Tempi per pagare la nuova rottamazione

4 Luglio 2019 | Autore:
Tempi per pagare la nuova rottamazione

Con la riapertura dei termini per presentare le domande di rottamazione cambia anche il calendario delle scadenze per i pagamenti: stavolta si parte dal 30 novembre. 

La riapertura dei termini per aderire alla nuova rottamazione fino al prossimo 31 luglio ha comportato anche uno slittamento in avanti dei termini per pagare i debiti fiscali in definizione agevolata, senza interessi e sanzioni. Il nuovo calendario è leggermente diverso dal precedente, cioè da quello che riguardava i contribuenti che avevano aderito alle precedenti edizioni della rottamazione, compresa quella scaduta il 30 aprile scorso. Vediamo quindi quali sono le modifiche apportate dal Decreto crescita, approvato in via definitiva dal Parlamento [1] che consente a tutti i contribuenti che finora non lo avevano fatto di presentare la domanda di definizione agevolata su tutte le cartelle dal 2000 al 2017 compreso.

La prima scadenza di questo nuovo calendario è fissata al prossimo 30 novembre: entro quella data chi ha scelto il pagamento rateale dovrà pagare la prima rata, pari al 20% dell’importo complessivo dovuto. Anche chi ha scelto di versare il dovuto in unica soluzione dovrà farlo entro il 30 novembre. In realtà la scadenza stabilita nel Decreto passa automaticamente al 2 dicembre, perché il 30 novembre cade di sabato e quindi è prorogato per legge al primo giorno successivo non festivo.

Chi ha optato per pagare a rate potrà arrivare ad un numero massimo di 17, l’ultima delle quali scadrà il 30 novembre 2023. La scelta del numero di rate – da un minimo di 2 fino al massimo di 17 – spetta al contribuente, che dovrà indicarlo nel modello di domanda. Per sapere dove si trova questo modulo e come compilarlo e presentarlo, leggi: come aderire alla nuova rottamazione.

Se hai deciso di effettuare i pagamenti rateali, devi sapere che le rate successive alla prima saranno tutte di pari importo (in esse sarà suddiviso l’80% del debito complessivo residuo, visto che il 20% è stato pagato con la prima rata) e le scadenze sono prefissate al 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ogni anno dal 2020 fino al 2023. Quindi se hai deciso di pagare nel numero massimo di rate consentito, l’ultima rata scadrà il 30 novembre 2023.

Sono le stesse scadenze della rottamazione ter originaria, con l’unica differenza che i “ripescati”, cioè coloro che presentano la domanda ora e non lo avevano fatto entro il 30 aprile, inizieranno a pagare a novembre anziché già a luglio di quest’anno; fermo restando che chi aveva aderito in precedenza dovrà pagare la prima rata entro il 31 luglio, senza dilazioni. In pratica chi aveva partecipato all’edizione di primavera della rottamazione ter aveva a disposizione un massimo di 18 rate mentre per chi lo fa ora ne rimangono 17: l’ultima scadenza del 30 novembre 2023 rimane valida per tutti e non c’è stato nessuno slittamento in avanti. Chi entra ora “risparmia” solo la rata di luglio ma dovrà pagare comunque il 20% dell’importo complessivo a novembre (chi invece aveva aderito ad aprile pagherà il 10% a luglio ed il 10% a novembre).

C’è una minima tolleranza per i ritardi nei pagamenti: sono previsti al massimo 5 giorni oltre la scadenza di ciascuna rata e se non si rispetta il termine si decade automaticamente dall’intero piano di rottamazione, perdendo tutti i benefici. Non sarà cioè più possibile riprendere in seguito i pagamenti interrotti, a meno che il legislatore non ci ripensi e riapra nuove possibilità. Questa volta non lo ha fatto, perché, se da un lato ha consentito alla riapertura dei termini per presentare le domande entro il 31 luglio 2019 a chi non lo aveva fatto prima, dall’altro lato ha confermato, come abbiamo visto, tutte le condizioni e le scadenze stabilite per chi aveva già presentato la sua domanda di rottamazione ter entro il 30 aprile scorso.


note

[1] D.L. n.34/2019, convertito, con modificazioni, in Legge n.58 del 28 giugno 2019.


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