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Chi risparmia con la flat tax?

9 Luglio 2019 | Autore:
Chi risparmia con la flat tax?

L’aliquota unica sull’Irpef conviene a chi guadagna di più o a chi ha un reddito più basso? Facciamo due conti.

Flat tax. In italiano (lingua che magari sarebbe il caso di utilizzare ogni tanto, così per dire) «tassa piatta». Che dovrebbe voler dire tassa unica per tutti. Tassa come tassa, cioè c’è poco da interpretare su questa parola. Piatta come la pancia di Cristiano Ronaldo. Così, più o meno, ce l’hanno venduta. Ma è davvero così? Chi risparmia con la flat tax?

Il pacchetto fiscale messo in pista dalla Lega e pubblicizzato dal suo leader Matteo Salvini meglio di quanto avrebbe potuto fare Giorgio Mastrota in tv con una poltrona per anziani, prevede tra le varie misure proprio la flat tax. Una sola ed unica aliquota Irpef da pagare non soltanto da imprese e da professionisti ma anche dalle famiglie, dai comuni mortali come te, che ti vedi tassare i redditi sulla busta paga come se, al posto dell’Agenzia delle Entrate, ci fosse Dracula a risucchiare ogni goccia di sangue che gli consente di vivere. Un 15% che si chiamerà «tassazione agevolata». Mettiamo Dracula (pardon, il Fisco) a dieta. Sopravvivrà lo stesso. Ma il contribuente ci guadagnerà in salute? Tutti i contribuenti lo faranno? Chi risparmia con la flat tax e chi, invece, vedrà dalle analisi del sangue, cioè dal suo 730, che continua a soffrire di «anemia reddituale»? Siamo davvero sicuri che il Governo ti darà qualcosa (mettendoci pure 30 milioni di euro per finanziare la minore entrata) in cambio di niente?

Per capirlo, forse si dovrebbe partire proprio da lì, dal «referto» che il Fisco consegna periodicamente ai cittadini con il loro Irpef. Su che cosa si basa il calcolo delle tasse che paghi, frutto del tuo lavoro e dei tuoi risparmi? A cominciare da quello che oggi si versa, vediamo che cosa si verserebbe un domani e, quindi, chi risparmia sulla flat tax.

Flat tax: come funziona oggi l’Irpef?

Partiamo proprio da zero per arrivare al 15% dell’annunciata flat tax (ammesso e non concesso che le cose restino come stabilite attualmente). Come sicuramente saprai, l’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. È quella tassa, o per meglio dire quell’imposta diretta, che si paga per quello che guadagni, cioè per il reddito che produci. Che si tratti del tuo lavoro, che si tratti dei soldi che ti entrano per una casa in affitto, ecc. Ma soprattutto è un’imposta che interessa te e soltanto te, non il tuo nucleo familiare.

Ad oggi non esiste una flat tax, vale a dire una tassa piatta, sull’Irpef. Ci sono, invece, degli scaglioni in base al reddito che produci. Il Fisco si prende:

  • il 23% del tuo reddito fino a 15.000 euro;
  • il 27% da 15.001 a 28.000 euro;
  • il 38% da 28.001 a 55.000 euro;
  • il 41% da 55.001 a 75.000 euro;
  • il 43% da 75.001 euro.

Facciamo due conti, con numeri tondi, perché serviranno a capire chi risparmia sulla flat tax.

Chi guadagna 15.000 euro all’anno paga 3.450 euro di tasse (il 23%) e gli rimangono in tasca 11.550 euro per campare.

Chi guadagna 20.000 euro paga:

  • il 23% sui primi 15.000 euro, quindi sono sempre 3.450 euro;
  • il 27% sui restanti 5.000 euro, ossia 1.350 euro.

Totale: 4.800 euro di tasse su 20.000 euro di reddito.

Chi guadagna 40.000 euro (un impiegato medio) paga:

  • il 23% sui primi 15.000 euro, quindi 3.450 euro;
  • il 27% da lì fino a 28.000 euro, cioè su altri 13.000 euro, quindi 3.510 euro;
  • il 38% per il reddito da 28.000 fino a 40.000 euro, vale a dire per altri 12.000 euro, quindi 4.560 euro.

Totale: 11.520 euro di tasse su 40.000 euro di reddito.

Chi guadagna 65.000 euro paga:

  • il 23% sui primi 15.000 euro, quindi 3.450 euro;
  • il 27% da 15.000 fino a 28.000 euro, cioè su altri 13.000 euro, quindi 3.510 euro;
  • il 38% da 28.000 fino a 55.000 euro, cioè su altri 27.000 euro, quindi 10.260 euro;
  • il 41% da 55.000 fino ai 65.000 euro, cioè su altri 10.000 euro, quindi 4.100 euro.

Totale: 21.320 euro di tasse su 65.000 euro.

Chi guadagna 76.000 euro paga:

  • il 23% sui primi 15.000 euro, quindi 3.450 euro;
  • il 27% da 15.000 fino a 28.000 euro, cioè su altri 13.000 euro, quindi 3.510 euro;
  • il 38% da 28.000 fino a 55.000 euro, cioè su altri 27.000 euro, quindi 10.260 euro;
  • il 41% da 55.000 fino a 75.000 euro, cioè su altri 20.000 euro, quindi 8.200 euro;
  • il 43% da 75.000 fino a 76.000 euro, cioè su altri 1.000 euro, quindi 430 euro.

Totale: 25.850 di tasse per 76.000 euro.

Da questi soldi, che equivalgono alla tassazione lorda, bisogna togliere detrazioni e deduzioni Irpef per calcolare la tassazione netta. Si parla, quindi, degli sconti dalle imposte per i contributi, per le spese mediche, per il recupero delle spese sostenute in caso di ristrutturazione edilizia, per l’università dei figli, ecc.

Flat tax: chi risparmia se passa la proposta?

Se le cose restano così come annunciate dalla parte leghista del Governo (5 Stelle ed Europa permettendo) e la flat tax diventa realtà, che cosa si paga e, quindi, chi risparmia?

Salvini ha promesso di abolire quelle aliquote che abbiamo visto prima e di introdurne una unica del 15%.

Torniamo ai nostri conti ed otterremo la risposta che stiamo cercando.

Chi guadagna 15.000 euro paga 2.250 euro di tasse anziché 3.450 euro (risparmia 1.200 euro).

Chi guadagna 20.000 euro paga 3.000 euro di tasse anziché 4.800 euro (risparmia 1.800 euro).

Chi guadagna 40.000 euro paga 6.000 euro di tasse anziché 11.520 euro (risparmia 5.520 euro).

Chi guadagna 65.000 euro paga 9.750 euro di tasse anziché 21.320 euro (risparmia 11.570 euro).

Chi guadagna 76.000 euro paga 11.400 euro di tasse anziché 25.850 euro (risparmia 14.450 euro).

C’è poco da aggiungere: chi risparmia di più con la flat tax non è chi ha un redito più basso ma chi ha un guadagno più alto. La differenza tra l’uno e l’altro è evidente, lo dicono i numeri.

C’è, però, una questione che deve essere ancora chiarita e riguarda le deduzioni e le detrazioni di cui abbiamo parlato prima. Dicevamo che oggi interessano il singolo contribuente, mentre la proposta di Salvini coinvolgerebbe da questo punto di vista l’intero nucleo familiare con reddito complessivo fino a 50.000 euro e con un tetto massimo per le deduzioni di 3.000 euro a testa. Nel dettaglio:

  • il nucleo con reddito fino a 35.000 euro avrebbe una deduzione fissa di 3.000 euro per ogni componente;
  • il nucleo con reddito da 35.000 a 50.000 euro avrebbe la deduzione solo per i carichi familiari;
  • il nucleo con reddito superiore a 50.000 euro non avrebbe diritto ad alcuna deduzione.

Se vuoi approfondire l’argomento con altri esempi pratici ed ulteriori dettagli, ti sarà utile leggere questo articolo.


note

Autore immagine: Pixabay.com


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