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Come si cura l’artrosi

8 Agosto 2019 | Autore: Alessandro Anceschi
Come si cura l’artrosi

Scopri come riconoscere i sintomi dell’artrosi e come intraprendere un corretto percorso di trattamento e cura. Alcuni semplici consigli per ridurre il dolore e le limitazioni di questa malattia collegata all’età e all’usura.

L’artrosi è una patologia cronico-degenerativo che peggiora nel tempo. E’ frequente dopo i 55-60 anni, ma può insorgere anche prima (35-40 anni). In genere, la prima diagnosi viene fatta dal medico di base dopo un accertamento radiografico a un paziente che lamenta dolore e rigidità a un’articolazione. Entro certi limiti, è possibile prevenirla e trattarla, ma quando si arriva troppo tardi l’unica opzione è l’intervento chirurgico e la protesi. Vediamo insieme cos’è e come si cura l’artrosi, come insorge, come evolve e quali consigli possiamo darti per guidarti verso un corretto percorso di prevenzione.

Cos’è l’artrosi

Nell’artrosi, le cartilagini articolari si consumano e, siccome non sono vascolarizzate, esse non si rigenerano anzi vengono sostituite nel tempo da nuovo tessuto osseo per poi arrivare gradualmente al punto che le due ossa “sfregano” tra di loro. Le cartilagini articolari sono una strato di tessuto cartilagineo soffice che riveste le estremità delle ossa che formano un’articolazione, in modo che le ossa non siano mai a diretto contatto tra di loro, ma sempre con il tramite delle cartilagini articolari.

In più, tra le due ossa, quindi tra le due cartilagini contrapposte, è presente una certa quantità di liquido sinoviale che è una sostanza prodotta dalla membrana sinoviale che riveste l’articolazione e che serve sia per ammortizzare i carichi sia come nutrimento per le cartilagini articolari. Senza l’interposizione delle cartilagini articolari comincia a presentarsi il dolore e, in seguito, le ossa si deformano (si formano nelle neoformazioni ossee dette osteofiti) e i tessuti circostanti (muscoli) si irrigidiscono portando a una riduzione della mobilità e nelle fasi più avanzate alla limitazione funzionale, oltre al dolore.

Nelle fasi iniziali, il dolore è di tipo meccanico, cioè aumenta dopo una immobilità di parecchie ore, al risveglio mattutino o anche per movimenti nel sonno; diminuisce quando sei a riposo. Avanzando, le fasi di remissione dal dolore sono sempre più brevi, la membrana sinoviale si infiamma (sinovite) fino ad arrivare nelle fasi più avanzate dove il dolore può esser continuo, anche di notte. Può essere percepibile un crepitio, uno scroscio o uno scatto articolare, per l’incongruenza dei capi articolari o per presenza di osteofiti liberi nella cavità articolare.

Le articolazioni colpite sono tutte quelle sinoviali, quindi quasi tutte quelle del corpo, ma le più frequenti e debilitanti sono quelle delle articolazioni sottoposte al carico, quindi il ginocchio e le anche, ma anche la colonna vertebrale e la spalla.

Perché si instaura l’artrosi?

Distinguiamo due tipi di artrosi:

  • artrosi primaria. Insorge senza causa apparente in una articolazione precedentemente sana;
  • artrosi secondaria. Insorge in seguito a:
    • deformità congenite o acquisite;
    • esiti di traumi, fratture che coinvolgono l’articolazione, lussazioni;
    • infezioni;
    • processi infiammatori (artrite reumatoide);
    • sovraccarico funzionale. Le attività professionali e sportive sono state viste essere responsabili nell’insorgenza della malattia;
    • I movimenti ripetuti. Tra i lavoratori si segnala l’artrosi delle spalle, dei gomiti e delle mani negli addetti ai martelli pneumatici, l’artrosi dell’anca nelle danzatrici professionali, quella del ginocchio nei minatori e quella lombare negli autisti di autocarri o di autobus.

Artrosi dell’anca

Detta anche coxartrosi, coinvolge l’articolazione tra femore e bacino. E’ caratterizzata da dolore acuto nell’assumere la stazione eretta, ma anche durante la deambulazione. Può essere avvertito lungo la faccia laterale della coscia, all’inguine, alla faccia interna della coscia od al ginocchio. Provoca un’andatura zoppicante ed un bacino eccessivamente obliquo. Più tardi, compaiono una riduzione di lunghezza dell’arto, una grave limitazione motoria ed un aumento della lordosi della colonna vertebrale lombare, quindi la curva lombare.

Artrosi ginocchio

Detta anche gonartrosi, coinvolge l’articolazione tra femore, tibia e rotula. E’ caratterizzata da dolore nell’atto di inginocchiarsi, salire le scale, alzarsi o sedersi. Si avverte una forte dolorabilità con crepitii durante la mobilizzazione. Ulteriori sintomi comprendono la comparsa di varismo o più raramente valgismo, ridotta flessione od estensione della gamba sulla coscia, oppure rigidità eccessiva della rotula, che oppone più resistenza alla traslazione laterale.

Diagnosi

La diagnosi è clinica, cioè si basa sui sintomi, e radiografica (cioè raggi X) che mettono in evidenza le deformazioni dell’articolazione, la riduzione dello spazio articolare, gli osteofiti, ed eventuali geodi (che sono delle cavità nell’osso appena sotto la superficie della cartilagine articolare).

Terapia

Il trattamento fisioterapico è sintomatico, cioè cura i sintomi, il dolore, non la malattia e non di sicuro la sua evoluzione:

  • può essere utile il massaggio e le tecniche manuali e di stretching per rilassare e allungare i tessuti irrigiditi. Visto che per ridurre il dolore il paziente assume delle posture antalgiche, queste nel tempo producono adattamenti dei muscoli: alcuni vanno incontro a retrazioni e rigidità, altri si indeboliscono;
  • fisiochinesiterapia attiva e passiva: quindi tutti i procedimenti e le tecniche che si basano sulla mobilizzazione attiva e/o passiva dell’articolazione interessata;
  • esercizi per mantenere e aumentare l’articolarità (anche in acqua o bicicletta per ridurre il carico). Una ginnastica mirata può correggere posizioni viziate e recuperare la motilità articolare;
  • decoaptazione. Sono manovre eseguite dal terapista in cui si allontanano tramite dei movimenti in trazione i capi articolari a ritmo regolare. Facendo ciò si esegue un allungamento sulle strutture legamentose che in questi casi possono essere rigide e favorisce la distribuzione del liquido sinoviale all’interno dell’articolazione;
  • contrazioni isometriche sfruttano la contrazione attiva del muscolo da parte del paziente per rinforzare la muscolatura indebolita. Una contrazione isometrica si verifica quando il muscolo si contrae senza che avvenga movimento;
  • caldo e freddo: generalmente si usa calore sia nell’articolazione sia nei tessuti circostanti. Nelle fasi acute però usiamo il freddo sull’articolazione e il caldo sui tessuti circostanti. Può essere eseguito in ambulatorio con strumentazioni specifiche (come la diatermia, gli ultrasuoni, termofori, bagni in paraffina o in piscine riscaldate) o a casa dal paziente come sollievo utilizzando rimedi naturali;
  • elettroanalgesia: conosciuta anche come TENS o le Interferrenziali o le diadinamiche, sopratutto nei due estremi della patologia, nel cronico avanzato e nell’acuto. Sfrutta le proprietà delle correnti elettriche per intervenire su alcuni meccanismi nervosi di trasmissione del dolore.

Rimedi naturali

Ecco quali sono i rimedi naturali:

  • il cataplasma è un composto costituito normalmente da impasti di amidi, mucillagini e oli, che si applicano, spesso a caldo, direttamente sulla pelle intorno all’articolazione interessata. Si usano spesso anche gli impasti a base di argilla;
  • hot-Cold therapy, o terapia caldo-freddo. Si eseguono cicli alternati di immersione in acqua calda e fredda. Si utilizza più che altro per le estremità, mani e piedi, giusto per un discorso di praticità. Ci sono diversi protocolli ma in genere tutti concordano nel mantenere più lunga la fase calda e più breve la fase fredda;
  • Fiori di Bach;
  • agopuntura, sempre in associazione alle tecniche fisioterapiche. E’ importante affidarsi sempre a professionisti qualificati.

Terapia medico-farmacologica

La terapia farmacologica deve sempre essere prescritta dal medico e può comprendere:

  • i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei). Sono utili per alleviare il dolore e per facilitare la mobilizzazione dell’articolazione durante le terapie fisioterapiche. Il loro uso protratto è sconsigliato per i possibili effetti collaterali (soprattutto a livello gastrico, gastriti ed ulcere);
  • oppiacei (quindi derivati della morfina) anche se possono dare rischio di assuefazione;
  • Cortisone, il cui uso prolungato però favorisce l’osteoporosi;
  • interventi chirurgici, specialmente all’anca e al ginocchio, possono ripristinare la funzione articolare ripristinando i rapporti articolari per esempio utilizzando le protesi.

Prevenzione ed attività fisica

La prevenzione dell’artrosi si basa sul controllo dei fattori di rischio. E quindi andiamo a vedere quali sono;

  • obesità;
  • igiene posturale (movimenti ripetuti, uso del computer, quando si sollevano dei carichi piegarsi sulle ginocchia e non con la schiena). Per questo i fisioterapisti hanno una buona formazione in ergonomia e potranno insegnarti a svolgere le normali attività quotidiane, soprattutto quelle più pesanti, nella maniera più efficiente possibile senza sovraccaricare le articolazioni;
  • usare meno possibile i tacchi, aumentano la pressione sull’avampiede e sulla rotula;
  • esercizio fisico. Spesso si sente che l’attività fisica eccessiva favorisce la comparsa di artrosi e che quindi vada evitata, a maggior ragione se la malattia ha già colpito l’articolazione. Se da un lato è vero che i problemi cartilaginei sono frequente in molti sportivi è anche vero che l’incidenza dell’artrosi negli sportivi non è certo superiore a quella della popolazione normale. Anzi, anche in caso di artrosi conclamata, l’attività fisica mirata è in grado di alleviare il dolore e di migliorare la mobilità. Inoltre, la debolezza muscolare nell’anziano porta ad una prevalenza del carico sulla parte mediale del ginocchio. Questo può essere evitato rinforzando i muscoli degli arti inferiori. L’esercizio aiuta anche a migliorare l’umore, diminuisce il dolore, aumenta l’elasticità e mantiene sotto controllo il peso corporeo, migliora l’equilibrio diminuendo il rischio di cadute. L’esercizio deve essere moderato, aerobico per ridurre la pressione intraarticolare; Yoga, Tai-Chi ginnastica in acqua (scarico, cioè l’articolazione non deve sopportare tutto il peso corporeo). È consigliato il ciclismo dato che il muscolo lavora bene ma il ginocchio è in scarico. Anche il nuoto e le attività in acqua vanno bene poiché rendono i movimenti più naturali e meno stressanti per il ginocchio (unica eccezione il nuoto a “rana” che causa sollecitazioni maggiori);
  • stretching leggero ed esercizi per il recupero della mobilità articolare.

Integratori, dieta e prevenzione dell’artrosi

Negli ultimi anni, si sente più parlare di sostanze come la glucosamina solfato, la condroitina solfato e l’acido ialuronico (componente del liquido sinoviale molto importanti nella lubrificazione articolare). Gli ortopedici eseguono anche infiltrazioni contenenti acido ialuronico.

Anche la dieta ha un ruolo importante:

  • alimentazione ricca di calcio, verdura, vit A C E (antiossidanti). Quindi anche Omega 3, minerali;
  • evitare alimenti ricchi di acido urico;
  • limitare l’uso di alcol;
  • limitare il consumo di alimenti di origine animale mentre il pesce va bene;
  • porzioni giornaliere di frutta secca.

Di Alessandro Anceschi


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