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Meno interessi per chi paga le tasse in ritardo

4 Luglio 2019
Meno interessi per chi paga le tasse in ritardo

Scendono ancora gli interessi di mora sui versamenti tardivi: dal 1° luglio il tasso è del 2,68%. Prima era il 3,01%.

Con la pace fiscale anche chi paga le cartelle in ritardo avrà i suoi piccoli benefici: si abbassa il tasso di interesse per i versamenti fatti oltre i 60 giorni dall’arrivo della cartella. Finora, il tasso era del 3,01%, ora, a partire dal 1° luglio, scende al 2,68%. Questi interessi si applicano dal momento della notifica della cartella esattoriale fino alla data in cui avviene il pagamento. Meno interessi per chi paga le tasse in ritardo quindi: si conferma la tendenza all’abbassamento iniziata già da qualche anno. Basti pensare che fino a cinque anni fa questi interessi superavano il 5% e fino a maggio dell’anno scorso erano ancora attestati oltre il 4%.

La legge stabilisce che, decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora.  Questi interessi, dunque, da oggi scendono al 2,68% della somma riportata nella cartella stessa.

In materia di interessi, non è stata mai fissata una misura unica per i versamenti e per i rimborsi. Due pesi, due misure: difatti gli interessi applicati dal fisco su quanto gli è dovuto sono tutt’oggi più alti di quelli riconosciuti al contribuente per i rimborsi. In verità, si sarebbe già dovuto rimediare a queste disparità, con il fisco che riconosce poco e pretende almeno il doppio. Infatti, al contribuente che deve avere il rimborso, il fisco riconosce un interesse di norma del 2% annuo, mentre se il contribuente versa dopo la scadenza, l’interesse che deve pagare è il doppio. Inoltre, scatta pure la sanzione del 30%, riducibile al 15% se il contribuente paga entro 90 giorni, mentre nessuna sanzione è prevista a carico del fisco, anche se rimborsa in ritardo. 



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