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Come fare dimissioni online

13 Agosto 2019
Come fare dimissioni online

Le dimissioni sono l’atto con cui il lavoratore comunica al datore di lavoro la sua volontà di porre fine al rapporto di lavoro. Per evitare la prassi molto diffusa delle cosiddette dimissioni in bianco la legge ha introdotto le dimissioni online.

Il rapporto di lavoro, al pari di qualsiasi rapporto contrattuale, non vincola le parti per sempre. Datore di lavoro e dipendente hanno, infatti, la possibilità di porre fine al rapporto di lavoro con un atto di recesso che si chiama licenziamento, se a decidere di terminare il rapporto è l’azienda, e si chiama dimissioni, se a decidere di terminare il rapporto è il lavoratore.

Le dimissioni scritte su un normale pezzo di carta si sono rivelate facilmente strumentalizzabili essendosi infatti diffusa la triste prassi delle cosiddette dimissioni in bianco.

Per combattere questo abuso, la legge ha introdotto l’obbligo di rassegnare le dimissioni per via telematica. Ma come si presentano le dimissioni online?

In questo articolo cercheremo di capire cosa prevede la normativa che ha introdotto le dimissioni online e dove è possibile procedere all’inoltro delle dimissioni telematiche.

Premettiamo, in generale, che la necessità di inviare le dimissioni tramite il web non risolve, del tutto, il problema dei comportamenti illegittimi del datore di lavoro che può comunque indurre, seppur senza le cosiddette dimissioni in bianco, il dipendente ad andarsene.

Dimissioni in bianco: cosa sono?

Prima di addentrarci pienamente nel tema delle dimissioni online, è opportuno premettere cosa sono le dimissioni.

Come abbiamo accennato, il nostro ordinamento vieta i cosiddetti vincoli perpetui, vale a dire, quelle clausole contrattuali con cui le parti vengono, di fatto, vincolate ad essere parte di un certo rapporto contrattuale per sempre, senza alcuna possibilità di uscire dal contratto.

Per questo nasce il recesso, ossia la facoltà delle parti di sciogliersi dal vincolo contrattuale rispettando determinati requisiti che si identificano, di solito, nella necessità di dare un certo preavviso prima di sciogliere definitivamente il rapporto.

Anche nel rapporto di lavoro si assiste ad una regola analoga. Se il contratto è a tempo indeterminato infatti le parti possono recedere dal contratto rispettando il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo di lavoro applicato a quel rapporto contrattuale [1].

Il lavoratore che recede dal contratto di lavoro lo fa rassegnando le proprie dimissioni volontarie che, come detto, devono essere esercitate nel rispetto del periodo di preavviso contrattuale.

Se il dipendente non rispetta il periodo di preavviso dovuto, l’azienda ha la possibilità di trattenere dalle sue spettanze di fine rapporto l’indennità sostitutiva del preavviso, ossia la retribuzione che avrebbe percepito nel periodo di preavviso.

Non vi sono altri vincoli. A differenza del recesso esercitato dal datore di lavoro, che deve essere accompagnato dalla presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo di licenziamento, le dimissioni volontarie del dipendente sono acausali, nel senso che il dipendente non è tenuto a specificare perché ha deciso di andarsene. Deve solo rispettare il preavviso e, se non lo fa, si espone al rischio di pagare la relativa indennità.

Ma come si rassegnano le dimissioni? Prima dell’entrata in vigore della legge sulle dimissioni online, le dimissioni si rassegnavano semplicemente scrivendo una lettera su carta semplice, intestata al datore di lavoro, con scritto: “rassegno le mie dimissioni dal rapporto di lavoro in corso a partire dalla data x”.

Un modo semplice ma molto pericoloso. I datori di lavoro più scorretti, infatti, quando assumevano un dipendente, gli facevano firmare sin da subito le cosiddette dimissioni in bianco, ossia, una lettera di dimissioni volontarie debitamente firmata dal dipendente in cui mancava solo la data, che veniva apposta dal datore di lavoro a suo piacimento nel momento in cui voleva sbarazzarsi di quel dipendente senza incorrere nei rischi di un licenziamento. Si tratta di una pratica estremamente scorretta ma, purtroppo, molto diffusa soprattutto nelle piccole e medie imprese. I lavoratori, preoccupati di perdere il lavoro, erano indotti ad accettare questa pratica ed a correre i relativi rischi.

La cosa più inaccettabile è che, spesso, il datore di lavoro tirava fuori le dimissioni in bianco nei momenti di maggiore debolezza del lavoratore, ossia in quelle circostanze in cui il dipendente diventa un costo per l’azienda: la lavoratrice che resta incinta, il dipendente che si mette in malattia, il lavoratore infortunato, e così via.

Dimissioni online: cosa sono?

Per porre fine alla pratica delle dimissioni in bianco, nell’ambito della complessiva riforma del lavoro nota come Jobs Act, la legge [2] ha previsto che le dimissioni volontarie e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, a far data dal 12 marzo 2016, devono essere trasmesse al datore di lavoro esclusivamente in modalità telematica.

Il lavoratore ha a disposizione, per rassegnare le dimissioni online, due diverse opzioni:

  • procedere da solo, senza alcun ausilio di terzi, inviando il relativo modulo tramite il sito web del ministero del Lavoro. Per procedere in questo senso è necessario dotarsi del pin Inps dispositivo, che si può ottenere entrando nel portale dell’Inps oppure andando in una
    delle sedi territoriali dell’istituto previdenziale. In possesso del pin, sarà possibile accedere al form online che consentirà di recuperare le informazioni riguardanti il rapporto di lavoro dal quale il dipendente vuole dimettersi all’interno del portale relativo alle cosiddette “comunicazioni obbligatorie”. Se, invece, il rapporto di lavoro è sorto prima del 2008, il dipendente dovrà inserire data di inizio del rapporto di lavoro, tipologia
    contrattuale del rapporto e i dati identificativi del datore di lavoro (ivi incluso l’indirizzo mail o la pec). Infine potranno essere inseriti i dati riguardanti le dimissioni volontarie o la risoluzione consensuale del rapporto oppure la revoca di questi atti;
  • procedere con l’assistenza di un soggetto abilitato che procederà, al posto del dipendente, alla compilazione dei dati e al loro inoltro al ministero del Lavoro.

Ricordiamo che ci sono alcuni rapporti di lavoro che sono esclusi dall’applicazione di questa procedura telematica. Si tratta dei:

  • rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni;
  • rapporti di lavoro domestico;
  • casi di risoluzione consensuale nelle cosiddette sedi protette (Ispettorato del lavoro, sedi sindacali, commissioni di certificazione, giudice del lavoro).

Ricordiamo che i soggetti abilitati dai quali il dipendente può farsi assistere per la trasmissione delle dimissioni volontarie sono i seguenti:

  • patronati;
  • organizzazioni sindacali;
  • consulenti del lavoro;
  • sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro;
  • enti bilaterali;
  • commissioni di certificazione [3].

Il mancato rispetto della procedura telematica, per espressa disposizione di legge, rende le dimissioni inefficaci e, dunque, prive di ogni effetto.

La revoca delle dimissioni

Oltre a prevedere l’obbligo di inoltrare le dimissioni tramite il procedimento online, la legge ha disposto un’altra novità: entro sette giorni dalla data di trasmissione del modulo telematico, il lavoratore ha la facoltà di revocare le dimissioni e la risoluzione consensuale con le stesse modalità online.

Si tratta di una ulteriore misura per verificare la reale volontà del dipendente.

Il lavoratore, infatti, anche senza la pratica delle dimissioni in bianco, potrebbe comunque essere in qualche modo forzato dal datore di lavoro a rassegnare le proprie dimissioni, anche nella modalità telematica.

Per questo è concesso al dipendente un periodo di sette giorni per revocare le dimissioni. In questo modo, si cerca di garantire al massimo la reale volontà del dipendente nel dimettersi.

Dimissioni online: come rassegnarle?

Venendo alla procedura, vediamo quali passaggi deve seguire il dipendente che decide di inoltrare in modo autonomo le dimissioni volontarie senza rivolgersi ad uno dei soggetti abilitati che abbiamo visto. Le fasi da seguire sono le seguenti:

  • accesso al sistema: il dipendente che vuole dimettersi potrà accedere al sistema inserendo le dimissioni online usando il pin Inps dispositivo o lo Spid. Per accedere alla procedura telematica occorre collegarsi al sito web del ministero. A questo punto il dipendente deve cliccare sui tasti Inps o Spid, in base alla chiave con cui si decide di effettuare il login, attraverso il pin Inps dispositivo o lo Spid. A questo punto, si apriranno appositi percorsi e sarà quindi possibile immettere le chiavi di accesso;
  • inserimento e visualizzazione: dopo essersi identificati inserendo il pin Inps dispositivo o lo Spid, il sistema condurrà il lavoratore nel portale delle dimissioni online, e per proseguire occorrerà cliccare sulla relativa icona. Il dipendente dovrà quindi cliccare sul tasto “entra”. Si presenterà dunque una schermata che consentirà al dipendente di visualizzare altre dimissioni presentate in precedenza e inviare nuove dimissioni cliccando sul tasto “inserisci nuova dimissione”;
  • cliccando sul tasto “inserisci nuova dimissione” la schermata mostrerà i rapporti di lavoro attivi. Il dipendente dovrà dunque cliccare sull’icona blu che si trova sotto la voce “seleziona”: da qui si potrà accedere al modulo da compilare per rassegnare le dimissioni online. Se il portale non mostra il rapporto di lavoro dal quale ci si vuole dimettere, il dipendente potrà inserire le dimissioni cliccando sul tasto “inserimento dimissioni per un rapporto di lavoro non presente in elenco”;
  • a questo punto la procedura entra nella fase cruciale, con la compilazione del modulo di dimissioni online. Si presenterà al lavoratore una schermata composta da 4 sezioni: Sezione 1 – Lavoratore; Sezione 2 – Dati Datore di Lavoro; Sezione 3 – Rapporto di Lavoro; Sezione 4 – Recesso dal Rapporto di Lavoro. I campi saranno, in parte, precompilati ed in parte da compilare a cura del dipendente;
  • infine, cliccando sul tasto “Salva”, il sistema crea la comunicazione di dimissioni volontarie o risoluzione consensuale, la invia al datore di lavoro e la rende visibile all’interno dell’area riservata del datore di lavoro stesso, del lavoratore o di altro soggetto abilitato in possesso dei dati di riferimento della comunicazione.

A questo punto, arriverà una mail o una pec nella casella del datore di lavoro e la procedura è conclusa. Come detto, il dipendente, sempre con la medesima procedura, potrà revocare le dimissioni entro sette giorni dal loro inoltro.

note

[1] Art. 2118 cod. civ.

[2] D. Lgs. n. 151/2015.

[3] Artt n. 2 co. 1, lettera h) e n. 76 D. Lgs. n. 276 del 10.09.2003.


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