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Assegno ordinario di invalidità: quando e come avviene la riduzione

3 Agosto 2019
Assegno ordinario di invalidità: quando e come avviene la riduzione

Sono invalida al 75% e percepisco un assegno di invalidità basato sui contributi versati. Vorrei sapere se per prestazioni occasionali con fatture con ritenuta d’acconto, vado ad influire sull’assegno. Ci sono trattenute per l’Inps? C’è un tetto entro il quale non si paga nulla oppure posso fare tutte le fatture che voglio?

L’assegno ordinario di invalidità, disciplinato dalla L. n. 222/1984, è una prestazione economica, erogata dall’Inps su domanda, ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulti ridotta a meno di un terzo a causa di un’accertata infermità di natura fisica o mentale. 

Affinché il trattamento possa essere erogato, si rende necessario il soddisfacimento di un minimo numero di anni contributivi, che ammontano a 5 anni (di cui almeno 3 anni nel quinquennio antecedente la presentazione della domanda), a differenza dell’assegno di invalidità civile la cui erogazione è di natura assistenziale. 

L’assegno ordinario di invalidità è compatibile con l’attività lavorativa: quindi non è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro né per i dipendenti né per gli autonomi. Tuttavia, oltre determinate soglie di reddito, l’importo dell’assegno erogato dall’Inps subisce delle decurtazioni, in proporzione al reddito conseguito. Infatti, qualora il reddito conseguito sia superiore a 4 volte il trattamento minimo Inps vigente nel Fpld, il trattamento dell’assegno viene ridotto del 25% della prestazione base. Mentre se è superiore a cinque volte l’importo dell’assegno si riduce al 50%. 

Ecco in sintesi quando e come l’Inps applica la riduzione dell’assegno ordinario d’invalidità in caso percezione di altri redditi:

  • reddito fino a 4 volte il trattamento minimo Inps;
  • 2019: Fino a 26.385,84 euro;
  • riduzione dell’assegno: nessuna;
  • reddito superiore a 4 volte e sino a 5 volte il trattamento minimo Inps;
  • 2019:  Oltre 26.385,84 euro e fino a 32.982,30 euro;
  • riduzione dell’assegno: 25%;
  • reddito superiore a 5 volte il trattamento;
  • 2019: Oltre 32.982,30 euro;
  • riduzione dell’assegno: 50% minimo Inps.

Dunque, è possibile svolgere un’attività di lavoro produttiva di reddito e percepire, contemporaneamente, la prestazione previdenziale, tenendo conto, però, che l’assegno si decurterà del 25% o del 50%, al superamento delle predette soglie di reddito. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio



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