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L’ufficiale giudiziario può aprire la cassaforte?

4 Luglio 2019
L’ufficiale giudiziario può aprire la cassaforte?

Pignoramento mobiliare: i poteri dell’ufficiale giudiziario quando trova oggetti di valore a casa del debitore. Lecita la perquisizione personale.

Dopo aver letto il nostro articolo Come opporsi all’ufficiale giudiziario ti sei fatto un’idea di quelli che sono i poteri dell’ufficiale giudiziario e di cosa questi possa fare nell’ipotesi in cui il creditore dovesse richiedere un pignoramento mobiliare. Arredi, gioielli, preziosi, quadri, elettrodomestici, televisione, tappeti, suppellettili e tutti gli altri beni di valore presenti a casa del debitore possono essere prelevati e messi all’asta laddove appaiano facilmente vendibili. 

Sai anche che l’ufficiale giudiziario non avvisa prima di venire e che, se non dovesse trovare oggetti sufficienti per soddisfare le ragioni del creditore, potrebbe farti una specifica domanda: «Cos’altro hai?». In quel caso, saresti tenuto a dire tutta la verità e a non nascondere nulla, altrimenti rischieresti anche un’incriminazione penale.

A questo punto, ti ricordi della piccola cassaforte che hai nascosto dietro un quadro, all’interno della quale nascondi soldi contanti, collane e anelli di tua moglie. Si tratta di beni che possono essere teoricamente pignorati e ciò potrebbe costituire un grosso danno per te e la tua famiglia. Così ti assale il dubbio: l’ufficiale giudiziario può aprire la cassaforte? Sei tenuto a rivelargliene la presenza?

Cerchiamo di vedere come stanno le cose.

Quali beni non può pignorare l’ufficiale giudiziario

Sia che tu vivi in casa tua o in affitto o come ospite in casa altrui (anche i tuoi genitori o i tuoi figli), l’ufficiale giudiziario può presumere che i beni presenti nell’appartamento ove abiti siano di tua proprietà; può così pignorarli. Sta a te dimostrare il contrario attraverso fatture di acquisto e altri atti aventi data certa da cui si presume una differente proprietà (ad esempio quella di tua moglie o di tuo padre).

L’ufficiale giudiziario è libero di scegliere quali beni pignorare, ma deve partire innanzitutto da quei beni di “pronta liquidazione”, ossia che si vendono più facilmente. Tale non è, ad esempio, un oggetto logoro di scarso valore (il cui pignoramento sarebbe da considerare un abuso, realizzato solo al fine di “dar fastidio” al debitore). 

Esiste poi un elenco di beni che non possono essere pignorati: letti, tavoli da pranzo con le relative sedie, armadi guardaroba, cassettoni, frigorifero, stufe, fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, lavatrice, utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli. Tutti tali beni, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi, non possono essere asportati dall’ufficiale giudiziario, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato.

Se i beni pignorati non sono sufficienti a coprire il credito

Di solito, il pignoramento mobiliare è quello che offre minori garanzie per il creditore: innanzitutto perché i beni pignorati non si vendono facilmente alle aste (aste che peraltro non sono pubblicizzate); in secondo luogo, perché è difficile ormai che una famiglia conservi a casa oggetti di valore. I preziosi sono di solito custoditi nelle cassette di sicurezza delle banche.

Se l’ufficiale giudiziario ritiene che i beni pignorati siano di valore insufficiente o per essi appare manifesta la lunga durata della liquidazione, può invitare il debitore a indicare ulteriori beni utilmente pignorabili, i luoghi in cui si trovano o le generalità dei terzi suoi debitori. Così, ad esempio, se hai dei contanti in una cassetta di sicurezza in banca, un’auto custodita in un garage privato, un televisore in riparazione, un divano in cantina sei tenuto a dichiararlo all’ufficiale. Se non lo fai commetti un reato.

Se possiedi una cassaforte

Il Codice di procedura civile stabilisce, infatti, quanto segue. L’ufficiale giudiziario, con l’originale del titolo esecutivo (la sentenza, il decreto ingiuntivo, ecc.) e del precetto già notificato al debitore, può recarsi a casa di quest’ultimo (e negli altri luoghi a lui appartenenti) e ricercare le cose da pignorare. Può anche ricercarle sulla persona del debitore effettuando cioè una perquisizione, osservando però le opportune cautele per rispettarne il decoro. Può, quindi, controllare se hai un portafogli in tasca o altri oggetti di valore.

Se possiedi una cassaforte nascosta in casa, non sei tenuto a rivelarne la sua presenza prima dell’inizio del pignoramento. Tuttavia, se l’ufficiale, all’esito del pignoramento stesso, dovesse presentarti la domanda di cui abbiamo parlato al punto precedente, sei costretto a svelare il luogo segreto. Al quel punto, puoi chiederti se l’ufficiale giudiziario può aprire la cassaforte. La risposta è positiva: può chiederti la combinazione o le chiavi. 

Stabilisce la legge: «Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento, l’ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l’assistenza della forza pubblica» [1]. Il che significa che l’ufficiale ha il potere di aprire la cassaforte anche se ciò dovesse ledere la tua privacy. 

Se tu però dovessi impedirglielo – cosa che potrebbe avere su di te delle ricadute penali – l’ufficiale giudiziario può chiedere l’autorizzazione del presidente del tribunale a farsi accompagnare dalla polizia o dai carabinieri. Nulla toglie che, nel periodo intermedio che passa tra i due accessi, tu svuoti la cassaforte. Si tratterebbe, comunque, di un comportamento fraudolento che costituisce reato.



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