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Quando lavoratore viene definito videoterminalista

9 Agosto 2019 | Autore:
Quando lavoratore viene definito videoterminalista

Il videoterminalista è una figura molto presente nel mondo del lavoro. Vediamo quali sono le sue caratteristiche e le tutele per la salute del lavoratore previste dalla legge.

Nell’attività produttiva, di beni e, soprattutto, di servizi, l’informatica ha un ruolo sempre maggiore. Questo fa sì che cresca in modo repentino l’uso dei video terminali e, di conseguenza, l’impiego, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato, dei videoterminalisti. Il lavoro svolto dal videoterminalista può essere essenzialmente di due tipi: attività di digitazione e attività di dialogo.

Nella digitazione, il lavoratore inserisce costantemente dati all’interno del sistema informatico, in alcuni casi, anche durante l’intera giornata. Chi svolge questo tipo di attività deve, dunque, restare concentrato, essere preciso ed eseguire i propri compiti con rapidità. L’attività di dialogo, invece, consiste nella elaborazione, correzione e stampa dei dati. In questo caso, i ritmi di lavoro – almeno per quanto riguarda l’operatività al videoterminale – sono meno intensi ma, in compenso, il lavoratore è chiamato a ulteriori attività come l’archiviazione di documenti o i colloqui telefonici.

Dunque, i rischi per la salute del videoterminalista sono di vario genere, riconducibili, comunque, a due categorie di disturbi: quelli visivi e quelli muscolo-scheletrici.

Si è reso pertanto necessario adeguare le norme in tema di sicurezza sul lavoro a questa nuova tipologia di lavoratori, a tutela della quale sono stati individuati particolari criteri di sicurezza e salute sul luogo di lavoro [1].

A questo punto, vediamo, dal punto di vista normativo, quando un lavoratore viene definito videoterminalista, quali sono le principali misure di prevenzione e quali caratteristiche deve avere il suo luogo di lavoro.

Chi è il videoterminalista?

È il lavoratore che svolge attività che comportano l’uso, in maniera sistematica o abituale, di attrezzature munite di videoterminali – ossia di uno schermo con caratteri alfanumerici o grafici – per venti ore settimanali, escluse le interruzioni alle quali egli ha diritto.

Cos’è il posto di lavoro del videoterminalista?

È un insieme costituito, oltre al videoterminale, da elementi come la tastiera, il mouse, il software, eventuali accessori, le apparecchiature connesse (per esempio, il telefono, il modem, la stampante), la sedia, il piano di lavoro e l’ambiente di lavoro circostante.

Quali sono i requisiti minimi del luogo di lavoro?

La legge prevede particolari standard di prevenzione dei rischi per la salute del lavoratore, relativi sia alle attrezzature utilizzate dal videoterminalista e sia all’ambiente nel quale egli opera [2].

Dunque, per ciò che concerne le attrezzature:

  • lo schermo deve avere una buona risoluzione, un’immagine stabile e deve essere liberamente inclinabile e orientabile dal lavoratore;
  • la tastiera deve essere separata dallo schermo, facilmente regolabile e dotata di un meccanismo di variazione della pendenza, così da permettere al videoterminalista di assumere una posizione confortevole (soprattutto per quanto riguarda le braccia e le mani);
  • il piano di lavoro deve avere un’altezza compresa tra 70 e 80 cm., deve essere stabile e avere dimensioni sufficienti a garantire una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera, dei documenti e del materiale accessorio;
  • il sedile di lavoro deve essere stabile e permettere all’utilizzatore libertà nei movimenti nonché una posizione comoda. Inoltre, deve avere altezza regolabile in maniera indipendente dallo schienale e dimensioni della seduta adeguate alle caratteristiche fisiche dell’utilizzatore, oltre a un meccanismo girevole per facilitare i cambi di posizione.

Per quanto riguarda l’ambiente di lavoro:

  • lo spazio deve essere tale da consentire cambiamenti di posizione e movimenti operativi;
  • l’illuminazione (sia quella del locale di lavoro, sia quella rappresentata dalla lampada da tavolo) deve essere sufficiente e tale da consentire un adeguato contrasto tra lo schermo e l’ambiente circostante. Inoltre, la postazione di lavoro deve essere disposta in modo tale da evitare riflessi sullo schermo o eccessivi contrasti di luminosità;
  • il rumore emesso dalle attrezzature presenti nel posto di lavoro non deve disturbare l’attenzione e la comunicazione verbale;
  • tutte le radiazioni, a eccezione della parte visibile dello spettro elettromagnetico (cioè la gamma dei colori percepibili dall’occhio umano, che determinano il fenomeno della luce), devono essere ridotte a livelli trascurabili per la sicurezza e la salute dei lavoratori;
  • il software deve risultare adeguato alle mansioni da svolgere e di facile utilizzo in relazione alle competenze dell’utilizzatore;
  • il microclima presente sul luogo di lavoro deve essere tale da non arrecare disagio al lavoratore. In ogni caso, le attrezzature presenti sul posto di lavoro non devono provocare un eccesso di calore che possa causare disagio al lavoratore.

I controlli

I videoterminalisti sono sottoposti a controlli sanitari di carattere periodico, per verificare l’eventuale comparsa di disturbi visivi o di altro genere, comunque riconducibili all’attività lavorativa.

Tali lavoratori fruiscono, inoltre, della informazione e formazione circa la prevenzione dei rischi per la salute connessi a questa particolare attività.


note

[1] Decreto legislativo n. 81 del 2008

[2] Allegato 34 del Decreto legislativo n. 81 del 2008


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