiscale

28 Novembre 2013 | Autore:
Compenso eccessivo all’amministratore di una Srl: è elusione fiscale

L’Agenzia delle Entrate può controllare i compensi corrisposti dalla società di capitali all’amministratore: elusione fiscale in caso di somme eccessive.

 

Commette reato di elusione fiscale la S.r.l. che deduce dal reddito d’impresa un importo eccessivo a titolo di compenso dell’amministratore unico, assimilabile all’imprenditore.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] che ha considerato legittima la contestazione dell’Agenzia delle Entrate nei confronti di una S.r.l.

In particolare, i giudici hanno stabilito due importanti principi:

– l’Agenzia delle entrate può sindacare l’entità del compenso corrisposto dalla società all’amministratore e contestare un’elusione fiscale qualora esso sia eccessivo e non giustificato da una valida ragione economica;

– l’amministratore unico di una società di capitali è equiparabile all’imprenditore, con la conseguenza che quanto da lui percepito a titolo di compenso non è deducibile dal reddito d’impresa.

La legge, infatti, esclude la deduzione dal reddito imponibile del compenso per il lavoro prestato e l’opera svolta dall’amministratore unico di una società di capitali.

La deducibilità è ammessa, con riguardo alle spese per prestazioni di lavoro, solo per quelle sostenute per il lavoro dipendente e per i compensi spettanti agli amministratori di società di persone.

In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate, con una recente risoluzione [3], ha affermato che in sede di attività di controllo, l’Amministrazione finanziaria può disconoscere totalmente o parzialmente la deducibilità dei componenti negativi del reddito di impresa in tutte le ipotesi in cui essi appaiano insolitisproporzionati ovvero strumentali all’ottenimento di indebiti vantaggi.

Secondo la Cassazione, rientra nei poteri dell’amministrazione finanziaria la valutazione di congruità dei costi e dei ricavi esposti nel bilancio e nelle dichiarazioni, anche quando non risultino irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi negli atti giuridici d’impresa.

Dunque il Fisco può verificare l’attendibilità economica delle voci di bilancio relative ai compensi dell’amministratore di una S.r.l.: l’imputazione di cifre troppo elevate e sproporzionate rispetto al reddito di impresa può nascondere una finalità elusiva.


note

[1] Cass. sent. n. 25572 del 14.11.2013.

[2] Art. 62 TUIR.

[3] Risoluzione n. 113/E/2012.


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