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Reddito di cittadinanza disabili

12 Agosto 2019 | Autore:
Reddito di cittadinanza disabili

Reddito e pensione di cittadinanza per i nuclei familiari con invalidi, portatori di handicap e persone non autosufficienti.

I disabili che hanno diritto a un sussidio, come la pensione d’inabilità civile o l’assegno di assistenza per invalidi civili parziali, possono veder crescere la prestazione a cui hanno diritto grazie al reddito di cittadinanza o alla pensione di cittadinanza. Si tratta di due nuove prestazioni di assistenza, che possono arrivare sino a 1536 euro mensili (in caso di pensione di cittadinanza, 1380 euro al mese in caso di reddito di cittadinanza), a seconda della situazione patrimoniale, economica e reddituale del nucleo familiare.

Possono aver diritto al reddito o alla pensione di cittadinanza, peraltro, anche i disabili non aventi diritto a un sussidio, ad esempio a causa della percentuale d’invalidità troppo bassa. Se nella famiglia avente diritto al reddito o alla pensione di cittadinanza, poi,è presente un disabile grave o non autosufficiente, i benefici aumentano.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto sui nuovi sussidi e sulle agevolazioni per le famiglie con invalidi, portatori di handicap e non autosufficienti: reddito di cittadinanza disabili, pensione di cittadinanza disabili.

Bisogna in ogni caso sottolineare che, se il disabile percepisce già un trattamento dall’Inps legato all’invalidità, ad esempio la pensione d’invalidità civile o l’assegno di accompagnamento, grazie al reddito (o alla pensione) di cittadinanza non ottiene un incremento diretto dell’importo mensile spettante, ma un aumento indiretto.

Il reddito di cittadinanza, difatti, è erogato attraverso una carta acquisti, la Carta Rdc; la pensione di cittadinanza, invece, potrà a breve essere erogata attraverso modalità diverse dalla carta, ad esempio potrà essere ritirata interamente in contanti. Ma procediamo con ordine.

Chi è disabile per il reddito di cittadinanza?

La legge sul reddito di cittadinanza [1] definisce persona con disabilità chi è considerato disabile in base alla normativa sull’Isee. L’indicatore Isee serve per determinare la situazione economica equivalente delle famiglie, in parole semplici è un indice che “misura la ricchezza” dei nuclei familiari, ed è indispensabile per la maggior parte delle prestazioni di assistenza e delle agevolazioni (per approfondire: Guida alla dichiarazione Isee).

Ma chi è disabile ai fini Isee, e quindi ai fini delle agevolazioni relative al reddito o alla pensione di cittadinanza? Secondo il decreto Isee, è disabile chi soddisfa le condizioni indicate nell’Allegato 3 al decreto stesso [1]; nell’allegato, in particolare, i disabili sono distinti in base alla gravità della disabilità: persone con disabilità media, persone con disabilità grave e non autosufficienti. Osserviamo quali sono i disabili medi, gravi e non autosufficienti, in base alla tabella sottostante.

Categorie
Disabilità Media
Disabilità Grave
Non autosufficienza
Invalidi civili di età compresa tra 18 e 67 anniInvalidi dal 67 al 99%Inabili totaliCittadini di età compresa tra 18 e 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili minori di etàMinorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (aventi diritto all’indennità di frequenza)Minorenni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni della L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30Minorenni con diritto all’indennità di accompagnamento
Invalidi civili Over 67Disabili dai 67 anni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, invalidi dal 67 al 99%Disabili dai 67 anni con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età, inabili 100%Disabili dai 67 anni con diritto all’indennità di accompagnamento
Ciechi civiliIpovedenti aventi i requisiti di cui all’art 4 L. 138/2001Ciechi civili parzialiCiechi civili assoluti
Sordi civiliInvalidi Civili con cofosi esclusi dalla fornitura protesicaSordi pre-linguali
INPSInvalidi aventi i requisiti di cui alla L. 222/84, artt. 1 e 6 – D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8Inabili aventi i requisiti di cui alla L. 222/84, artt. 2, 6 e 8Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INAILInvalidi sul lavoro dal 50 al 79% Invalidi sul lavoro dal 35 al 59%Invalidi sul lavoro dall’80 al 100%

Invalidi sul lavoro dal 59%

Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa
INPS gestione ex INPDAPInabili alle mansioniInabili aventi i requisiti di cui alla L. 274/1991, art. 13 – L. 335/95, art. 2
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerraInvalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità
HandicapDisabili aventi i requisiti di cui all’art 3 comma 3 L.104/92: handicap in situazione di gravità

Disabili esonerati dalla disponibilità al lavoro

La normativa sul reddito di cittadinanza esonera dalla dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro (Did) e dalla firma del patto per il lavoro :

  • le persone maggiorenni e già occupate;
  • le persone che frequentano un regolare corso di studi;
  • i titolari di pensione diretta;
  • i beneficiari della pensione di cittadinanza;
  • le persone di età pari o superiore a 65 anni;
  • le persone con disabilità, come definita ai sensi della legge 68 [2]: per questi disabili, è prevista la possibilità di richiedere la volontaria adesione ad un percorso personalizzato di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, che tenga conto delle condizioni e delle necessità specifiche dell’interessato.

Restano inoltre sempre possibili gli esoneri dalla disponibilità al lavoro, a cura del centro per l’impiego, per:

  • le persone con carichi di cura per componenti del nucleo minori di tre anni o disabili gravi e non autosufficienti;
  • i cosiddetti working poor, cioè per i lavoratori che percepiscono un reddito da lavoro annuo non superiore alla soglia di esenzione fiscale;
  • coloro che frequentano corsi di formazione.

Chi sono i disabili beneficiari del collocamento mirato?

In base a quanto osservato, a “salvarsi” dagli obblighi previsti in tema di politiche attive del lavoro, legati al reddito di cittadinanza, sono solo i disabili beneficiari del cosiddetto collocamento mirato, cioè appartenenti alle categorie protette. Ma di chi si tratta?

Appartengono alle categorie protette i seguenti disabili:

  • i disabili affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, in possesso di un’invalidità superiore al 45%;
  • gli invalidi del lavoro, con un grado di invalidità accertato dall’Inail superiore al 33%;
  • i ciechi assoluti o le persone con un residuo visivo non superiore a 1/10 a entrambi gli occhi;
  • i sordomuti, colpiti da sordità sin dalla nascita o prima dell’apprendimento della parola;
  • gli aventi diritto all’assegno di assistenza per invalidi civili parziali;
  • gli invalidi di guerra, gli invalidi civili di guerra e gli invalidi per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria.

Gli invalidi totali, o inabili (con percentuale di invalidità pari al 100%), possono iscriversi nelle liste speciali soltanto se possiedono ancora una residua capacità lavorativa.

A quanto ammonta il reddito di cittadinanza per disabili?

Il reddito di cittadinanza, per le famiglie numerose con disabili, può arrivare sino a un massimo di 1.100 euro mensili nella quota base, più eventuali altri 280 euro mensili massimi in caso di affitto a carico della famiglia, o 150 euro (al massimo) in caso di mutuo a carico.

In sostanza, per le famiglie numerose con disabili gravi il reddito di cittadinanza mensile può arrivare sino a 1380 euro. E se il disabile vive da solo? In questo caso, la quota base del reddito di cittadinanza può arrivare sino a 500 euro al mese, che possono essere incrementati di 280 euro al massimo in caso di mutuo, o di 150 euro massimi in caso di affitto.

Dal reddito di cittadinanza devono essere sottratti tutti i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare, inclusi i sussidi per disabili, tranne quelli:

  • non collegati alla prova dei mezzi, come l’accompagno;
  • non più in corso di godimento.

Se il disabile ha perso da poco un sussidio, può ottenere il reddito di cittadinanza sulla base del nuovo Isee corrente.

A quanto ammonta la pensione di cittadinanza per disabili?

La pensione di cittadinanza, per le famiglie numerose con disabili, può arrivare sino a un massimo di 1.386 euro mensili nella quota base, più eventuali altri 150 euro mensili massimi in caso di affitto o mutuo a carico della famiglia.

In sostanza, per le famiglie numerose con disabili gravi la pensione di cittadinanza mensile può arrivare sino a 1.536 euro. E se il disabile vive da solo? In questo caso, la quota base della pensione di cittadinanza può arrivare sino a 630 euro al mese, che possono essere incrementati di 150 euro al massimo in caso di mutuo o di affitto a carico.

Dalla pensione di cittadinanza devono essere sottratti tutti i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare, inclusi i sussidi per disabili, tranne quelli:

  • non collegati alla prova dei mezzi, come l’accompagno;
  • non più in corso di godimento.

Se il disabile ha perso da poco un sussidio, può ottenere la pensione di cittadinanza sulla base del nuovo Isee corrente.

Chi ha diritto al reddito di cittadinanza?

I requisiti previsti per ottenere la pensione o il reddito di cittadinanza sono di natura sia economica, che patrimoniale, che personale. Ad esempio, oltre alla casa di abitazione, la famiglia può possedere ulteriori immobili, anche all’estero, ma con un valore complessivo non superiore a 30mila euro.

Il patrimonio mobiliare della famiglia (conti, carte prepagate, titoli, libretti, partecipazioni…) non può superare i 6mila euro; la soglia è incrementata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10 mila euro, incrementati di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo. Se nella famiglia ci sono dei disabili, i massimali sono ulteriormente incrementati di:

  • 5mila euro per ogni componente con disabilità, come definita a fini Isee;
  • 7500 euro per ogni componente con disabilità grave.

Nessun componente del nucleo deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1.600 cc, o immatricolati nei 6 mesi precedenti, e motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, o immatricolati la prima volta nei due anni precedenti, fatti salvi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità.

Per conoscere tutte le condizioni necessarie per accedere al sussidio: Requisiti reddito di cittadinanza.

Quali sono le agevolazioni per disabili per il reddito di cittadinanza?

I disabili hanno delle particolari agevolazioni per l’accesso e la fruizione del reddito e della pensione di cittadinanza. Nello specifico:

  • possono essere esclusi, se beneficiari del collocamento mirato, dall’obbligo di impegnarsi nelle attività di politica attiva del lavoro e di accettare un’offerta di lavoro congrua;
  • se il loro nucleo familiare decade dal reddito di cittadinanza, è possibile presentare una nuova domanda di sussidio dopo 6 mesi, anziché 18 mesi;
  • la loro famiglia beneficia di un incremento della soglia massima di patrimonio mobiliare (conti, carte, libretti, titoli, partecipazioni…) pari a 5mila euro, o a 7500 euro per i disabili gravi o non autosufficienti;
  • gli autoveicoli ed i motoveicoli acquistati con un’agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità non sono soggetti ai limiti di cilindrata o ai limiti legati alla data di immatricolazione;
  • la scala di equivalenza massima , in presenza di un disabile grave o non autosufficiente, può arrivare sino a 2,2, quindi il sussidio mensile del nucleo può salire da un massimo di 1.050 euro a un massimo di 1.100 euro ( da 1.323 a 1.386 euro in caso di pensione di cittadinanza).

Quali sono le agevolazioni per chi assiste disabili per il reddito di cittadinanza?

Chi ha carichi di cura, cioè appartiene a una famiglia in cui sono presenti minori di tre anni, disabili gravi o non autosufficienti, può essere esonerato dagli obblighi di politica attiva del lavoro collegati al reddito di cittadinanza. Ad esempio, può rifiutare un lavoro distante da casa, o evitare di partecipare ad incontri di orientamento o corsi di formazione. Gli esoneri sono a cura del centro per l’impiego [3].


note

[1] DL 4/2019.

[2] L. 68/1999.

[3] Circ. Inps 100/2019.

Autore immagine: 123rf.com


3 Commenti

  1. Salve sono invalido all 80 per cento…dovro accettare una delle tre offerte di lavoro.?..se qualcuno sa qualcosa e potesse risp grazie mille..

    1. Giovanni puoi trovare le ultime notizie sul reddito di cittadinanza e sui benefici per i disabili nei seguenti articoli:
      -Reddito di cittadinanza: ultime notizie https://www.laleggepertutti.it/243809_reddito-di-cittadinanza-ultime-notizie
      -Reddito di cittadinanza: benefici per disabili https://www.laleggepertutti.it/270555_reddito-di-cittadinanza-benefici-per-disabili
      -Reddito di cittadinanza 2019 https://www.laleggepertutti.it/238893_reddito-di-cittadinanza-2019

  2. sulla Rivista “ Investire Oggi “ c’è un articolo che dice che l’invalido civile sotto i 65 anni e single , può avere un reddito massimo di €. 5.965 all’anno . Le risulta ??

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