Diritto e Fisco | Articoli

Chi registra la sentenza

11 Agosto 2019 | Autore: Simona Grossi
Chi registra la sentenza

Registrazione della sentenza: spese da sostenere; chi è obbligato a farla; che succede se parte in causa è lo Stato; aliquote dell’imposta di registro sulle sentenze.  

Hai finalmente vinto la causa e non pensi più a quel processo, ma a distanza di anni ti arriva una richiesta di pagamento – da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione – dell’imposta di registro sulla sentenza. Pensi ad un errore (generalmente, le spese del giudizio debbono essere pagate dalla parte soccombente) e che, la tanto deprecata cartella pazza, stavolta ha colpito proprio te.

In questo caso la domanda sorge spontanea: “Ma per legge, chi registra la sentenza? Chi perde o chi vince la causa?”. La risposta non è semplice, perché la materia è regolata da una complessa normativa.

Ebbene, finito il processo non è tutto finito come sembra, bisogna registrare la sentenza e pagare le spese di registrazione. Ma di che tipo di spese si tratta? Chi deve fare la registrazione e come si fa? E se non si paga cosa si rischia?

Sappi che a volte succede anche che lo Stato incamera l’imposta di registro da più persone, ricevendo pagamenti non dovuti. Come si può evitare che questo accada? E quando è lo Stato parte in causa a chi spetta la registrazione? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Registrazione della sentenza: spese da sostenere

Per registrare la sentenza bisogna pagare l’imposta di registro [1]. Con la registrazione, infatti, la sentenza viene annotata in un pubblico registro, tenuto dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate a ciò preposto. Lo stesso ufficio provvede anche a riportare (sull’originale e sulle copie della sentenza) il numero e la data della registrazione [2].

L’imposta di registro è un’entrata fiscale per lo Stato; una remunerazione per il servizio fornito dallo Stato stesso al cittadino. Registrando la sentenza, infatti, essa viene conservata, attribuendole certezza giuridica.

Competente a registrare la sentenza è l’ufficio del registro nella cui circoscrizione territoriale ha sede l’organo giudiziario che l’ha emessa e che è obbligato, pertanto, a chiederne la registrazione. Alla richiesta provvedono il cancelliere o il segretario che hanno partecipato – nell’esercizio delle loro funzioni di pubblici ufficiali – alla formazione della sentenza; infine, la richiesta deve pervenire all’ufficio del registro competente entro il termine di cinque giorni dalla pubblicazione della sentenza [3].

Esempio. Sentenza emessa dal giudice del tribunale della città di Alfa, che fa parte della circoscrizione dell’ufficio del registro della città di Omega. Il cancelliere del tribunale della città di Alfa provvede a trasmettere la richiesta di registrazione – entro cinque giorni dalla data della pubblicazione della sentenza – all’ufficio del registro della città di Omega. Successivamente, quest’ultimo ufficio provvede ad annotare la sentenza nel registro pubblico e a restituirla con gli estremi dell’avvenuta registrazione.

Nota bene. La registrazione non è prevista solo per le sentenze, ma anche per altri provvedimenti giurisdizionali, come ad esempio i decreti ingiuntivi [4].

Come puoi notare la registrazione della sentenza, di per sé, è un’operazione che non viene eseguita dalle persone che hanno partecipato al processo (intervengono, infatti, gli uffici competenti per legge); su di esse, però, incombe l’onere di pagare l’imposta di registro, ossia il costo dell’operazione medesima.

Registrazione della sentenza: chi è obbligato a farla

A registrare la sentenza debbono provvedere le persone che hanno partecipato al processo [5], indipendentemente dall’esito del giudizio. Al Fisco non interessa chi vince o chi perde la causa; entrambi hanno usufruito del servizio giustizia e, per legge, bisogna registrare la sentenza, per cui, entrambi sono debitori, nella stessa misura e per l’intero, delle imposte dovute. Detto tecnicamente, entrambe le parti sono obbligate al pagamento, in solido, dell’imposta di registro sulla sentenza.

Esempio. Tizio (attore) e Caio (convenuto) sono stati parti in causa in un processo civile conclusosi con la vittoria di Caio. Né Tizio né Caio sono a conoscenza del fatto che la sentenza deve essere registrata e che bisogna pagare la relativa imposta. Passa un po’ di tempo. L’Agenzia delle Entrate invia la cartella di pagamento sia a Tizio sia a Caio (ovviamente corredata di ulteriori costi nonché del modello f24 per il pagamento). La cartella è la stessa, identica e con lo stesso importo di €. 300,00, che è, pertanto, unico per entrambi, in quanto debitori in solido. Bada bene. L’importo a debito non è di €. 600,00 e potrebbe sembrare (€. 300,00 per Tizio ed €. 300,00 per Caio), ma è di €. 300,00 per tutti e due; è come se fossero un’unica persona per il fisco.

Come puoi ben notare, l’operazione di registrazione di cui sopra si è detto – a cui gli uffici provvedono in automatico in quanto obbligatoria – obbliga (a sua volta) chi ha partecipato al processo a pagarne le spese; le quali, più passa il tempo e più aumentano.

Consiglio. Dopo che è stato emesso un provvedimento giurisdizionale (quindi, ad esempio, anche un decreto ingiuntivo) ti conviene fare delle verifiche sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Vai nella sezione servizi (calcolo degli importi della tassazione degli atti giudiziari); qui devi indicare, nell’apposito spazio l’ufficio finanziario di riferimento.

Nella schermata successiva devi indicare, sempre negli appositi spazi:

  • l’ente emittente;
  • l’anno in cui è stato emesso il provvedimento;
  • il tipo di provvedimento;
  • il numero;
  • l’eventuale sottonumero.

Al termine, compare una schermata dove sono riportati gli estremi del provvedimento e l’importo delle spese di registrazione. In questo modo, sai quanto dovete, tu e l’altra parte, al Fisco (come sopra detto, la somma è unica per entrambe). Clicca qui.

Bada bene. Se sei stato parte in un processo, prima o poi la richiesta di pagamento dell’imposta di registro della sentenza ti arriverà; pertanto, è bene che paghi quanto prima. Essendo debitore solidale con l’altra parte in causa puoi, dopo aver versato quanto dovuto, esercitare il tuo diritto di rivalsa nei suoi confronti e farti corrispondere la metà dell’imposta (se il giudice ha compensato le spese processuali tra le parti) oppure l’intero importo (se il giudice ha condannato alle spese processuali la controparte).

Considera anche che, onde evitare che lo Stato incameri la stessa somma da entrambe le parti in causa (abbiamo visto, infatti, che la cartella esattoriale il fisco la invia a tutte le parti) e soprattutto, per evitare poi di chiedere allo Stato il rimborso, prova a contattare – anche tramite il tuo legale – l’altra parte, in maniera tale da accordavi per evitare doppi pagamenti.

Registrazione della sentenza: che succede se parte in causa è lo Stato

Quando una delle parti in causa è lo Stato, la sentenza viene registrata con il metodo della così detta registrazione a debito (cioè senza pagamento dell’imposta) [6].

Questo è possibile se:

  • l’amministrazione ha perso la causa;
  • l’amministrazione ha vinto la causa ed ha titolo per recuperare le somme nei confronti della parte soccombente.

A questo punto potresti pensare: “Finalmente una bella notizia; se ho vinto contro lo Stato non devo preoccuparmi di nulla perché paga lui”. Non è proprio così, purtroppo; ti spiego perché. Come già sai, la registrazione è un’operazione che fanno gli uffici preposti (abbiamo visto che la richiesta di registrazione della sentenza la trasmette il cancelliere all’ufficio del registro competente). Può capitare, però, che il cancelliere nella richiesta ometta di specificare che essa è a debito.

Che succede in questo caso? Ebbene, tutto procede senza tenere conto del fatto che una delle parti in causa è lo Stato, secondo le regole ordinarie, quelle di cui sopra abbiamo parlato. L’Agenzia delle Entrate, quindi, invia alla parte privata la richiesta di pagamento dell’imposta di registro sulla sentenza; è onere della parte privata poi attivarsi per difendersi dall’illegittima pretesa (esempio: con un’istanza in autotutela, chiedendo l’annullamento dell’atto). Potrà sembrarti illogico, ma è così.

Esempio. Sempronio vince una causa contro l’amministrazione X. Il cancelliere del tribunale presso cui si è svolto il processo, non specifica, nella richiesta di registrazione della sentenza – trasmessa all’ufficio del registro competente – che essa è a debito. L’Agenzia delle Entrate invia comunque, dopo diverso tempo, al povero Sempronio, la richiesta di pagamento dell’imposta di registro. E’ Sempronio che, a questo punto, deve difendersi; soprattutto per evitare ulteriori grane.

Anche per questo motivo, ti conviene sempre vedere, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, gli estremi dell’imposta di registro sulla sentenza. Se parte in causa è lo Stato, accertati che ci sia stata la prenotazione a debito.

Registrazione della sentenza: aliquote dell’imposta di registro sulle sentenze

Le aliquote dell’imposta di registro sulle sentenze variano a seconda del tipo di sentenza e sono le seguenti:

  • sentenze che costituiscono o trasferiscono diritti reali su beni immobili o su altri diritti o beni o su unità da diporto: a) trasferimento soggetto ad Iva: importo fisso di €. 200,00; b) trasferimento non soggetto ad Iva: aliquota del 2% se si tratta di prima casa (escluse le categorie catastali A/1, A/8, A/9); aliquota del 9% in tutti gli altri casi; aliquota del 12% se si tratta di terreni agricoli e loro pertinenze a favore di soggetti che non siano coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali, iscritti nella competente gestione assistenziale e previdenziale;
  • sentenze di condanna al pagamento di valori o di somme, nonché ad altre prestazioni o alla consegna di beni di diversa natura: aliquota del 3%;
  • sentenze di accertamento di diritti aventi contenuto patrimoniale: aliquota dell’1%;
  • sentenze che non dispongono la condanna, il trasferimento o l’accertamento di diritti aventi contenuto patrimoniale: €. 168,00;
  • sentenze che pronunciano l’annullamento di un atto o ne dichiarano la nullità, anche se dispongono la condanna alla restituzione di beni o denaro, ovvero la risoluzione di un contratto: €. 168,00;
  • sentenze aventi ad oggetto la separazione personale, lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, anche se dispongono la condanna al pagamento di attribuzioni patrimoniali o di assegni o attribuzioni di beni patrimoniali che già facevano parte della comunione fra i coniugi ovvero la modifica di tali condanne o attribuzioni: €. 168,00;
  • sentenze di omologazione: €. 168,00;
  • sentenze del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali che vanno a definire, ancorché solo parzialmente, il giudizio, ivi compresi i decreti ingiuntivi esecutivi, che dispongono la condanna al pagamento di somme di danaro che siano diverse dalle spese processuali: aliquota 3 %.

Le suddette aliquote si devono applicare all’importo indicato nella sentenza di condanna.



Di Simona Grossi

note

[1] Art. 1 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).

[2] Art. 16 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).

[3] Artt. 9, 10, 13 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).

[4] Art. 37 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).

[5] Art. 57 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).

[6] Artt. 10 e 59 D. P. R. n. 131 del 1986 (Testo unico sull’imposta di registro).


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. si può registrare una sentenza on line ?
    qual’é il sito specifico ?
    GRAZIE
    Lorenzo Posocco

    1. Ti suggeriamo la lettura dei nostri articoli:
      -Spese registrazione sentenza e azione regresso https://www.laleggepertutti.it/272281_spese-registrazione-sentenza-e-azione-regresso
      -Registrazione sentenza: su chi grava l’imposta di registro? https://www.laleggepertutti.it/145572_registrazione-sentenza-su-chi-grava-limposta-di-registro
      -Calcolo spese registrazione sentenza https://www.laleggepertutti.it/142430_calcolo-spese-registrazione-sentenza
      -Chi deve pagare la registrazione della sentenza https://www.laleggepertutti.it/86316_chi-deve-pagare-la-registrazione-della-sentenza

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube