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Orario minimo e ferie della badante

13 Luglio 2019
Orario minimo e ferie della badante

Ho mia mamma invalida al 100% e necessitiamo di aiuto con una badante. Abbiamo un contratto con decorrenza da oggi. L’avvocato  vedendo il contratto fatto per la badante mi ha segnalato che l’inquadramento CS per 8 ore lavorative al mese (due mezze giornate) da contratto individuale fatto non è previsto dal contratto nazionale perché è sotto le 30 ore settimanali per persona non autosufficiente. Mi ha scritto che c’è una incongruenza e che in futuro può contestarmelo la badante.

Abbiamo attivo il contratto dal primo luglio. La badante mi ha chiesto se può andare in ferie ad agosto. Anziché fare la prestazione il martedì 6 agosto verrebbe ad effettuare la prestazione giovedì 1° agosto. E andrebbe in ferie da venerdì 2 agosto fino al 19 agosto. Ritornerebbe a lavorare il 20 agosto. È possibile concedere le ferie e va bene la partenza dal 2 agosto ritornando martedì 20 agosto a lavorare? La badante non è convivente.

Per quanto riguarda l’orario di lavoro della badante inquadrata nel livello CS, il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico non prevede limiti minimi di orario (nessun limite di orario minimo è disposto per il personale inquadrato nel livello CS non convivente), ma soltanto dei limiti massimi.

In particolare, nel contratto è specificato che è inquadrato nel livello CS il personale che, in possesso di specifiche conoscenze di base, sia teoriche che tecniche, relative allo svolgimento dei compiti assegnati, opera con totale autonomia e responsabilità.

È inquadrato nel livello C super chi ha mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, non avendo ricevuto specifica formazione. Inoltre, il collaboratore inquadrato nel livello CS, oltre alle mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, può occuparsi delle attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa in cui vivono gli assistiti.

È invece prevista una paga minima, a prescindere dall’orario, per i conviventi a servizio ridotto inquadrati nei livelli C, B e B super, nonché per gli studenti di età compresa fra i 16 e i 40 anni frequentanti corsi di studio (art.15 comma 2 CCNL Lavoro domestico): questi lavoratori possono essere assunti in regime di convivenza anche con orario fino a 30 ore settimanali. In questi casi, qualunque sia l’orario di lavoro osservato nel limite massimo delle 30 ore settimanali, deve essere corrisposta una retribuzione minima indicata nella tabella B allegata al contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.

Probabilmente l’avvocato, menzionando il “minimo” di 30 ore settimanali, ha fatto riferimento a questa fattispecie: in realtà il minimo non si riferisce però alle ore settimanali, ma alla retribuzione, che per i conviventi a servizio ridotto non può comunque essere inferiore all’ammontare fisso indicato dal contratto collettivo.

Nel  caso di specie, però, non ci sono problemi, dato che l’assunzione è in regime di non convivenza (come emerge anche dal contratto di lavoro individuale analizzato).

Veniamo ora alla questione delle ferie: il contratto collettivo del lavoro domestico, all’articolo 18, prevede che, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell’orario di lavoro, per ogni anno di servizio presso lo stesso datore di lavoro, il collaboratore (colf, badante…) ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi. Il contratto chiarisce che la settimana lavorativa – quale che sia la distribuzione dell’orario di lavoro settimanale – è comunque considerata di sei giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie.

Nel caso di specie, dunque, per ogni anno di lavoro la badante matura 26 giornate lavorative di ferie, durante le quali presta servizio in due mezze giornate.

Se nel mese di agosto la dipendente presterà servizio per due mezze giornate, di fatto non fruirà delle ferie. Ad ogni modo, anche nell’ipotesi in cui dovesse fruire delle ferie (quindi che si assenti per tutto il mese, ossia che non lavori per le due mezze giornate previste nel mese) pur non avendo ancora maturato un intero rateo di ferie annuale, non sussisterebbero problemi: la dipendente potrebbe fruire delle ferie anticipatamente, e “recupererebbe” la maturazione del rateo ferie nel corso del rapporto di lavoro.

Mi permetto un’ultima osservazione: probabilmente l’avvocato, nell’ipotizzare future contestazioni da parte della badante, ha voluto esprimere la propria preoccupazione a causa dell’orario veramente esiguo previsto nel contratto individuale, nel quale si legge peraltro: “Dette indicazioni di orario si devono intendere flessibili e legati alle esigenze, impegni, salute dei componenti della famiglia presso la quale Lei presta la Sua collaborazione.”

Raccomando la massima prudenza: nell’ipotesi in cui l’orario dichiarato, sul quale si basa la retribuzione della badante, non risponda al vero, non solo la datrice di lavoro sarebbe esposta a contestazioni da parte della lavoratrice, ma sarebbe condannata anche a corrispondere differenze retributive e contributive ingenti.

Articolo tratto dalla consulenza della Dott.ssa Noemi Secci- Consulente del lavoro.


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