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Coltivazione del terreno del vicino: serve il consenso per iscritto?

10 Agosto 2019
Coltivazione del terreno del vicino: serve il consenso per iscritto?

Alcuni mesi fa ho stipulato un contratto di comodato ad uso gratuito non registrato di un terreno che ora semino. Passato del tempo il proprietario mi dice che se volevo, per comodità, potevo sconfinare in quanto il terreno adiacente era incolto e di proprietà della sorella la quale era stata messa a conoscenza ed era  consenziente. Pertanto, in qualche punto mi sono allargato.

Nel muovermi su questo terreno adiacente mi sono imbattuto in un piccolo bacino per irrigazione senza alcuna protezione e nascosto dalla vegetazione. Non vi sono stati incidenti, ma ho subito contattato il  fratello della proprietaria e insieme abbiamo rimosso gli arbusti e recintato il tutto con rete metallica e sovrapposta una seconda rete in plastica ad alta visibilità.

Se in futuro qualcuno dovesse cadere accidentalmente avrei delle responsabilità anche io che ho usufruito di qualche parte di terreno ma senza stabilire alcun contratto scritto?

Il lettore  non potrà incorrere in nessuna responsabilità, posto che nessun vincolo di questo tipo lo lega al terreno oggetto di questo pericolo.

Né potrà rispondere di qualche responsabilità la proprietaria del terreno in questione se un terzo dovesse infortunarsi per una possibile caduta, a meno che il mal capitato non sia vincolato alla signora da un contratto di lavoro e risulti privo dell’assicurazione professionale che ogni datore di lavoro è costretto a stipulare per mettere in sicurezza i propri lavoratori.

Il lavoro di recinzione eseguito con il fratello della proprietaria deve essere considerato come una condotta positiva di messa in sicurezza, non obbligata da nessun contratto.

Tuttavia, si consiglia in futuro al lettore di non effettuare ulteriori opere su quel terreno, senza il consenso scritto della proprietaria. Potrebbe, infatti, accadere che, a causa della rete metallica, qualcuno (autorizzato a passare da lì) si possa far male. In questo caso, la proprietaria potrebbe riferire che quella rete sia stata abusivamente installata dal lettore, senza alcun consenso e quest’ultimo rischierebbe oltre il danno, anche la beffa.

Pertanto, si consiglia al lettore d’ora in poi di agire nel terreno della signora solo con preventiva autorizzazione scritta, o tramite un contratto di comodato d’uso, o anche tramite una semplice autorizzazione a occupare il suo terreno per le attività di coltivazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla


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