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Debiti coerede: come salvare l’asse ereditario?

13 Luglio 2019
Debiti coerede: come salvare l’asse ereditario?

Poco tempo fa è venuta a mancare mia madre proprietaria al 100% di un piccolo appartamento. Su tale appartamento non vi sono ipoteche e nessuna nota particolare. Gli eredi legittimi sono tre io e due mie sorelle. Non vi è testamento. Una delle mie sorelle ha vari debiti Banca (mutuo con ipoteca sulla prima casa), Equitalia ed altri. In virtù di tali debiti gli è stata pochi mesi fa espropriata e venduta all’asta l’abitazione principale e pignorato il conto corrente. Il prezzo di vendita non è stato sufficiente ad estinguere l’ipoteca sulla casa. Vorrei cortesemente sapere: in che modo gli altri due fratelli posso cautelarsi? L’appartamento di mia madre può essere venduto a terzi senza che l’acquirente abbia problemi? Esiste un modo per conoscere il dettaglio dei debiti di mia sorella?

Nel caso in cui Sua sorella dovesse accettare l’eredità, permetterebbe ai suoi creditori di soddisfarsi sulla quota di proprietà dell’appartamento da ella ereditato.

Infatti, non esistendo altra eredità, né altri eredi, Voi ereditereste la quota in comproprietà di 1/3 ciascuno.

I creditori, una volta che la successione sarà trascritta presso i registri immobiliari della conservatoria, verranno a sapere dell’avvenuta accettazione dell’eredità e potranno, tramite un pignoramento immobiliare, mettere in vendita  l’appartamento, nonostante lo stesso risulti anche di proprietà Sua e dell’altra sorella.

Infatti, in questo caso, il giudice dell’esecuzione potrebbe mettere all’asta l’appartamento e, una volta venduto, ripartire i 2/3 del ricavato a favore dei comproprietari non debitori.

Esisterebbe, tuttavia, la possibilità di acquisire, nel corso della procedura di espropriazione immobiliare, e prima dell’asta giudiziaria, la quota della sorella debitrice, così come periziata dal consulente nominato nel giudizio. Tuttavia, sarebbe sempre meglio evitare tale situazione, anche per evitare il proliferarsi delle spese legali.

Vendere l’immobile a terzi potrebbe non essere una soluzione utile, in quanto i creditori di Sua sorella – con una visura storica – potrebbero sapere che la loro debitrice, dopo aver accettato l’eredità e acquisito, nel suo patrimonio, la quota di quell’immobile, abbia trasferito la stessa a terzi.

In questo caso, la compravendita potrebbe essere oggetto di revocazione, azione finalizzata a porre nel nulla la compravendita che ha danneggiato il diritto dei creditori a soddisfarsi sul patrimonio del debitore.

L’unica soluzione rimane quella di convincere la sorella debitrice a rinunciare all’eredità, magari promettendo – con un accordo scritto tra i coeredi – che la sua quota sarà liquidata in denaro da Lei e l’altra sorella. In questo modo, fareste salvo l’appartamento, che così non potrebbe essere aggredito da quei creditori.

Con riguardo alla possibilità di conoscere i debiti della sorella, l’unico strumento a disposizione per Lei e l’altra sorella rimane la presentazione, tramite un legale, di un’istanza di visibilità nella procedura di espropriazione già subita dalla stessa sull’abitazione principale.

Accedendo agli atti presenti in quel giudizio, si potranno analizzare gli interventi dei singoli creditori nell’esecuzione e, così, verificare l’ammontare complessivo dei debiti, oltre il piano di ripartizione del ricavato della vendita, così da conoscere i debiti che residuano.

Articolo tratto da una consulenza dell’Avv. Salvatore Cirilla


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