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Circolazione e sosta auto per disabili detentori di contrassegno speciale

3 Agosto 2019
Circolazione e sosta auto per disabili detentori di contrassegno speciale

Sono un disabile costretto all’uso della carrozzina. La scorsa estate per poter accedere ad una manifestazione comunale ho superato di circa 80 mt un divieto d’accesso temporaneo per poter parcheggiare la mia autovettura e scendere tramite l’unico accesso che non presentava difficoltà legate alla mia invalidità. Il parcheggio dell’auto non recava disturbo ad eventuali mezzi di soccorso e pedoni, in quanto parcheggiata lato strada con tagliando invalidi esposto.

Mi è stata contestata la violazione dell’art. 7 comma 1 lett b e 14 del cds, ho eseguito ricorso al prefetto che ha rigettato. La polizia municipale nella nota al prefetto dice che esistevano stalli di sosta in area adiacenti (non vero) e nessuna presenza dei vigili. Un ricorso al gdp può avere esito positivo? Su quali sentenze posso fare affidamento per difendere questo mio stato di necessità per poter accedere alla manifestazione? Come posso difendermi? 

Il ricorso al giudice di pace consente senz’altro di potere il lettore provare con maggiore libertà d’azione le proprie ragioni: egli potrà quindi allegare ogni documentazione che ritiene più opportuna, ad esempio quella che dimostra l’assenza di stalli per disabili, e citare testimoni. 

Il punto fondamentale, però, è capire cosa dice la legge nel caso specifico. La risposta si rinviene nell’art. 11 del DPR 503 del 24 luglio del 1996, il Regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici. Questa norma dice che alle persone detentrici del contrassegno speciale per disabili viene consentita, dalle autorità competenti, la circolazione e la sosta del veicolo al loro specifico servizio, purché ciò non costituisca grave intralcio al traffico, nel caso di sospensione o limitazione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica, di pubblico interesse o per esigenze di carattere militare, ovvero quando siano stati stabiliti obblighi o divieti di carattere permanente o temporaneo, oppure quando sia stata vietata o limitata la sosta. 

Secondo l’interpretazione prevalente della norma, quando la circolazione e la sosta sono inibite in via eccezionale e temporanea, tale divieto si estende anche ai titolari del contrassegno per invalidi, a meno che l’ordinanza comunale che stabilisce la restrizione al traffico non preveda espressamente il contrario, e cioè che al divieto si sottraggono le persone disabili; anche in questa circostanza, però, la sosta va effettuata nelle aree apposite. 

Questa lettura è confermata sia dal Tribunale di Livorno (sent. n. 940 del 2 luglio 2015) che dalla Corte di Cassazione (Cassazione sez. II civ. 11 gennaio 2012, n. 168), secondo la quale l’art 11, comma primo, sopra menzionato «va interpretato nel senso che la norma si riferisce – come evidenziato dalla locuzione “sia stata vietata o limitata la sosta” – esclusivamente a divieti di sosta stabiliti con apposito provvedimento dell’autorità competente, ai sensi degli artt. 6, comma 4, lett. d) e 7, comma 1, lett. a), C.d.S., e dunque non ai divieti direttamente previsti dalla legge […]. Entro tali limiti, e soltanto nelle zone loro riservate come appositamente segnalato, pertanto, gli invalidi sono autorizzati al parcheggio sulle strade mentre è, anche per loro, fatto divieto di sostare con le auto dappertutto e meno che mai in zone totalmente vietate». 

La legge inoltre dice che, se il transito è normalmente inibito (ztl permanente, ad esempio), l’autovettura con contrassegno speciale può sempre transitare, se però è ammessa la circolazione anche di una sola categoria di veicoli (es. taxi, tram, pullman, ecc.). In questo senso anche la giurisprudenza maggioritaria (Cass. sent. n. 21320 del 14.09.2017). 

Di conseguenza, va fatta questa distinzione: 

  • se il divieto di transito è temporaneo, legato a un provvedimento contingente del Comune (ordinanza del sindaco, ad esempio), allora bisognerà verificare se in detto provvedimento è stato espressamente consentita la circolazione e la sosta a chi è in possesso del contrassegno. Anche in questo caso, però, occorre sostare negli appositi stalli o nelle zone adibite; 
  • se il divieto è permanente, il veicolo munito di contrassegno può sempre circolare se è ammessa la circolazione anche ad una sola categoria di veicoli. 

Se il lettore intende fare ricorso al Giudice di Pace, quindi, deve assicurarsi innanzitutto che l’ordinanza che inibiva il traffico gli permetteva di accedere e, in secondo luogo, che gli stalli per disabili effettivamente non vi fossero. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 



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