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Contratto di locazione per disabili

8 Luglio 2019 | Autore:
Contratto di locazione per disabili

Affitto disabili: quali regole bisogna rispettare? Il conduttore disabile può recedere dal contratto? Quando la disabilità giustifica il recesso?

L’ordinamento giuridico italiano prevede una serie di norme volte a tutelare le persone disabili: pensa alla possibilità di iscriversi alle categorie protette, oppure di ricevere i benefici economici (pensione e indennità di accompagnamento) o i permessi lavorativi per chi deve assistere un ammalato. Cosa dice la legge a proposito del contratto di locazione per disabili? Ci sono particolari previsioni per gli invalidi? Quali agevolazioni hanno nel momento in cui prendono una casa in affitto?

Se ti trovi anche tu in una particolare situazione di disabilità o invalidità, oppure stai pensando di dare in locazione un tuo appartamento ad una persona disabile, allora penso che troverai di tuo interesse questo articolo. Prosegui nella lettura per saperne di più sul contratto di locazione per disabili.

Affitto disabili: cosa dice la legge?

Cominciamo subito con una premessa importante: la legge non prevede un contratto di locazione ad hoc per i disabili. Ciò significa che una persona disabile potrà avvalersi delle stesse norme previste per qualunque altro conduttore: se vorrà prendere in affitto una casa per viverci, potrà avvalersi del comune contratto di locazione quadriennale rinnovabile per ulteriori quattro anni.

Locazione disabili: quando può recedere il locatore?

Nessuna particolarità è nemmeno prevista in tema di recesso del locatore nel caso di contratto di locazione per disabili. Pertanto, il proprietario di casa potrà impedire il rinnovo automatico del contratto, con preavviso di almeno sei mesi, solamente se:

  • intenda destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, del coniuge, dei genitori, dei figli o dei parenti entro il secondo grado;
  • se persona giuridica, società o ente pubblico o comunque con finalità pubbliche, sociali, mutualistiche, cooperative, assistenziali, culturali o di culto, intenda destinare l’immobile all’esercizio delle attività dirette a perseguire le predette finalità ed offra al conduttore altro immobile idoneo e di cui il locatore abbia la piena disponibilità;
  • quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed idoneo nello stesso comune;
  • quando l’immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore sia di ostacolo al compimento di indispensabili lavori;
  • quando l’immobile si trovi in uno stabile del quale è prevista l’integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare la demolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuove costruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all’ultimo piano, il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge e per eseguirle sia indispensabile lo sgombero dell’immobile stesso;
  • quando, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamente l’immobile senza giustificato motivo;
  • quando il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione [1].

Locazione: quando può recedere il conduttore disabile?

Sul versante del conduttore, qualora questi sia affetto da disabilità, può recedere alle normali condizioni previste per ciascun inquilino: dice la legge che il conduttore, qualora ricorrano gravi motivi, può recedere in qualsiasi momento dal contratto, dando comunicazione al locatore con preavviso di sei mesi.

Di conseguenza, mentre il locatore può solamente impedire il rinnovo della locazione nei casi tassativamente indicati nel paragrafo precedente, il conduttore può recedere in qualsiasi momento, anche durante il quadriennio, dando congruo preavviso di sei mesi (o minore, se previsto dal contratto), ogniqualvolta ricorrano gravi motivi. Quali sono questi gravi motivi? Scopriamolo insieme.

Recesso locazione disabili: quali sono i gravi motivi?

Quali sono i gravi motivi che consentono al conduttore, disabile o meno, di recedere dal contratto di locazione? Secondo la giurisprudenza, un motivo è grave e giustifica il recesso quando:

  • è un fatto estraneo alla volontà del conduttore;
  • è sopravvenuto alla conclusione del contratto;
  • rende oltremodo gravosa (in termini economici, materiali o psicologici) la prosecuzione del rapporto locatizio [2].

Ad esempio, giustifica il recesso il trasferimento del posto di lavoro, la crescita della famiglia, la perdita del lavoro, sopravvenuti problemi di salute di un familiare. Ugualmente, giustificano il recesso anticipato i problemi strutturali dell’immobile o di salubrità dell’ambiente in cui si vive.

Se il conduttore è disabile, potrà giustificare il recesso nel caso di aggravamento delle proprie condizioni di salute, ma non adducendo semplicemente il proprio status, se questo era già sussistente al momento della stipula del contratto. In altre parole, se un disabile sottoscrive un contratto di locazione e, nelle more del rapporto, chiede il recesso adducendo il solo fatto di essere invalido, non potrà svincolarsi dall’accordo perché non si tratta di un motivo sopravvenuto.

Al contrario, se la patologia dalla quale deriva l’handicap o l’invalidità dovesse aggravarsi, allora sussisterebbe una giusta ragione di recesso.


note

[1] Art. 3, l. n. 431/1998.

[2] Cass., sent. n. 12291 del 30 maggio 2014.


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