Diritto e Fisco | Articoli

Collegio di periti e consulenti e iscrizione all’albo

10 Agosto 2019
Collegio di periti e consulenti e iscrizione all’albo

Siamo una associazione senza scopo di lucro nato nel 1928 di periti esperti e consulenti. Come risulta da antichi documenti dell’epoca, siamo iscritti al MISE e in Regione terzo settore. I nostri associati sono periti nei vari settori professionali, quasi tutti iscritti alla Camera di commercio e in tribunale, altri sono in fase d’iscrizione. Ai nostri associati rilasciamo un tesserino e un timbro come associazione.

Un nostro associato si è recato alla Camera di commercio della città dove questi risiede per iscriversi nel ruolo dei periti. Ha allegato alla sua domanda anche l’iscrizione al nostro collegio, ma in tutta risposta gli hanno detto che stiamo abusando della dicitura di Collegio. È così come dicono?

I collegi – così come gli ordini professionali – sono enti autarchici istituiti per legge, dotati di personalità giuridica di diritto pubblico, che, in virtù di previsioni legislative che stabiliscono l’obbligatoria appartenenza ad essi ai fini dell’esercizio di una certa attività lavorativa, riuniscono in forma associativa gli esercenti determinate professioni, il cui svolgimento è subordinato proprio all’appartenenza a tali enti, come previsto dalla legge.

Lo stesso codice civile prevede, all’articolo 2229, che “la legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi”, per poi precisare, nel successivo articolo 2231, che l’iscrizione nell’albo è tanto essenziale ai fini dell’esercizio della professione che in mancanza la prestazione professionale eseguita “da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione”.

Non meno significativa è la previsione dell’art. 348 del codice penale, il quale prevede il reato di esercizio abusivo di una professione per la quale sia richiesta una speciale abilitazione rilasciata da un organo dello Stato.

Il carattere autarchico dei collegi professionali merita anch’esso di essere evidenziato. Infatti, sono autarchici quegli enti diversi dallo Stato – si pensi, oltre agli ordini e ai collegi professionali, a enti territoriali come la Regione o il Comune – che possono emanare atti dotati della stessa efficacia di quelli della pubblica amministrazione (per esempio, atti di certificazione).

Dunque, il collegio professionale è un ente pubblico, mentre il Collegio  dei lettori è un’associazione privata, che pertanto non ne potrebbe mai assolvere le funzioni. E in effetti, l’appartenenza alla categoria dei periti o esperti richiede l’iscrizione a un apposito ruolo, avente anch’esso carattere pubblico, in quanto previsto e regolamentato dal DM 29.12.1979 e successive modifiche.

Per tutto quanto precede, l’uso del termine “collegio”, con riferimento all’associazione oggetto del quesito, può risultare, se non abusivo, per lo meno foriero di pericolosi equivoci, in particolare nei rapporti con i terzi.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Massimo Coppin


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA