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Evasione fiscale: si va in galera?

8 Luglio 2019
Evasione fiscale: si va in galera?

Se non paghi le tasse ti arrestano? Conseguenze dell’evasione fiscale: dal processo penale per il reato al pignoramento dei beni.

La storia di Al Capone che, non potendo essere incriminato per tutti i gravi reati che normalmente commetteva, fu invece processato per evasione fiscale dovrebbe farci comprendere quanto lontano sia il nostro sistema tributario da quello statunitense, soprattutto in termini di rigore. Il favore, invece, con cui il nostro legislatore tratta chi viola la legge porta spesso a chiedersi: se non paghi le tasse ti arrestano? In caso di evasione fiscale si va in galera? La risposta è “ni”… dipende da quanto hai evaso e da che tipo di condotta hai tenuto. In generale, però, quando in Italia si parla di evasione fiscale non ci si riferisce necessariamente a un reato. 

Al contrario di quanto ritenuto da molti, non è neanche ammessa la cosiddetta «evasione per necessità», quella imputabile a chi non ha soldi per pagare e che, per mandare avanti la famiglia, è costretto a conservare i soldi per sé piuttosto che darli allo Stato. La misura delle tasse è parametrata dalla legge sulla base della capacità contributiva di ogni singolo cittadino: sicché la misura delle imposte gravanti su quest’ultimo è già fatta in proporzione alle sue concrete capacità economiche. Un vaglio, questo, che non può essere suscettibile di eccezioni. L’unica apertura della giurisprudenza si rinviene sul fronte Iva: quando l’amministratore di un’impresa, raggiunto dalla crisi economica e impossibilitato a far fronte ai debiti di bilancio, preferisce – coi pochi soldi in cassa – pagare gli stipendi ai dipendenti piuttosto che versare l’Iva allo Stato, può evitare il processo penale per evasione fiscale.

Questo non significa che se non paghi le tasse ti arrestano. La prima e immediata conseguenza è invece sul fronte amministrativo: l’avvio dell’esecuzione forzata con l’arrivo della cartella esattoriale e tutto il procedimento di espropriazione che ne deriva. La detenzione, invece, scatta solo nei casi più gravi. Ecco allora in quali ipotesi di evasione fiscale si va in galera.

Se non presenti la dichiarazione dei redditi vai in galera?

Chi non presenta la dichiarazione dei redditi, la dichiarazione Iva o il modello 770 entro 90 giorni dalla scadenza va in carcere (e sconta da 1 a 3 anni) solo se ha evaso almeno 50.000 euro. In pratica, il reato scatta se, presentando la dichiarazione dei redditi, le imposte che avresti dovuto versare allo Stato sarebbero state almeno pari a tale soglia. L’unità di riferimento è, dunque, l’anno fiscale: se superi 50mila euro nel corso di due o più anni non commetti reato.

Se non superi tale soglia, il tuo comportamento non potrà mai essere oggetto di una incriminazione e, quindi, di un procedimento penale. Tuttavia, la tua situazione non è meno seria. Difatti, il funzionario dell’Agenzia delle Entrate ricostruirà il tuo reddito in modo presuntivo e questo, per te, potrebbe significare un vero e proprio “salasso”: saranno eseguiti i funzionari eseguono, infatti, dei calcoli sulla base della media degli operatori del tuo settore, e potresti pagare molto di più di quello che avresti versato allo Stato se avessi regolarmente dichiarato i tuoi pochi spiccioli. A te spetterà dimostrare il contrario: con un’opposizione dovrai dar prova di aver guadagnato di meno, cosa molto difficile.

Puoi trovare maggiori informazioni su questo argomento all’interno della guida Cosa succede se non pago le tasse?

Se non dichiari alcuni redditi vai in galera?

Esiste il reato di dichiarazione infedele che scatta quando la dichiarazione dei redditi o il 770 viene regolarmente presentato, ma il contribuente non vi riporta alcuni redditi percepiti (ad esempio il canone di locazione o dei compensi di lavoro in nero) oppure esagera le spese fatte per ottenere deduzioni o detrazioni fiscali indebite. 

Anche in tale ipotesi il carcere – da 1 a 3 anni – scatta solo al superamento di determinate soglie. In particolare, nell’arco dello stesso anno:

  • l’evasione fiscale deve essere superiore a 150 mila euro;
  • i redditi non dichiarati devono superare il 10% di quelli totali, o ammontano a 3 milioni di euro.

Fuori da queste ipotesi, la dichiarazione infedele non è reato.

Se falsifichi la dichiarazione dei redditi vai in galera?

C’è poi il reato di dichiarazione fraudolenta che scatta quando c’è una alterazione dolosa della dichiarazione dei redditi, una falsificazione volta a inserire finti elementi passivi o ad alterare le scritture contabili.

In questo caso si va in carcere e si scontano da 1 a 6 anni e sei mesi, solo se:

  • l’imposta evasa, singolarmente, supera i 30 mila euro;
  • le voci sottratte dalla tassazione sono superiori al 5% dell’attivo dichiarato con la dichiarazione;
  • le voci sottrarre sono superiori a 1,5 milioni di euro;
  • i crediti e le ritenute fittizie sono superiori al 5% dell’imposta;
  • i crediti e le ritenute fittizie sono superiori a 30 mila euro.
  • Fuori da queste ipotesi, la dichiarazione fraudolenta non è reato.

Se non versi l’Iva e le ritenute 

Se non versi l’Iva e le ritenute certificate c’è reato solo se superi 250 mila euro di debito con l’erario.

Emissione di fatture false

Un altro reato è quello di emissione di fatture false ossia quelle relative a operazioni inesistenti per consentire a terzi di evadere le tasse e l’Iva. In questo caso si va sempre in carcere e la sanzione è la reclusione da 1 anno a 6 anni e sei mesi. Difatti, l’emissione di fatture false costituisce sempre reato, a prescindere dall’importo. Il reato scatta anche per una sola fattura non corrispondente a un’operazione effettivamente realizzata, anche per un importo molto basso.

Come evitare il carcere per evasione fiscale

Ci sono diversi modi per evitare di essere arrestati in caso di evasione fiscale. Il primo è quello – riservato solo a chi evade saltuariamente – di richiamare una norma del Codice penale [1] che “perdona” i cosiddetti fatti tenui. In buona sostanza, tutte le volte in cui non siamo in presenza di un delinquente abituale e di un comportamento reiterato, se la pena prevista dalla legge è solo pecuniaria o non supera 5 anni di reclusione è possibile ottenere l’archiviazione del processo penale.

In base al Codice penale, infatti, il giudice può archiviare il processo e non applicare la pena se il fatto commesso dal reo è tenue.

La causa di non punibilità per «particolare tenuità del fatto» è applicabile anche in caso di reati tributari, qualora l’evasione sfori di poco la soglia di rilevanza penale. Lo afferma la Cassazione [2], ricollegandosi a quanto le Sezioni Unite nel 2016 avevano già anticipato. Nel caso di specie, la Corte ha così accolto il ricorso di un contribuente che, in materia di evasione Iva, aveva sforato di 10mila euro il tetto dei 250mila euro previsto dalla legge. Il 4% è tollerato perché scatta la particolare tenuità del fatto.

Per maggiori dettagli leggi Quando l’evasione fiscale diventa reato.

Cosa succede a chi non paga le tasse?

Fuori dai casi in cui l’evasione fiscale diventa reato – che, come visto, sono riservati agli evasori più grossi – in tutte le altre ipotesi l’unica conseguenza per il mancato pagamento delle tasse è l’avvio del procedimento di riscossione esattoriale. Possiamo così schematizzare questo iter:

  1. l’ente titolare del credito (ad es. Agenzia Entrate, Inps, il Comune, ecc.) forma un documento, il cosiddetto ruolo, in cui formalizza il proprio credito e lo rende ufficiale;
  2. questo documento viene trasmesso all’Agente della Riscossione Esattoriale che, per le imposte dovute allo Stato, è Agenzia Entrate Riscossione;
  3. l’esattore notifica, entro non oltre due anni, la cartella di pagamento;
  4. il contribuente che riceve la cartella ha 60 giorni di tempo per pagare o per chiedere la dilazione;
  5. se il pagamento non viene eseguito, l’Esattore può passare al pignoramento dei beni. 

Leggi anche Cosa succede se si smette di pagare le tasse?


note

[1] Art. 131 bis cod. pen.

[2] Cass. sent. n. 12906/2019. Cfr. Cass. sent. n. 51597/2017.

 


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