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Cosa succede se scappo dai controllori?

11 Agosto 2019
Cosa succede se scappo dai controllori?

Poteri del controllore e conseguenze per il passeggero sprovvisto di biglietto che si dà alla fuga.

Sei salito su un autobus ma, per la fretta, non hai fatto il biglietto. Pensi che, in fondo, ci sono poche fermate prima della tua e che magari il controllore non passerà neppure. Una volta salito sul mezzo, tuttavia, vedi il controllore che inizia ad accertarsi se i passeggeri sono in possesso dei titoli di viaggio e che eleva multe a chi ne è privo: mentre si avvicina anche a te, inizi a preoccuparti seriamente delle conseguenze della tua azione e ti chiedi: cosa succede se scappo dai controllori? Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo, innanzitutto, chiederci quali sono i poteri del controllore in servizio su un mezzo di trasporto pubblico, in modo tale da poter comprendere al meglio quali sono le conseguenze della tua condotta. Vediamo cosa dice la legge.

Il controllore: che poteri ha?

Il controllore, nel nostro sistema, è un pubblico ufficiale. Che significa?

Per “pubblico ufficiale” si intende colui il quale svolge una funzione pubblica di natura legislativa (ossia quella diretta alla creazione delle norme che costituiscono l’ordinamento giuridico dello Stato), giudiziaria (cioè quella che ha come fine la tutela dell’ordinamento giuridico e che si occupa di applicare le norme di legge garantendo così il rispetto del diritto) o amministrativa (cioè quella che mira alla realizzazione concreta dei fini dello Stato).

Il controllore, in quanto pubblico ufficiale, ha poteri autoritativi, certificativi e deliberativi. Quando si trova in servizio ha quindi il potere di chiedere al passeggero l’esibizione del titolo di viaggio, di provvedere alla constatazione dei fatti e di possibili violazioni, nonché di procedere alle eventuali relative verbalizzazioni.

Se il passeggero è sprovvisto di biglietto, egli può chiedergli di fornire le proprie generalità al fine di elevare la multa. Se rifiuta di esibirle, il controllore può intimare al passeggero di scendere dal mezzo di trasporto e attendere la prima pattuglia di forze dell’ordine per procedere all’identificazione in caso di non possesso dei documenti.

Poiché, come abbiamo detto, il controllore ha la qualifica di pubblico ufficiale, dichiarare false generalità è reato. Come affermato anche dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, commette il delitto di false dichiarazioni a un pubblico ufficiale [1] colui che fornisce generalità false al “controllore” di un’azienda di trasporto, in quanto le dichiarazioni del privato sono destinate ad incidere direttamente sulla formazione dell’atto pubblico costituito dal verbale di accertamento dell’infrazione.

In motivazione, la Corte ha precisato che il “controllore” riveste la qualità di pubblico ufficiale in ragione dell’attribuzione di poteri autoritativi e certificativi individuati nelle funzioni di accertamento dell’infrazione, di identificazione personale dell’autore della violazione e di redazione del relativo verbale di accertamento, attribuiti dalle norme di legge, regionale e nazionale [2].

Chiarita la qualifica del controllore di un mezzo di trasporto ed i poteri che la legge gli attribuisce, vediamo adesso quali sono le conseguenze per chi “scappa” dallo stesso.

Scappare dal controllore è reato? 

Salire sull’autobus senza biglietto costituisce un illecito amministrativo. 

Trattandosi di sanzione amministrativa non subirai conseguenze sulla tua fedina penale e potrai risolvere il problema solo pagando la multa.

Proprio mentre il controllore sta verificando se gli altri passeggeri hanno il biglietto, tuttavia, ti viene in mente di scappare. Cosa rischi?

Prima di porre in essere azioni avventate è bene che tu sappia che chi scappa dal controllore commette reato di interruzione del servizio pubblico [3].

Si tratta di un delitto previsto dal nostro Codice penale, che punisce con la reclusione fino a un anno chi provoca una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o di un servizio pubblico. La legge incrimina, quindi, chi impedisce, interrompendolo, il funzionamento del servizio di trasporto pubblico o chi, pur senza interromperlo, ne turba la regolarità.

La Corte di Cassazione ha chiarito, al riguardo, che per potersi realizzare il reato di interruzione di un servizio di pubblica necessità è sufficiente l’interruzione temporanea o anche solo un mero turbamento nel regolare svolgimento  del servizio stesso, poiché il Codice penale tutela non solo l’effettivo funzionamento di un ufficio o servizio pubblico, ma anche il suo ordinato e regolare svolgimento [4].

Chi si dà alla fuga su un mezzo di trasporto pubblico perché sprovvisto di biglietto lo costringe necessariamente ad interrompere la marcia per poter porre in essere le procedure del caso: il controllore dovrà, infatti, fermare il trasgressore, chiedere le generalità, elevare la multa e ordinargli di scendere.

E se il trasgressore si rifiuta di scendere? Quali sono le conseguenze?

Secondo quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, la volontà di non lasciare il mezzo pubblico, anche se più volte richiesto dai controllori, integra quella alterazione – seppur solo temporanea – al regolare e corretto funzionamento del servizio pubblico di trasporto, con ciò integrando gli elementi del reato di interruzione di un pubblico servizio [5].

Il reato di interruzione di pubblico servizio

Abbiamo detto che chi scappa dal controllore commette reato di interruzione di pubblico servizio, ma vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

Come accennato nel paragrafo precedente, il nostro legislatore punisce chi provoca una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o di un servizio pubblico; quindi, chi impedisce o interrompe il funzionamento del servizio di trasporto pubblico o chi, pur senza interromperlo, ne turba la regolarità può essere condannato alla pena della reclusione fino a un anno.

Ma cosa si intende per “interruzione”? E per turbamento della regolarità? Qualsiasi interruzione fa scattare il reato? Facciamo un po’ di chiarezza.

Con il termine “interruzione” si fa riferimento alla condotta di colui il quale impedisce il funzionamento di un servizio pubblico cagionando una pausa nella continuità del servizio stesso; quando si parla, invece, di “turbare la regolarità” del servizio, si intende impedire, senza tuttavia interromperlo, l’ordinato svolgimento dell’ufficio o del servizio nel suo complesso.

Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, tuttavia, perché si abbia interruzione di un pubblico servizio, l’alterazione deve essere concretamente apprezzabile [6].

Sempre la Cassazione ha precisato, inoltre, che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o l’interruzione dell’ufficio medesimo, per permettere la realizzazione del reato di interruzione di pubblico servizio, devono essere idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio; e questo anche se la durata dell’interruzione è limitata temporalmente e non cagiona in concreto l’effetto di una cessazione reale dell’attività o uno scompiglio durevole del funzionamento [7].

Insomma, anche con un’interruzione di breve durata, se idonea a causare un’irregolarità concreta, può realizzarsi il reato di interruzione di pubblico servizio.

Tali principi sono stati ribaditi anche da recenti sentenze della Suprema Corte, la quale ha chiarito che il Codice penale sanziona non solo la condotta che abbia causato l’interruzione di un servizio pubblico, bensì anche il comportamento che abbia inciso semplicemente sul regolare svolgimento dell’ufficio o servizio pubblico. Con la precisazione che essa deve tuttavia rivestire un’oggettiva significatività: ciò significa, in pratica, che sono esclusi quei casi in cui la condotta sia consistita nell’interruzione o nell’alterazione della regolarità di “un singolo atto”, senza che tale comportamento abbia inciso in modo apprezzabile sulla funzionalità complessiva dell’ufficio o del servizio.

Il giudice, quindi, nella doverosa valutazione dell’effettiva offensività del comportamento del soggetto, deve considerare le conseguenze sullo specifico servizio colpito. In tema di trasporto pubblico, la Corte ha chiarito che anche un’interruzione di breve durata può determinare un’interruzione rilevante, poiché incide sul funzionamento dell’intero servizio di trasporto pubblico [8]. Il tempo di turbamento o di interruzione gioca, dunque, un ruolo secondario.

Una volta chiariti quali sono gli elementi che costituiscono il reato e gli orientamenti elaborati dalla giurisprudenza, torniamo al nostro esempio. Scappare dal controllore causa delle conseguenze precise sul servizio di trasporto pubblico: l’attivazione delle procedure per fermare la persona senza titolo di viaggio, identificarla, ordinarle di scendere determina chiaramente una significativa alterazione nella regolarità del servizio perché ne impedisce l’ordinato svolgimento.

Il reato di interruzione di pubblico servizio è perseguibile d’ufficio: ciò significa che l’ordinamento punisce il colpevole a prescindere dal fatto che venga proposta una querela. Colui che scappa dal controllore, quindi, dopo essere stato fermato e fatto scendere dal mezzo di trasporto, verrà anche sottoposto a processo.

False generalità al controllore: cosa si rischia?

Facciamo un’altra ipotesi. Hai provato a sfuggire al controllore ma questi ti ha comunque fermato e ti chiede le generalità. Vuoi a tutti i costi evitare di pagare la multa che ti sta per elevare ed allora decidi di riferirgli nome, cognome e data di nascita non tuoi, ma inventati sul momento.

Che conseguenze può determinare una condotta del genere?

Come ricordato nei paragrafi precedenti, il controllore di un mezzo di trasporto pubblico riveste la qualifica di pubblico ufficiale, in quanto svolge una funzione pubblica ed è dotato di poteri autoritativi, certificativi e deliberativi: tra tali poteri rientra quello di identificazione personale dell’autore della violazione.

La Corte di Cassazione ha stabilito che commette il reato di false dichiarazioni sull’identità o su qualità personali proprie o di altri [9], colui che declini generalità false al controllore di un’azienda di trasporto urbano, in quanto tali dichiarazioni diventano parte integrante del verbale di contestazione della violazione che costituisce atto pubblico [10]. Per chi realizza tale reato, il nostro legislatore ha previsto una pena piuttosto severa, ossia la reclusione da uno a sei anni.


note

[1] Art. 495 cod. pen.

[2] Cass. pen. sez V, sent. n. 25649/2018.

[3] Art. 340 cod. pen.

[4] Cass. pen. sez. VI, sent. 11 marzo 2014 n. 14010.

[5] Cass. pen. sez. V, sent. n. 5271 del 3.02.2014.

[6]Cass. pen. sez. VI, sent. n. 1334 del 11.01.2019.

[7] Cass. pen. sent. n. 26077/04.

[8] Cass. pen. sez. VI, sent. n.1334/2018.

[9] Art. 495 cod. pen.

[10] Cass. pen. Sez. V, sent. n. 25649 del 07.06.2018.

Autore immagine: 123rf com.


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