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Chi sono le persone che non vanno mai in galera?

10 Luglio 2019 | Autore:
Chi sono le persone che non vanno mai in galera?

Ci sono persone che commettono reati ma non vanno in carcere? Fino a che età si può essere messi in galera? I politici vanno in prigione? Immunità: cos’è?

Chi infrange la legge penale va in carcere. Questa asserzione è solo teoricamente vera, poiché, come sicuramente saprai, in Italia esistono tante norme che consentono, in un modo o nell’altro, di sfuggire alla gattabuia: pensa alla sospensione condizionale della pena, alla messa alla prova, all’affidamento in prova ai servizi sociali, alle sanzioni sostitutive delle pene detentiva brevi e all’estinzione per particolare tenuità del fatto. Sono sicuro che ti starai chiedendo: perché ci sono persone che non vanno mai in galera?

In parte, per i motivi che ti ho già detto; in altra parte, perché, in un modo o nell’altro, riescono a farla franca grazie ai loro avvocati oppure alla particolare condizione in cui si trovano: pensa, ad esempio, ad una persona particolarmente anziana o ammalata, oppure a chi gode dell’immunità. Se l’argomento ti incuriosisce, ti consiglio di proseguire nella lettura: vedremo insieme chi sono le persone che non vanno mai in galera.

Gli incensurati vanno in galera?

Tra le persone che quasi mai finiscono in carcere ci sono gli incensurati, cioè coloro che non hanno la fedina penale macchiata e che, pertanto, sono al loro primo reato. Per gli incensurati è davvero difficile andare in carcere per via di una serie di benefici di cui possono avvantaggiarsi: sospensione condizionale della pena, attenuanti generiche, sanzioni sostitutive di pene brevi.

In realtà, un incensurato può andare in carcere, ma in genere solamente se ha commesso un reato veramente grave: negli altri casi, tra sconti di pena e attenuanti, riuscirà a cavarsela con una condanna con pena sospesa (che viene concessa quando la condanna non è superiore a due anni di reclusione).

Sospensione condizionale della pena: cos’è?

Abbiamo più volte citato la sospensione condizionale della pena. Di cosa si tratta, nello specifico? Ebbene, devi sapere che il giudice può ordinare che l’esecuzione della pena inferiore ai due anni rimanga sospesa (per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto; di due anni se la condanna è per contravvenzione) quando presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati, tenuto conto anche delle circostanze del fatto e della personalità dell’imputato [1].

Si tratta di un particolare trattamento riservato alle condanne minori e, normalmente, concesso a tutti gli incensurati. Lo scopo è quello di evitare che si possa patire un’esperienza carceraria per un reato tutto sommato non grave.

Le persone anziane vanno in carcere?

Tra coloro che non vanno (quasi) mai in galera ci sono le persone anziane: la legge [2] dice che, fatta eccezione per reati di particolare gravità (come la violenza sessuale, la violenza di gruppo, ecc.), la pena detentiva può essere espiata nella propria abitazione o in altro luogo pubblico di cura, assistenza ed accoglienza, quando trattasi di persona che, al momento dell’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo l’inizio della stessa, abbia compiuto i settanta anni di età, purché non sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza, né sia recidivo.

In buona sostanza, la legge prevede la detenzione domiciliare per coloro che, avendo compiuto i settant’anni, devono scontare la pena del carcere. Un beneficio di non poco conto, insomma, che non viene concesso solamente alle persone anziane. Vediamo quali sono le altre categorie che possono avvantaggiarsi della detenzione domiciliare.

Detenzione domiciliare: a chi si applica?

La detenzione domiciliare, cioè la possibilità di scontare la pena a casa propria o in un altro luogo (comunità, luogo di cura, ecc.) è prevista anche per altre categorie di persone. Secondo la legge, la pena della reclusione non superiore a quattro anni, anche se costituente parte residua di maggior pena, nonché la pena dell’arresto, possono essere espiate nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora ovvero in luogo pubblico di cura, assistenza o accoglienza quando trattasi di:

  • donna incinta o madre di prole di età inferiore ad anni dieci con lei convivente;
  • padre di prole di età inferiore ad anni dieci con lui convivente, quando la madre sia deceduta o altrimenti assolutamente impossibilitata a dare assistenza alla prole;
  • persona in condizioni di salute particolarmente gravi, che richiedano costanti contatti con i presidi sanitari territoriali;
  • persona di età superiore a sessanta anni, se inabile anche parzialmente;
  • persona minore di anni ventuno per comprovate esigenze di salute, di studio, di lavoro e di famiglia.

Chi ha un buon avvocato va in carcere?

Finora abbiamo visto chi non va in carcere perché incensurato, perché particolarmente anziano oppure perché si trova in particolari condizioni, sociali o di salute. Bisogna dire, però, che anche chi ha un buon avvocato difficilmente va in galera.

Ovviamente, non bisogna mai generalizzare: chi è colpevole fino all’osso di un delitto grave (pensa ad un omicidio) potrà essere difeso anche dai migliori legali al mondo, ma difficilmente sfuggirà alla pena. Bisogna però dire che, di certo, chi è assistito da un avvocato serio e preparato avrà più chance di evitare di finire dietro le sbarre.

Ma cosa può fare un avvocato per evitare la galera al suo assistito? Sicuramente potrà preparare una strategia difensiva adeguata a contrastare l’impianto accusatorio; ma non solo. Un difensore esperto sa giocare le sue carte in ogni momento, sfruttando tutti gli strumenti che la legge gli mette a disposizione. E così, un buon avvocato potrà, tra l’altro:

  • preparare una ricca lista testi;
  • non acconsentire mai all’utilizzabilità degli atti, se non quando gli convenga veramente;
  • produrre tutta la documentazione idonea a sconfessare la pubblica accusa;
  • sfruttare gli eventuali arresti domiciliari che il cliente sta scontando per detrarli dalla pena finale, così da evitargli il carcere;
  • impugnare l’eventuale sentenza sfavorevole fino in Cassazione.

Immunità: chi non va in carcere?

Tra le persone che non vanno mai in galera rientrano senz’altro coloro che godono dell’immunità. Chi sono costoro? L’immunità è una prerogativa tipica di politici, ambasciatori e capi di Stato. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Immunità del Capo di Stato

Secondo la Costituzione [3], il Presidente della Repubblica italiana non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni, fatta eccezione per i casi di alto tradimento e di attentato alla Costituzione. Per gli atti non rientranti nel concetto di atti eseguiti nello svolgimento delle proprie funzioni il Presidente della Repubblica è equiparato a qualsiasi altro cittadino.

Immunità dei parlamentari

Anche i parlamentari godono di una particolare immunità: essi, infatti, non possono essere mai chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Inoltre, senza autorizzazione della camera di appartenenza (Camera dei Deputati o Senato della Repubblica), nessun parlamentare può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

Stessa autorizzazione è richiesta per sottoporre i parlamentari ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza [4].

Immunità diplomatica: cos’è?

Infine, i diplomatici godono di un’immunità che consente loro di non rispondere di eventuali crimini commessi nell’esercizio delle loro funzioni: in questi atti, infatti, il diplomatico agisce come organo dello Stato che rappresenta e la responsabilità delle azioni che compie ricade sul suo Stato.

Per tali atti egli non può essere incriminato neppure dopo avere cessato l’esercizio delle sue funzioni, fatta eccezione nel caso in cui si tratti di crimini internazionali. L’immunità personale comprende ogni atto privato del diplomatico.

Durante il periodo di esercizio delle sue funzioni l’organo diplomatico è comunque tenuto a rispettare la legge, ma non può essere incriminato neppure per atti commessi in epoche precedenti, mentre alla fine dell’esercizio delle sue funzioni può essere incriminato per tutti gli atti commessi in precedenza e viene meno ogni immunità personale.


note

[1] Art. 163 cod. pen.

[2] Art. 47-ter cod. pen.

[3] Art. 90 Cost.

[4] Art. 68 Cost.

Autore immagine: Unsplash.com


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