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Testamento biologico: cos’è e come si scrive?


Testamento biologico: cos’è e come si scrive?

> Business Pubblicato il 13 febbraio 2018



Cos’è e come si scrive il testamento biologico: scelte terapeutiche e trattamenti sanitari a cui dare o non dare il proprio consenso

Nel nostro Paese la questione del “fine vita” soffriva fino a qualche mese fa di un vuoto legislativo i cui nodi fondamentali erano e (forse restano tutt’ora) ancorati più a questioni di coscienza che di mera politica. Nello scorso mese di dicembre il Senato ha approvato la legge sul testamento biologico [1], nota anche come legge sul fine vita, entrata in vigore lo scorso 31 gennaio 2018. Ne abbiamo già parlato in Il Biotestamento è legge: via al diritto di scegliere.

Questa legge dà un assetto normativo organico alle cosiddette dichiarazioni anticipate di trattamento, comunemente abbreviate nell’espressione Dat. Con l’entrata in vigore di questa legge, dunque, diventa efficace a tutti gli effetti la normativa che prevede il rispetto delle volontà del paziente terminale: si tratta, in sostanza, della possibilità di dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o respingere nel caso in cui si sia impossibilitati a esprimere la propria preferenza.

Cosa sono le Dat?

Le Dat, vale a dire le dichiarazioni anticipate di trattamento servono ad esprimere, in previsione di una futura eventuale incapacità di autodeterminarsi, il consenso o il rifiuto rispetto a trattamenti sanitari, terapie ed esami diagnostici. Le Dat dovranno essere redatte per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Il medico è tenuto a rispettare la volontà espressa dal paziente di rifiutare il trattamento sanitario o di rinunciare al medesimo e, in conseguenza di ciò, è esente da responsabilità civile o penale. L’obiezione di coscienza sarà possibile, ma l’ospedale dovrà, comunque, garantire la tutela delle Dat. Inoltre il medico deve informare il paziente delle conseguenze relative alle proprie scelte, fornendogli ogni sostegno e assistenza psicologica.

Testamento biologico: chi può farlo?

Tutti i cittadini maggiorenni e capaci di intendere e di volere possono redigere le Dat. In caso di soggetti minori sono i genitori o un tutore a disporre del trattamento medico. La decisione dovrà tenere conto della volontà del minore, se in grado di comprendere e valutare la situazione. Il documento prevede che vi siano indicati i trattamenti sanitari che si vogliono ricevere e quelli che si rifiuterebbero qualora il disponente non fosse più in grado di esprimersi e prendere decisioni in modo autonomo. Con il testamento biologico non si possono richiedere trattamenti sanitari non conformi alle leggi.

Testamento biologico: come farlo?

Affinché il testamento biologico sia valido e la volontà del paziente perentoria, è necessario che lo stesso sia fatto in forma scritta. Mediante un atto pubblico, ossia un atto redatto da un pubblico ufficiale, come un notaio o attraverso una scrittura privata autenticata da notaio o altro pubblico ufficiale o da un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato.  Se una persona non si trova nelle condizioni di redigerlo in tali modi sopracitati, le volontà di fine vita possono essere espresse attraverso videoregistrazione o mediante dispositivi che consentano alla persona con incapacità di comunicare. Nelle stesse forme anzidette le Dat possono essere aggiornate, modificate e revocate in qualsiasi momento. Allorchè la decisione di revocare le Dat maturi in condizioni di emergenza e urgenza che impediscono il ricorso alla forma richiesta dalla legge, lo scopo si può ugualmente raggiungere con una dichiarazione verbale raccolta o video-registrata da un medico, con l’assistenza di due testimoni.

Testamento biologico: la nomina di un fiduciario

La legge auspica, ma non obbliga, la scelta di un fiduciario, ossia di una persona in cui il disponente pone la massima fiducia. Il fiduciario prescelto si assume la responsabilità di interpretare le Dat anche alla luce dei cambiamenti intercorsi nel frattempo e di eventuali nuove aspettative offerte dalla ricerca medica. Il fiduciario, come il disponente, deve essere maggiorenne e capace di intendere e volere. Per accettare la nomina dovrà sottoscrivere le Dat con un atto successivo, da allegare alle stesse. L’incarico può essere revocato in qualsiasi momento, con le stesse modalità stabilite per la nomina e anche senza precisa motivazione. Il fiduciario può rinunciare alla nomina scrivendo al disponente. La legge esclude che il disponente possa nominare più di un fiduciario. Si tratta di una opzione che però può essere utile fare, per tutelarsi nel caso in cui il primo nominato rifiuti o rinunci. Il disponente può anche non indicare un fiduciario. In questo caso, le Dat mantengono la loro efficacia e il giudice, all’occorrenza può nominare un amministratore di sostegno.

Testamento biologico: cosa bisogna ricordare?

Per coloro i quali intendessero redigere un testamento biologico, rammentiamo alcuni punti fondamentali da tenere a mente. In rete, infatti, si possono trovare numerosi modelli e nel caso si opti per la redazione del testamento biologico attraverso la scrittura privata autenticata è importante prestare attenzione affinché non manchino i seguenti elementi:

  • i dati anagrafici del firmatario;
  • le informazioni sullo stato di salute e sulle terapie da adottare o non adottare;
  • le direttive specifiche con precise prescrizioni e condizioni;
  • la sottoscrizione del medico;
  • le indicazioni post mortem;
  • la nomina di eventuali fiduciari e testimoni.

Testamento biologico: stato di coma e altre malattie

Nel biotestamento è possibile altresì dichiarare che i trattamenti già iniziati ed aventi come unico obiettivo quello di prolungare la vita siano interrotti, compresi respirazione assistita, dialisi,  rianimazione cardio-polmonare, trasfusioni ecc. Inoltre è possibile specificare che venga interrotta l’alimentazione in ogni sua forma naturale o artificiale inclusa la soluzione glicata. È altresì possibile precisare che queste volontà vengano attuate solo al ricorrere di precise e specifiche condizioni, quali ad esempio il caso di coma vegetativo persistente, di incidente con danni cerebrali gravi, malattie neurodegenerative ecc.

note

[1] L. n. 219/2017.

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