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Pensione di vecchiaia: importo

9 Agosto 2019 | Autore:
Pensione di vecchiaia: importo

A quanto ammonta e come si calcola il trattamento di vecchiaia liquidato dall’Inps?

Arrivati a 67 anni, con un minimo di 20 anni di contributi, quasi tutti i lavoratori iscritti presso le gestioni amministrate dall’Inps hanno il diritto di ottenere la pensione di vecchiaia.

Fanno eccezione soltanto coloro che non hanno contributi accreditati alla data del 31 dicembre 1995: perché questi contribuenti raggiungano la pensione di vecchiaia ordinaria, infatti, è necessario che perfezionino, oltre al requisito di 67 anni di età ed al requisito di 20 anni di contributi, anche una soglia minima di trattamento, pari a 1,5 volte l’assegno sociale.

In altre parole, perché i lavoratori cosiddetti “contributivi puri” (cioè aventi diritto al calcolo interamente contributivo della prestazione) ottengano la pensione di vecchiaia, il loro assegno mensile deve essere almeno pari a 686,99 euro.

Ma come si calcola il trattamento di vecchiaia? Facciamo il punto sulla pensione di vecchiaia: importo, come si determina l’ammontare, come cambia il sistema di calcolo a seconda della categoria di appartenenza, che cosa succede se il trattamento è ottenuto sommando contributi accreditati in gestioni diverse.

Senza dimenticare che i sistemi di calcolo della pensione illustrati sono applicati dalla generalità delle gestioni amministrate dall’Inps: per gli iscritti presso le casse professionali, non solo cambiano i requisiti necessari per il trattamento di vecchiaia, ma anche i sistemi per determinare l’ammontare della prestazione sono differenti.

Quali sono i sistemi di calcolo della pensione?

I sistemi di calcolo della pensione, applicati presso la maggior parte delle gestioni Inps, sono tre:

  • calcolo retributivo: si basa sulla media delle ultime annualità di stipendio o reddito, rivalutate, e sulle settimane di contributi accreditate sino al 31 dicembre 1992, per la prima quota (quota A), e sino al 31 dicembre 2011, per la seconda quota (quota B); il sistema di calcolo retributivo cambia per i lavoratori autonomi, per i dipendenti pubblici e per gli iscritti ad alcuni fondi particolari; per approfondire: Guida al calcolo retributivo della pensione;
  • calcolo contributivo: il calcolo contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati, rivalutati, e sull’età pensionabile; alla somma dei contributi rivalutati (montante contributivo), difatti, si applica un coefficiente, il coefficiente di trasformazione, che converte la contribuzione in assegno di pensione, e che cresce all’aumentare dell’età pensionabile;
  • calcolo misto: si tratta di un sistema di calcolo intermedio tra il retributivo ed il contributivo; in particolare, ai contribuenti “misti” si applica il calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi il contributivo dal 1996.

Per saperne di più: Guida al calcolo della pensione.

Calcolo della pensione di vecchiaia per i lavoratori con più anzianità

Ai lavoratori iscritti all’Inps che hanno alle spalle parecchi anni di contributi, ossia almeno 18 anni di contribuzione accreditati alla data del 31 dicembre 1995, si applica il sistema di calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011. Dal 2012, si applica il sistema contributivo.

Calcolo della pensione di vecchiaia in regime di cumulo

Se il lavoratore raggiunge 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 attraverso il cumulo [1], cioè attraverso un particolare istituto che consente di sommare gratuitamente i versamenti accreditati in casse diverse, ha diritto comunque all’applicazione del sistema di calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011, a meno che i 18 anni di contributi entro il 1995 siano raggiunti sommando anche la contribuzione accreditata presso una o più casse dei liberi professionisti.

Se la pensione di vecchiaia è raggiunta attraverso il cumulo, ogni gestione calcola la propria quota di trattamento autonomamente, comprese le gestioni previdenziali di categoria, che possono anche scegliere di applicare il ricalcolo contributivo del trattamento, in assenza di un minimo di versamenti.

Calcolo della pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione

Se il lavoratore raggiunge 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 attraverso la totalizzazione [2], cioè attraverso un differente istituto che consente ugualmente di sommare in modo gratuito i versamenti accreditati in casse diverse, non ha diritto all’applicazione del sistema di calcolo retributivo sino al 31 dicembre 2011.

Il trattamento in regime di totalizzazione è infatti determinato attraverso il ricalcolo contributivo, nonostante ogni gestione liquidi la propria quota autonomamente.

Fanno eccezione le sole ipotesi in cui sia raggiunto, presso una delle gestioni, un autonomo trattamento pensionistico: in questi casi, relativamente alla specifica quota di trattamento, il ricalcolo contributivo della pensione non si applica.

Calcolo della pensione di vecchiaia per i lavoratori con anzianità al 1996

Se il lavoratore possiede anzianità alla data del 31 dicembre 1995, ma meno di 18 anni, gli si deve applicare:

  • il sistema di calcolo retributivo sino al 31 dicembre 1995;
  • il sistema di calcolo contributivo dal 1996.

Si applica, in pratica, il calcolo misto.

Calcolo della pensione di vecchiaia per i lavoratori più giovani

Se il lavoratore non ha anzianità contributiva precedente al 1996, gli si applica il sistema di calcolo integralmente contributivo.

Questo, da una parte, costituisce uno svantaggio:

  • questo sistema di calcolo è difatti solitamente penalizzante, basandosi sui versamenti effettivi e non sulle ultime annualità di stipendio, e potendo contare su coefficienti di rivalutazione più bassi;
  • inoltre, chi è assoggettato al sistema di calcolo integralmente contributivo, per ottenere la pensione di vecchiaia a 67 anni deve anche aver perfezionato un trattamento almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale.

Dall’altro lato, però, chi ha diritto al calcolo interamente contributivo della pensione può ottenere il trattamento di vecchiaia con soli 5 anni di contributi anziché 20, una volta compiuti 71 anni di età; in questo caso, non è previsto alcun importo soglia minimo dell’assegno.


note

[1] Art.1, co. 239 e ss., L.228/2012.

[2] D.lgs. 42/2006.


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