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Precetto senza procura

4 Luglio 2019
Precetto senza procura

Precetto senza il mandato processuale: si può parlare di nullità del precetto per difetto di procura?

Si può ritenere nullo un atto di precetto notificato senza la procura conferita dal creditore all’avvocato? Immaginiamo che una persona vinca una causa e che il suo difensore, nella fretta di recuperare i soldi dalla controparte, notifichi a quest’ultima il precetto dimenticando però di farsi prima rilasciare dal proprio assistito il mandato processuale. Il debitore così, ricevendo l’atto di precetto con la sola firma dell’avvocato e ritenendo nullo tale atto per difetto di forma, presenta opposizione all’esecuzione davanti al tribunale. A quel punto, il giudice viene chiamato a valutare l’eventuale nullità del precetto senza procura. Quale sarà la decisione?

Esiste una copiosa giurisprudenza di primo e secondo grado che ha già affrontato l’argomento. Da ultimo, se n’è occupato il tribunale di Latina [1]. La pronuncia è l’occasione per ripercorrere l’orientamento seguito sino ad oggi dalle aule dei tribunali. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il precetto?

Prima di spiegare se può ritenersi valido o nullo il precetto senza procura spiegheremo ai più inesperti cos’è l’atto di precetto, a cosa serve e quando è valido.

Il precetto è l’atto che il creditore è obbligato a notificare al debitore prima di avviare l’esecuzione forzata (ad esempio il pignoramento dei beni). Lo può fare però solo se ha in mano un titolo esecutivo ossia una sentenza di condanna, un decreto ingiuntivo non opposto o provvisoriamente esecutivo, un assegno, una cambiale, un mutuo stipulato dinanzi al notaio.

Il precetto contiene un’intimazione di pagamento formale, consegnata perciò dall’ufficiale giudiziario. Con quest’atto al debitore vengono assegnati gli ultimi 10 giorni per adempiere spontaneamente. Dall’undicesimo giorno in poi il creditore potrà avviare le azioni esecutive; prima però che scada questo termine non può fare nulla.

Per quanto tempo è efficace l’atto di precetto?

Il precetto è valido per massimo 90 giorni. Se al 91° giorno dovesse avvenire il pignoramento, questo sarebbe illegittimo. Ciò non toglie comunque che il creditore possa notificare un secondo atto di precetto, e poi un terzo, e così via. Peraltro, ogni atto di precetto interrompe i termini di prescrizione facendoli decorrere nuovamente da capo.

Per il precetto è necessario l’avvocato?

Di norma, l’avvocato del creditore, prima di notificare al debitore l’atto di precetto, si fa rilasciare una procura dal proprio assistito, procura che viene riportata sul precetto stesso. La si può notare a margine della prima pagina o dopo l’ultima, in allegato.

Tuttavia, ciò non toglie che a notificare il precetto potrebbe essere anche la stessa parte, ossia il creditore, senza bisogno dell’assistenza del legale. Difatti l’atto il precetto non è un atto processuale – ossia un atto tipico del processo per il quale è obbligatoria l’assistenza del professionista – ma un «atto di parte» ossia un documento che può scrivere, firmare e notificare lo stesso soggetto interessato, senza bisogno del suo avvocato.

Questo aspetto è determinante per capire se il precetto senza procura è valido o nullo. Ecco, infatti, qual è la risposta a tale quesito.

Il precetto senza procura è valido?

Secondo la giurisprudenza, il precetto è valido anche se sottoscritto da parte dell’avvocato non munito di procura. Difatti, non essendo un atto processuale, la procura può essere rilasciata anche in un momento successivo, con una ratifica a posteriori fornita dal cliente.

Ad esempio, se il debitore – destinatario dell’atto – dovesse opporsi al precetto, sollevando un giudizio di opposizione, la costituzione dell’avvocato del creditore nel conseguente processo, munito – questa volta obbligatoriamente – della procura sanerebbe ogni vizio. Il che significa che sollevare contestazioni in merito è pressoché inutile.

Il precetto senza procura è, quindi, valido se, nel giudizio di opposizione, il creditore si costituisce con valida procura in calce alla comparsa di costituzione, facendo così proprio l’atto con ratifica.

La giurisprudenza, e in particolare la sentenza qui in commento del tribunale di Latina, conferma tale orientamento. Il precetto è un atto di parte “stragiudiziale” e non un atto che introduce un giudizio; ciò significa che può essere validamente sottoscritto dalla parte oppure da un suo procuratore. È, pertanto, irrilevante che manchi la procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto mentre deve ritenersi valido il precetto se il titolare del diritto conferisce la procura al legale dopo la notifica.

Insomma: la nullità del precetto sottoscritto dal legale che si dichiara difensore dell’istante è sanata dalla procura valida conferita alla costituzione nel giudizio di opposizione proposto dal debitore.

Precetto senza mandato: sentenze

L’orientamento appena esposto è confermato da copiosa giurisprudenza. Riportiamo qui di seguito le pronunce più rilevanti.

Mandato alle liti: la mancata trascrizione della procura sulla copia del precetto non è causa di nullità.

Tribunale, Milano, sez. III, 23/04/2019, n. 4045

In tema di mandato alle liti, la mancata trascrizione della procura sulla copia dell’atto di precetto non è causa di nullità dell’atto perché la disposizione di cui all’ art. 125, primo comma, cod. proc. civ. – che impone la sottoscrizione delle parti sia nell’originale che nella copia degli atti – non si riferisce alla procura alle liti, la quale, apposta in calce o a margine, si incorpora nell’atto stesso ed è valida anche se non sia trascritta nella copia notificata.

Il precetto non è un atto processuale

Tribunale Livorno, 04/10/2016, n.1191

Il precetto, pur rientrando tra gli atti di parte il cui contenuto e la cui sottoscrizione sono regolati dall’art. 125 c.p.c., non costituisce “atto introduttivo di un giudizio” contenente una domanda giudiziale, bensì atto preliminare stragiudiziale, che può essere validamente sottoscritto dalla parte oppure da un suo procuratore “ad negotia”. Ne consegue che, in caso di sottoscrizione del precetto da parte di altro soggetto in rappresentanza del titolare del diritto risultante sul titolo esecutivo, la rappresentanza è sempre di carattere sostanziale, anche se conferita a persona avente la qualità di avvocato, restando conseguentemente irrilevante il difetto di procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto e che “è valido il precetto sottoscritto da difensore non munito di mandato se il titolare del diritto risultante dal titolo esecutivo gli conferisce la procura dopo la notifica di esso (art. 480 c.p.c.), perché la ratifica del “dominus” è ammissibile per il compimento di qualsiasi atto giuridico di natura sostanziale.

Non occorre procura per la sottoscrizione del precetto da altro soggetto in rappresentanza del titolare del diritto risultante dal titolo esecutivo

Tribunale Massa, 10/06/2016, n.585

Il precetto, pur rientrando tra gli atti di parte il cui contenuto e la cui sottoscrizione sono regolati dall’art. 125 c.p.c. non costituisce “atto introduttivo di un giudizio” contenente una domanda giudiziale, bensì atto preliminare stragiudiziale, che può essere, in quanto tale, validamente sottoscritto anche personalmente dalla stessa parte oppure da un suo procuratore “ad negotia”. Ne consegue che, in caso di sottoscrizione del precetto ad opera di altro soggetto in rappresentanza del titolare del diritto risultante dal titolo esecutivo, tale rappresentanza è sempre di carattere sostanziale, anche se conferita a persona avente la qualità di avvocato, restando conseguentemente irrilevante il difetto di procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto.

Tribunale Napoli sez. V, 01/09/2014, n.12051

Il precetto è un atto precedente e preliminare all’esecuzione e quindi ha natura sostanziale e non processuale. Conseguentemente il precetto è privo del contenuto proprio della domanda giudiziale. Infatti il precetto, pur rientrando tra gli atti di parte il cui contenuto e la cui sottoscrizione sono regolati dall’art. 125 c.p.c., non costituisce “atto introduttivo di un giudizio” contenente una domanda giudiziale, bensì atto preliminare stragiudiziale, che può essere validamente sottoscritto dalla parte oppure da un suo procuratore “ad negotia”. Ne consegue che, in caso di sottoscrizione del precetto da parte di altro soggetto in rappresentanza è sempre di carattere sostanziale, anche se conferita a persona avente la qualità di avvocato, restando conseguentemente irrilevante il difetto di procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto.

Cassazione civile sez. VI, 24/05/2012, n.8213

Il precetto, pur rientrando tra gli atti di parte il cui contenuto e la cui sottoscrizione sono regolati dall’art. 125 c.p.c., non costituisce « atto introduttivo di un giudizio » contenente una domanda giudiziale, bensì atto preliminare stragiudiziale, che può essere validamente sottoscritto dalla parte oppure da un suo procuratore ad negotia. Ne consegue che, in caso di sottoscrizione del precetto da parte di altro soggetto in rappresentanza del titolare del diritto risultante sul titolo esecutivo, tale rappresentanza è sempre di carattere sostanziale, anche se conferita a persona avente la qualità di avvocato, restando conseguentemente irrilevante il difetto di procura sull’originale o sulla copia notificata dell’atto.

Cassazione civile sez. III, 20/04/2012, n.6282

È valido l’atto di pignoramento immobiliare sottoscritto dal difensore al quale il creditore abbia conferito procura alle liti, oltre che nell’atto di pignoramento, nell’atto di precetto.

Non necessaria la procura sul precetto in rinnovazione

Cassazione civile sez. III, 20/04/2015, n.8001

Qualora la procura sia stata conferita a margine dell’atto di precetto senza alcuna limitazione, con il conferimento del mandato a procedere esecutivamente, essa estende la sua validità ed efficacia sia all’atto di precetto in rinnovazione, relativo al medesimo credito, avente la sua fonte nel medesimo titolo esecutivo, sia al processo esecutivo che, sulla base del precetto, anche in rinnovazione, sia stato introdotto dal creditore ovvero all’intervento che dallo stesso creditore sia stato effettuato nel processo esecutivo già pendente contro il suo debitore.

Pignoramento: che cos’è il precetto? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Trib. Latina, sent. n. 13976/19.


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