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Tamponamento in retromarcia: chi ha ragione?

9 Luglio 2019
Tamponamento in retromarcia: chi ha ragione?

Incidente stradale all’uscita da un parcheggio o per un tamponamento all’inverso da parte dell’auto che si trova davanti: quali sono le regole sui risarcimenti dell’assicurazione?

Le regole sul tamponamento le conosciamo tutti: seppure non è vero che chi tampona ha sempre torto, è quest’ultimo però a dover dimostrare che la responsabilità è dell’altro conducente. Il che non è facile. Ragion per cui, alla fine dei conti, chi non mantiene la distanza di sicurezza e finisce addosso all’auto che ha davanti deve pagargli i danni.

Qualche dubbio potrebbe porsi per il tamponamento in retromarcia: chi ha ragione in un caso del genere? Cosa prevede il codice della strada? Facciamo qualche esempio pratico per comprendere come si ripartisce la responsabilità.

Qual è il tamponamento in retromarcia?

Due sono le ipotesi più tipiche in cui si può verificare un tamponamento in retromarcia.

La prima è quella dell’uscita da un parcheggio in cui l’auto è entrata con la parte anteriore, mentre quella posteriore dà sulla strada. Per uscire dal parcheggio quindi il conducente dovrà fare la manovra inversa, ingranare la retromarcia e riposizionarsi sul normale senso di marcia.

La seconda è quella di una colonna di auto ferme in cui il veicolo che sta davanti innesta la retromarcia e si muove all’indietro, andando a sbattere contro la parte anteriore dell’auto che gli sta di dietro. Si verifica insomma una sorta di tamponamento al contrario, dove chi tampona non è l’auto di dietro (come di solito succede in tali casi) ma quella davanti.

Manovra in retromarcia: quali obblighi per il conducente?

Chi non ha i sensori di parcheggio posteriori o non può avvalersi della collaborazione di altre persone che possano, dall’esterno, fungere da “assistenti” in una manovra complicata, deve prestare molta attenzione. Il Codice della strada detta, infatti, una regola di prudenza in più per chi procede a marcia indietro. In particolare, l’articolo 154 del codice della strada stabilisce che «nelle manovre di retromarcia e di immissione nel flusso della circolazione, [il conducente deve] dare la precedenza ai veicoli in marcia normale».

Questo principio è stato interpretato dalla giurisprudenza con molto rigore. Una sentenza del 2018 firmata dalla Cassazione [1] stabilisce che chi fa retromarcia deve eseguire la manovra con estrema cautela, lentamente e con il completo controllo dello spazio retrostante. «Completo controllo» significa che, in caso di incidente stradale o di tamponamento, non ci si potrà giustificare addossando la colpa alla scarsa visuale che il vetro posteriore dell’auto consente. In buona sostanza, chi decide di camminare “all’indietro” lo fa a proprio rischio e pericolo. Ne consegue che il conducente, qualora si renda conto di avere alle spalle una strada che non rende percepibile l’eventuale presenza di un pedone o di un’altra macchina, se non può fare a meno di effettuare la manovra in retromarcia deve comunque porsi nelle condizioni di controllare la strada, ricorrendo, in caso, alla collaborazione di terzi che, da terra, lo aiutino per consentirgli di muoversi senza alcun pericolo per gli altri utenti della strada [2].

Come abbiamo spiegato nell’articolo Chi fa retromarcia ha torto, la giurisprudenza ha messo più volte in evidenza la necessità della “collaborazione di terzi” che, dal di fuori dell’auto in manovra, possano aiutare il conducente a evitare il rischio di tamponamenti o investimenti.

La retromarcia – ha scritto più volte la Cassazione – impone di farsi aiutare da persona a terra anche nel caso di veicoli omologati senza tale prescrizione in manovra. Nonostante la presenza regolamentare di specchi retrovisori, se la visuale non è completamente libera, il conducente è tenuto ad adottare ogni cautela per procedere in sicurezza, eventualmente avvalendosi di un passante o di un passeggero che, sceso dalla vettura, gli dica se può passare o meno e, nello stesso tempo, avvisi i passanti del pericolo incombente.

Tamponamento in retromarcia: chi ha ragione?

Da quanto appena visto, è possibile tracciare una linea guida di partenza per capire chi ha ragione in caso di tamponamento in retromarcia.

Chi procede in senso contrario a quello di marcia (o perpendicolare come nell’ipotesi dell’uscita dal parcheggio) e causa un incidente stradale si presume sempre responsabile. Una responsabilità automatica, ma che consente comunque una via d’uscita a chi riesce a dimostrare che la colpa è – in tutto o in parte – dell’altro conducente (cosiddetta “prova contraria”). Questo dato potrà essere valutato ai fini di un eventuale concorso tra i due automobilisti e, quindi, per una riduzione percentuale dell’entità del risarcimento.

Chiaramente, le conseguenze penali per il tamponamento in retromarcia o, ancor di più, per l’investimento di un pedone ricadono sul conducente (solo se ci sono state lesioni a persone). Invece, per il risarcimento del danno ci penserà l’assicurazione del conducente.

Quando chi tampona ha sempre torto

In ragione della concreta dinamica dell’incidente stradale, è possibile capire quando chi tampona ha sempre torto e quando, invece, può scaricare la responsabilità sull’altro conducente.

Come detto, la regola di partenza è quella secondo cui chi in retromarcia tampona un’altra auto o investe un pedone ha sempre colpa salvo prova contraria. Ciò succede quando:

  • chi guida l’auto davanti fa retromarcia e tampona la macchina che gli sta di dietro;
  • chi esce da un parcheggio in retromarcia e non si accorge di un’auto che sopraggiunge proprio in quel momento.

Quando c’è concorso di colpa

Di solito, sono tre i casi in cui le assicurazioni riconoscono un concorso di colpa:

  • quando chi procede nel senso di marcia ordinaria sta uscendo da un parcheggio e non si accorge che un’altra auto, in quello stesso momento, sta facendo retromarcia;
  • quando, in una strada a doppia fila, chi procede nel senso di marcia ordinaria cambia fila per incolonnarsi in un’altra e, in quel momento, l’auto davanti sta facendo retromarcia.

Quando chi tampona in retromarcia ha ragione

Uno dei casi in cui chi procede in retromarcia e tampona un’altra auto ha ragione è quando quest’ultima invade la corsia riservata alla circolazione in senso inverso (contromano). In tale ipotesi, chi è in retromarcia non era tenuto a prefigurarsi la presenza di un’altra macchina in una direzione non consenta.


note

[1] Cass. sent. n. 41357/2018.

[2] Cass. sent. n. 8591/2017, n. 35824/2013.


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3 Commenti

  1. Domanda forse capziosa, subdola, ambigua, ma mi è successo personalmente: mi immetto in una strada con unico senso di marcia, dovendo dare la precedenza a chi proviene da sin (c’è il triangolo e svolta a dx obbligatoria, quindi GUARDO solo a sin perché, in teoria, NESSUNO DOVREBBE PROVENIRE dall’altra direzione); e invece che succede? Siccome il senso unico è solo di 80 metri (il resto della strada è a doppio senso di marcia), i furbetti, pur di non fare il giro dell’isolato (un km) per entrare nella strada senza sbocco da cui provengo, li percorrono in retromarcia, e così vengono a cozzare contro di me che m’immettevo regolarmente nel tratto a senso unico citato. In questa situazione come la mettiamo? Anche a me càpita di fare manovre un po’ azzardate, ma cum grano salis!

  2. Buongiorno, volevo sapere a quale legge si riferisce questo paragrafo è dove posso trovare informazioni, leggi e sentenze al riguardo.

    Quando chi tampona in retromarcia ha ragione

    Uno dei casi in cui chi procede in retromarcia e tampona un’altra auto ha ragione è quando quest’ultima invade la corsia riservata alla circolazione in senso inverso (contromano). In tale ipotesi, chi è in retromarcia non era tenuto a prefigurarsi la presenza di un’altra macchina in una direzione non consenta.

  3. Tutto bellissimo e giustissimo. Ma non è spiegato come dimostrare che chi sta procedendo regolarmente – o addirittura si è fermato perché davanti stava sopraggiungendo, a tutta velocità, un pazzo a retromarcia che tampona la vettura – ha ragione da vendere. Il conducente che ha tamponato a retromarcia può sempre dire che è stato tamponato e se vuole può rafforzare l’ipotesi comprandosi qualche testimone. E chi è stato tamponato? Subisce il danno e la beffa?!

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