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Facsimile lettera richiesta stipendio

27 Agosto 2019 | Autore:
Facsimile lettera richiesta stipendio

Come ottenere la retribuzione mensile non ricevuta dal proprio datore di lavoro? A chi occorre rivolgersi?

Ogni mese, l’attesa del giorno di paga è sempre lunga e desiderata: pensi a tutte le bollette da pagare, ai finanziamenti, alla spesa per la famiglia e, magari, a toglierti qualche sfizio. Ma cosa accadrebbe se, d’un tratto, il tuo datore di lavoro non dovesse pagarti un mese di stipendio? Ovviamente, andresti in grossa difficoltà economica, posto che, mensilmente, le scadenze sono sempre dietro l’angolo e saltare la rata di un mutuo comporta l’insorgere di problemi concatenati, con la banca e gli altri tuoi creditori. Cosa puoi fare in questo caso? In questo articolo, dopo aver analizzato le modalità di pagamento dello stipendio e le conseguenze legali della mancata retribuzione, vedrai cosa fare per ottenere la retribuzione che ti spetta, usufruendo del facsimile lettera richiesta stipendio, che troverai in allegato, per esortare al pagamento il tuo datore di lavoro.

Come si può pagare lo stipendio?

Le modalità di pagamento dello stipendio sono state sempre oggetto di controllo e discussione tra i parlamentari, poiché oggetto di elusione fiscale da parte di molti datori di lavoro.

Sino a poco tempo fa, la legge permetteva al datore di lavoro di retribuire il proprio lavoratore con ogni mezzo, compreso il contante. Ma cosa succedeva? Ebbene, molti dipendenti erano costretti a firmare la busta paga che indicava un importo, per poi incassare in contanti una somma notevolmente inferiore. Il dipendente, pur di lavorare, era costretto ad accettare tale situazione e il datore di lavoro poteva, così, risparmiare molto denaro, sia detraendo più spese, che pagando meno tasse.

Tuttavia, a partire dal 1° luglio 2018, il discorso è cambiato: infatti, non è più possibile per i datori di lavoro pagare lo stipendio al lavoratore in contanti, ma solo attraverso:

  • bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore;
  • strumenti di pagamento elettronico;
  • pagamento in contanti presso lo sportello bancario, o postale, dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  • emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, ad un suo delegato, quale il coniuge, il convivente, o un familiare, in linea retta, o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni [1].

Quindi, da quella data, non si può più corrispondere la retribuzione al lavoratore tramite contante, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro in essere. Inoltre, la firma sulla busta paga non è più considerata come prova legale dell’avvenuto pagamento della retribuzione mensile [2].

Eccezioni e conseguenze del pagamento in contanti

Come in tutte le regole, anche qui esistono delle eccezioni al divieto di pagamento in contanti. Difatti, la legge non si applica:

  • ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni;
  • ai contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici;
  • ai titolari di borse di studio;
  • ai tirocinanti;
  • ai rapporti autonomi di natura occasionale.

Inoltre, il datore di lavoro potrà consegnare al dipendente contanti per i fondi spese, i rimborsi e altre somme da corrispondere, diverse dal salario.

Ma cosa succede se, al di fuori di queste eccezioni, il datore di lavoro dovesse continuare a pagare il proprio dipendente in contanti? Ebbene, potrebbe rischiare una sanzione amministrativa da un minimo di mille euro ad un massimo di cinquemila euro. Questa sanzione si applicherà anche quando, in caso di controlli, si dovesse scoprire che il bonifico sia stato, successivamente, revocato, o l’assegno annullato prima dell’incasso.

Entro quando occorre pagare lo stipendio?

Non esiste un giorno prestabilito dalla legge, entro il quale il datore di lavoro debba provvedere al pagamento dello stipendio. Occorre valutare il singolo rapporto di lavoro e la contrattazione collettiva ad esso applicata.

Nella prassi, la maggior parte dei contratti prevede il pagamento del salario entro i primi dieci giorni del mese successivo a quello di riferimento. Altri contratti prevedono il giorno 27 del mese di riferimento stesso come data di accredito dello stipendio.

Tuttavia, i termini previsti dal contratto collettivo di riferimento possono essere derogati da una pattuizione differente, intervenuta tra datore e lavoratore: pertanto, ogni contratto può prevedere un giorno particolare del mese, come data della retribuzione lavorativa.

Conseguenze mancato pagamento stipendio

È superfluo dirlo, il mancato ricevimento dello stipendio è un duro colpo per te e per tutto il nucleo familiare. Senza quelle somme mensili non puoi far fronte al pagamento dei finanziamenti, dei mutui e, in genere, delle spese quotidiane.

Dal punto di vista legale, il mancato pagamento dello stipendio configura un grave inadempimento all’interno del contratto di lavoro: alla prestazione lavorativa del dipendente, infatti, non segue la controprestazione in denaro da parte del datore di lavoro.

Questa violazione del contratto comporta delle conseguenze in capo al datore di lavoro:

  • il lavoratore potrà agire legalmente per recuperare la retribuzione non versata;
  • il lavoratore potrà esigere gli interessi legali per il periodo intercorso tra il giorno in cui avresti dovuto ricevere lo stipendio e il giorno in cui lo hai, effettivamente, ricevuto;
  • il lavoratore potrà esigere il risarcimento dei danni derivati dall’impossibilità di far fronte alle spese quotidiane, come anche al pagamento dei finanziamenti in essere.

Come richiedere lo stipendio?

Vediamo ora come richiedere lo stipendio.

Prima di recarti da un avvocato, è giusto procedere personalmente alla richiesta formale. Quello che devi fare è scrivere una lettera, prendendo spunto dal modello riportato qui sotto, e inviarla tramite raccomandata, con ricevuta di ritorno, al tuo datore di lavoro.

Se, nonostante la ricezione della tua richiesta, il datore non dovesse attivarsi per il pagamento di quanto ti spetta, allora non resterebbe che affidarti ad un avvocato, al fine di poter avviare un’azione legale finalizzata al recupero forzato di quelle somme. A tal proposito, bisognerà concedere al datore di lavoro un termine, seppur breve, per permettere a questi di provvedere al pagamento tramite servizi bancari tracciabili.

Per avere il modello con il facsimile lettera richiesta stipendio leggi il box sottostante a questo articolo.

Spett.le

__________________ (datore di lavoro)

via _______________

Cap – Città

Oggetto:Nome e cognome lavoratore – richiesta stipendio mese di ____________

Spett.le ______________ (nome del datore di lavoro),

con la presente, com’è a Vostra conoscenza, non è stato corrisposto al sottoscritto lo stipendio relativo alla retribuzione di ____________ (mese, o mesi, e anno).

Potrete immaginare come il mancato incasso di quelle somme abbia comportato, oltre che una violazione contrattuale, anche un disagio economico notevole, tale per cui, ad oggi, non riesco ad affrontare le spese di prima necessità.

Per tale motivo, sono costretto a richiederVi il pagamento delle somme dovute, relative agli stipendi finora non corrisposti, oltre gli interessi legali sinora maturati.

Se nel termine di dieci giorni dal suo ricevimento questa lettera dovesse rimanere infruttuosa, sarò costretto – mio malgrado – ad adire le vie legali.

Certo di un sollecito riscontro.

Distinti saluti,

Luogo e data

Firma

note

[1] Art. 1 co. 910 Legge di Bilancio 2018.

[2] Art. 1 co. 912 Legge di Bilancio 2018.


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