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Legge 104: i permessi sono retribuiti?

12 Agosto 2019
Legge 104: i permessi sono retribuiti?

Tra i vari permessi retribuiti che sono presenti nel nostro ordinamento ci sono i cosiddetti permessi 104 che spettano ai disabili ed ai loro parenti stretti per motivi di assistenza.

Il nostro ordinamento tutela le persone con disabilità in molti modi. Ci sono, ad esempio, specifiche agevolazioni fiscali per i disabili, posteggi riservati, posti riservati nei mezzi pubblici, etc. Oltre a queste forme di tutela, vi sono anche alcuni specifici diritti che i disabili ed i loro stretti familiari possono ottenere con riferimento al rapporto di lavoro. In particolare, come noto, i disabili ed i loro parenti stretti possono fruire del diritto di assentarsi dal lavoro per un certo numero di ore al mese. Legge 104: i permessi sono retribuiti? Questi permessi, introdotti dalla Legge 104, sono retribuiti e vengono anche detti permessi 104.

E’ evidente che il disabile ha necessità di tempi di riposo superiori a quelli dei propri colleghi che non si trovano in situazione di disabilità. Inoltre, soprattutto quando la disabilità è grave, queste persone hanno necessità di essere assistite per badare ai propri bisogni di vita quotidiana. Per queste esigenze nascono i permessi 104.

Permessi 104: a chi spettano?

Come abbiamo accennato, l’ordinamento [1] tutela i disabili, tra i vari modi, anche prevedendo degli speciali permessi retribuiti che possono essere fruiti dai disabili o dai loro parenti stretti per esigenze di asistenza.
Questi speciali permessi retribuiti, detti a volte permessi 104, spettano ai lavoratori dipendenti:

  • disabili in situazione di gravità;
  • genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità;
  • coniuge, partner dell’unione civile, convivente di fatto, parenti o affini entro il 2° grado di familiari disabili in situazione di gravità.

Il diritto può essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado soltanto qualora i genitori o il coniuge o la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona con disabilità grave:

  • hanno compiuto i sessantacinque anni di età; oppure
  • sono anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

I permessi 104 non possono essere riconosciuti a:

  • lavoratori a domicilio [2];
  • addetti ai lavori domestici e familiari;
  • lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari;
  • lavoratori autonomi;
  • lavoratori parasubordinati.

Permessi 104: in cosa consistono?

Chiarito a quali categorie di soggetti possono essere attribuiti i permessi 104, vediamo ora in cosa consiste questo diritto e, cioè, l’ammontare delle ore di permesso retribuito che possono essere riconosciute al disabile ed ai suoi parenti stretti. L’ammontare dei permessi varia a seconda di chi sia il richiedente.

In particolare, se il richiedente è il lavoratore disabile in situazione di gravità gli spetteranno alternativamente:

  • dei riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore in base all’orario di lavoro;
  • tre giorni di permesso mensile (che possono essere frazionati in ore).

Al contrario, se il richiedente è il genitore, anche adottivo o affidatario, di figli disabili in situazione di gravità minori di tre anni gli spetteranno alternativamente:

  • tre giorni di permesso mensili, che possono essere frazionati in ore;
  • il prolungamento del congedo parentale con diritto per tutto il periodo ad un’indennità pari al 30% della retribuzione.
  • permessi orari retribuiti attribuiti in proporzione all’orario giornaliero di lavoro: in particolare, se l’orario lavorativo è pari o superiore a 6 ore spettano 2 ore al giorno; se, invece, l’orario lavorativo è inferiore a 6 ore spetta un’ora al giorno.

Se il richiedente è il genitore biologico di figli disabili in situazione di gravità di età compresa tra i tre e i dodici anni di vita o il genitore adottivo o affidatario di figli disabili in situazione di gravità che abbiano compiuto i tre anni di età ed entro dodici anni dall’ingresso in famiglia del minore, gli spetteranno alternativamente:

  • tre giorni di permesso mensili, che possono anche essere fruiti in ore;
  • il prolungamento del congedo parentale con diritto per tutto il periodo ad un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Se il richiedente è il genitore biologico di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni di età o il genitore adottivo o affidatario di figli disabili in situazione di gravità oltre i dodici anni dall’ingresso in famiglia del minore, gli spetteranno:

  • tre giorni di permesso mensili, anche fruibili in ore.

Per quanto concerne i genitori, il coniuge, il partner dell’unione civile, il convivente di fatto, i parenti e gli affini della persona disabile in situazione di gravità, gli spettano:

  • tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in ore.

Permessi 104: i requisiti da possedere

Per poter fruire dei permessi 104, occorrono i seguenti requisiti:

  • essere lavoratori subordinati (anche part time) cui si applica la gestione previdenziale Inps;
  • la persona che chiede i permessi 104 o per la cui assistenza si chiedono i permessi deve trovarsi in situazione di disabilità grave riconosciuta dall’apposita Commissione medica integrata Asl/Inps [3];
  • la persona in situazione di disabilità grave non deve trovarsi in stato di ricovero a tempo pieno.

Infatti, se la persona è ricoverata a tempo pieno vengono meno, per definizione, i bisogni di assistenza cui i permessi 104 sono rivolti.

Quando si parla di ricovero a tempo pieno si intende quello che copre le intere ventiquattro ore, presso strutture ospedaliere o simili, pubbliche o private, che assicurano assistenza sanitaria continuativa.

Permessi 104: quanto spetta?

Come abbiamo detto, i permessi 104 danno diritto ad assentarsi dal lavoro pur mantenendo il diritto alla retribuzione. In realtà, nelle ore di permesso, a pagare lo stipendio al richiedente non è il datore di lavoro ma è l’Inps che versa una indennità permessi 104 al beneficiario per il tramite del datore di lavoro. Vediamo a quanto ammonta la tutela economica di cui ai permessi 104.

  1. permessi  fruiti a giorni: sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  2. permessi  fruiti a ore: sono indennizzati sulla base della retribuzione effettivamente corrisposta;
  3. permessi concessi a titolo di prolungamento del congedo parentale fino al 12° anno di vita del bambino: sono indennizzati al 30% della retribuzione effettivamente corrisposta.

Si precisa che durante la fruizione dei permessi retribuiti 104, il richiedente ha diritto anche all’assegno per il nucleo familiare.
Per quanto riguarda la base di calcolo dell’indennità erogata al dipendente durante la fruizione dei permessi 104, l’Inps ha chiarito che [4] la quota della 13° mensilità o di altre mensilità aggiuntive (14° mensilità), deve essere inclusa nella retribuzione giornaliera da prendere a riferimento per il calcolo dell’indennità e pertanto deve intendersi già corrisposta a carico dell’istituto.

Ciò significa che quando l’Inps paga l’indennità permessi 104 sta già pagando anche la quota da accantonare come tredicesima o quattordicesima il cui esborso, dunque, non deve essere sostenuto dal datore di lavoro.

Permessi 104 Inps: come vengono pagati?

Come nelle quasi totalità dei casi in cui l’Inps deve erogare una prestazione economica a favore di un richiedete, così anche per i lavoratori che hanno diritto ai permessi 104, la relativa indennità viene anticipata dal datore di lavoro con la possibilità di conguaglio con i contributi dovuti all’Inps.

In poche parole, il datore di lavoro paga direttamente al dipendente l’indennità che dovrebbe pagargli l’Inps. Successivamente, quando si trova a versare i contributi previdenziali all’Inps, il datore di lavoro porta a conguaglio le somme anticipate all’istituto e le sottrae così ai contributi dovuti.

Con riferimento a:

  • operai agricoli a tempo determinato e a tempo indeterminato;
  • lavoratori dello spettacolo saltuari o con contratto a termine;

l’indennità permessi 104 viene pagata direttamente dall’Inps al lavoratore, a seguito della presentazione dell’apposita domanda dell’interessato.

Permessi 104 Inps: come fare domanda?

Il lavoratore che voglia fruire dei permessi 104 e che ritenga di avere i relativi requisiti, può presentare la domanda direttamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti tre canali:

  • sito web – tramite il sito istituzionale www.inps.it il richiedente può accedere alla sezione dei servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite l’inserimento del codice Pin. Il servizio nel quale accedere si chiama “Invio onLine di domande di prestazioni a sostegno del reddito”;
  • patronati – si tratta di uffici locali dei sindacati che erogano una serie di servizi ai lavoratori ed ai pensionati, soprattutto aiutandoli nel mettersi in contatto con le istituzioni pubbliche. Anche in questo caso, la presentazione della domanda avviene attraverso i servizi telematici offerti dai patronati stessi;
  • contact center multicanale – il richiedente, in alternativa, può contattare telefonicamente il numero gratuito 803164, riservato all’utenza che chiama da telefono fisso, oppure il numero 06164164 con tariffazione a carico dell’utenza chiamante abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari.

Al di là delle modalità di richiesta dei permessi 104 all’Inps, resta fermo l’obbligo di comunicare tempestivamente all’Inps e al datore di lavoro ogni variazione delle situazioni di fatto e di diritto dichiarate nella domanda.

Per quanto concerne le modalità di comunicazione al datore di lavoro, la legge non prevede nessun obbligo di comunicazione in caso di fruizione dei permessi 104. In caso di accoglimento dell’istanza da parte dell’Inps, arriverà direttamente via pec una comunicazione al datore di lavoro con cui viene comunicata l’accettazione della richiesta dei permessi 104  ed il loro ammontare.

Si consiglia, in ogni caso, anche per la necessità di rispettare sempre i canoni della correttezza e della buona fede nel relazionarsi con il datore di lavoro, di preannunciare la richiesta dei permessi 104 all’azienda anche per consentire una adeguata programmazione dei turni di lavoro.

L’abuso dei permessi della Legge 104 è reato? GUARDA IL VIDEO


note

[1] Art. 33, L. n. 104/1992; Artt. 33 e 42, D.lgs. n. 151/2001 come modificati dalla L. n. 183/2010 e dal D.lgs. n. 119/2011.

[2] Circolare Inps n. 80/95, punto 4.

[3] Art. 4, comma 1, L. 104/92.

[4] Inps, messaggio n. 13032/2005.


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