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Casa vacanze: reddito d’impresa e deduzione parziale dell’Imu

3 Agosto 2019
Casa vacanze: reddito d’impresa e deduzione parziale dell’Imu

Io e mia moglie, in separazione di beni, viviamo nell’appartamento di mia proprietà, abitazione principale esente da IMU. Mia moglie ha ereditato un appartamento in cui facciamo attività di casa vacanze ed è l’unico di cui è proprietaria. Ora poichè l’IMU per questo immobile è oltremodo oneroso, è da lei dovuto interamente oppure si può detrarre in parte dall’imponibile Irpef che annualmente viene versato a seguito dell’attività di locazione extra-alberghiero regolarmente autorizzato?

La normativa in vigore consente la deduzione parziale dell’Imu dal reddito d’impresa (o di lavoro autonomo) se l’Imu è stata versata con riferimento ad immobili strumentali, cioè ad immobili che sono:

– strumentali per natura (cioè classificati nelle categorie catastali A/10, B, C,D ed E indipendentemente dal loro utilizzo);

– oppure strumentali per destinazione, cioè per quegli immobili che sono effettivamente ed esclusivamente utilizzati per lo svolgimento dell’attività di impresa a prescindere dalla categoria catastale di appartenenza (la deduzione non spetta, quindi, se l’immobile è usato in

parte per attività d’impresa e in parte, ad esempio, per uso abitativo).

Siccome la deduzione dell’Imu è concessa solamente dal reddito di impresa, la deduzione sarà possibile solo se l’attività svolta dal contribuente (e quindi anche la vostra) sia esercitata in modo continuativo e abituale (e non saltuario ed occasionale) e, quindi, in modo tale che sia obbligatoria l’apertura della partita Iva: si deve cioè trattare di un’attività d’impresa svolta attraverso una ditta individuale o una società.

Se dunque l’attività di affitta camere è effettivamente un’attività svolta in forma d’impresa e cioè un’attività abituale e continuativa con conseguente apertura di partita Iva (attività esercitata, ripeto, attraverso la forma della ditta individuale o societaria), solo allora il reddito che il lettore e sua mogli traggono da questa attività sarà classificabile come reddito d’impresa e solo allora, quindi, potranno dedurre da tale reddito l’Imu (se l’appartamento è esclusivamente e soltanto destinato all’attività d’impresa) nelle seguenti misure:

  • dal 1° gennaio 2019 (cioè per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2019) la deduzione ammessa è pari al 40% dell’Imu versata (in base all’articolo 1, comma 12, della legge 145 del 2018);
  • per i periodi d’imposta precedenti al 1° gennaio 2019, la deduzione dell’Imu dal reddito d’impresa era ammessa nella misura del 20% (in base all’articolo 1, comma 715, della legge n. 147 del 2013).

Se, però, fosse convertito in legge e senza modifiche il decreto legge n. 34 del 2019, la deduzione dal reddito d’impresa dell’Imu versata per gli immobili strumentali:

  • già per il periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2019 salirebbe al 50%, 
  • per il periodo d’imposta 2020 e 2021 sarebbe al 60%,
  • dal periodo d’imposta 2022 in poi arriverebbe al 70%.

Occorre, quindi, attendere la conversione in legge del decreto legge n. 34 del 30 aprile 2019 (che dovrà entro la fine di giugno del corrente anno) per sapere se le nuove percentuali di deduzione dell’Imu (dal reddito d’impresa) versata per gli immobili strumentali verranno confermate o meno.

Se il decreto legge n. 34 del 2019 non fosse convertito in legge, resterebbe comunque, a partire dal 1° gennaio 2019, la deduzione al 40% dal reddito d’impresa dell’Imu versata per gli immobili strumentali.

Chiaramente se, invece, l’attività di affittacamere del lettore e sua moglie non è svolta in forma d’impresa, se cioè è saltuaria, occasionale e, perciò, non gli impone l’apertura di partita Iva, allora il reddito che da questa attività traggono non si può considerare come reddito d’impresa (ma sarà reddito fondiario) e allora non sarà possibile effettuare la deduzione dell’Imu.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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