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Auto con targa straniera: come opera il divieto di circolazione

10 Agosto 2019
Auto con targa straniera: come opera il divieto di circolazione

Sono stata fermata dalla polizia e mi è stato detto che essendo italiana non potevo guidare in Italia un’auto con targa tedesca. Mio marito è tedesco, l’auto in questione è registrata in Germania dove lui lavora e dove ha anche una residenza. Abbiamo una seconda residenza in Italia. Cosa posso fare per evitare di dover reimmatricolare l’auto in Italia? Quali sono le basi giuridiche? È difficile capire perché io, come moglie, non posso guidare l’auto di mio marito in Italia. La polizia, a quanto pare, non conosce alcuna eccezione. 

Purtroppo la lettrice ha un problema molto comune, dovuto in parte all’irragionevolezza della normativa italiana. L’art. 93, comma 1-bis, del codice della strada, così come introdotto dal d.l. n. 113/2018 (art. 29-bis), dice che «è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero». Le uniche eccezioni a questo divieto sono elencate nel comma successivo, e riguardano: 

  • i veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva; 
  • i veicoli concessi in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva. 

Come si evince dalla norma sopra riportata, il divieto è purtroppo generalizzato a chiunque risiede in Italia da oltre due mesi, senza eccezioni (se non quelle successivamente elencate); probabilmente trattasi di un “effetto indesiderato” della lotta a chi, per non pagare il bollo, acquista l’auto in un altro Stato. 

La norma si applica anche a chi abbia la doppia residenza o cittadinanza: se la persona è iscritta da più di 60 giorni nei registri anagrafici italiani, ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste per la violazione del divieto, egli è residente in Italia e tale iscrizione rileva ai fini della norma di cui parliamo. 

L’unico modo per giustificarsi quando si è fermati alla guida di un’auto avente targa straniera sarebbe quello di avere con sé un documento di data certa (ad esempio una dichiarazione autenticata da un notaio) che attesti il grado di parentela o il rapporto tra chi si trova a guidare l’automobile con targa estera ed il proprietario del veicolo. In assenza, scatta il divieto, proprio come è capitato alla lettrice.

La lettrice non è obbligata a reimmatricolare l’auto se riconduce la stessa oltre i confini nazionali: la legge infatti dice che entro i 180 giorni successivi alla violazione, il proprietario del veicolo deve provvedere: 

  • ad immatricolare il veicolo in Italia; 
  • oppure a chiedere il rilascio di un foglio di via per portare il veicolo fuori dai confini italiani. 

Se, invece, entro i 180 giorni dalla violazione, il proprietario del veicolo non chiede né l’immatricolazione in Italia del veicolo e nemmeno il rilascio del foglio di via, allora il veicolo viene confiscato (cioè si perde la proprietà del veicolo che in pratica diventa di proprietà dello Stato italiano). 

Il foglio di via va richiesto, nei termini predetti, ad un ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri (la Motorizzazione civile). 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 


2 Commenti

  1. Buongiorno.
    Nell’articolo sopra si legge:

    “”L’unico modo per giustificarsi quando si è fermati alla guida di un’auto avente targa straniera sarebbe quello di avere con sé un documento di data certa (ad esempio una dichiarazione autenticata da un notaio) che attesti il grado di parentela o il rapporto tra chi si trova a guidare l’automobile con targa estera ed il proprietario del veicolo. In assenza, scatta il divieto, proprio come è capitato alla lettrice.””
    Il tenore letterale della norma, tuttavia, non lascierebbe intravvedere questa possibilità.
    In base a cosa, dunque, si afferma ciò?
    Vi è un articolo di legge specifico?
    Grazie

    1. Giuseppe puoi trovare maggiori informazioni nei seguenti articoli:
      -Auto con targa estera: quando può circolare? https://www.laleggepertutti.it/195198_auto-con-targa-estera-quando-puo-circolare
      -Auto con targa straniera: circolazione in Italia https://www.laleggepertutti.it/281429_auto-con-targa-straniera-circolazione-in-italia
      -Auto con targa straniera, residenza in Italia e sequestro https://www.laleggepertutti.it/281427_auto-con-targa-straniera-residenza-in-italia-e-sequestro
      -Auto immatricolata all’estero: circolazione in Italia https://www.laleggepertutti.it/297390_auto-immatricolata-allestero-circolazione-in-italia
      -Immatricolazione auto estera: tempi di attesa https://www.laleggepertutti.it/283932_immatricolazione-auto-estera-tempi-di-attesa
      -Auto con targhe straniere e circolazione in Italia: novità normative https://www.laleggepertutti.it/272589_auto-con-targhe-straniere-e-circolazione-in-italia-novita-normative

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