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Licenziamento: si può fare sport durante la malattia?

14 Febbraio 2018


Licenziamento: si può fare sport durante la malattia?

> Business Pubblicato il 14 Febbraio 2018



Può essere licenziato il dipendente che, durante il periodo di assenza da lavoro per malattia, va in palestra, svolge attività fisica o fa sport?

Non è raro che il dipendente assente per malattia dal posto di lavoro venga sorpreso a svolgere le attività quotidiane della propria vita come se nulla fosse. Teoricamente, chi è malato (e lo è per davvero) non dovrebbe essere in grado di volgere alcuna attività. Capita spesso, invece, che il lavoratore ammalato sia “pizzicato” fuori casa, intento in attività quotidiane o addirittura ricreative, quali l’andare in palestra, il fare sport o, più in generale, sia sorpreso a svolgere attività fisica. E allora ci si domanda: cosa può fare il dipendente durante il periodo di assenza dal lavoro per malattia? Il dipendente ammalato può svolgere attività fisica, andare in palestra o fare sport? O in tali casi si rischia il licenziamento?

Sul punto, la linea di confine oltre la quale è vietato spingersi non è sempre chiara a tutti i lavoratori, specie per via degli obblighi conseguenti alle fasce orarie di reperibilità per la visita fiscale (in proposito, per gli ultimi aggiornamenti leggi: Visite fiscali: cosa cambia nel 2018?). Un errore può costare – per giurisprudenza costante – anche il licenziamento per giusta causa e condotta infedele. È bene, quindi, fare chiarezza.

Dipendente in malattia: può uscire di casa?

Sbaglia chi crede che il lavoratore assente per malattia dal posto di lavoro non possa uscire di casa. Sul punto è importante fare una distinzione.

Il lavoratore, infatti, negli orari di reperibilità deve rimanere presso la propria abitazione o nell’indirizzo comunicato all’azienda attraverso il certificato medico, salvo le previste esenzioni per malattia grave. Durante gli orari della cosiddetta «reperibilità», dunque, il lavoratore deve rimanere a casa per consentire la visita fiscale del medico inviato dall’Inps. Per quanto riguarda, invece, gli orari diversi da quelli previsti per la visita fiscale, il lavoratore può tranquillamente assentarsi da casa, ma ad una condizione. Vediamo quale.

Dipendente in malattia: dopo la reperibilità può uscire di casa

Il lavoratore malato può uscire di casa dopo l’orario in cui può arrivare il medico fiscale? La risposta è certamente affermativa. Ma ad una sola condizione: tale comportamento non deve pregiudicare una pronta guarigione. In buona sostanza, il dipendente in malattia non deve svolgere attività che possano tenerlo lontano dal lavoro più del tempo dovuto. Se infatti è vero che, uscire di casa dopo gli orari di reperibilità non è un comportamento vietato, è però necessario che l’attività svolta dal dipendente non rallenti la convalescenza. Il caso tipico è quello di chi, producendo un certificato di malattia per lombosciatalgia, venga visto sollevare pesi in giardino o fare lavori sul tetto; o di chi, nonostante la brutta bronchite, vada a fare la spesa con un clima particolarmente rigido, sconsigliato a chi abbia problemi respiratori. In questi casi il datore di lavoro può procedere al licenziamento in tronco, ossia per giusta causa (senza preavviso). Viceversa è certamente consentito andare a fare una passeggiata per sgranchirsi le gambe a chi sia in malattia per aver riportato una frattura al braccio.

Non si può, quindi, licenziare il dipendente se la mancata permanenza in casa non è necessaria per la guarigione.

Si può fare sport o attività fisica durante la malattia?

Tornando alla domanda che ci siamo posti ad incipit del presente articolo, vale a dire: si può fare sport  o attività fisica durante la malattia? La risposta è: dipende. Il lavoratore in malattia infatti può praticare sport, andare in palestra o, più in generale, svolgere attività fisica a condizione che dette attività non ne rallentino la convalescenza allungando, di conseguenza, i tempi della malattia e di lontananza dal lavoro.

Ad esempio, il dipendente che durante il periodo di malattia (dovuta a discopatie e a lombalgie curate chirurgicamente) assume una condotta molto imprudente per la propria salute (consistente nel sollevamento da solo di 3 bombole di gas da 30 chilogrammi e di una quarta da 40 chili, con l’aiuto di un collega) viola il dovere di lealtà e correttezza nei confronti dell’azienda. Questa violazione compromette in maniera irrimediabile il rapporto con l’azienda e consente il licenziamento per giusta causa.

A sancirlo è stata la Corte di Cassazione che, con una recente sentenza [1], ha rigettato il ricorso promosso da un lavoratore che era stato licenziato per essere stato scoperto a sollevare delle bombole di gas durante il periodo di assenza per malattia. Sul punto, infatti, è bene sapere che il dipendente deve astenersi dal porre in essere non solo le condotte espressamente vietate dalla legge o dal Ccnl, ma deve anche avere l’attenzione di evitare ogni condotta che, per la sua natura o per le conseguenze che può comportare, risulti oggettivamente in contrasto con gli obblighi connessi al rapporto di lavoro.

In altre parole, il dipendente deve osservare i doveri di correttezza e buona fede anche nelle condotte extralavorative, allo scopo di non arrecare danno al proprio datore di lavoro. Tuttavia, non basta la violazione di tali doveri per giustificare il recesso in tronco dal rapporto di lavoro; è necessario altresì che la condotta illecita si traduca in una grave negazione dell’elemento fiduciario che deve caratterizzare il rapporto di lavoro, tenuto conto delle circostanze in cui questa è stata realizzata, del grado di affidamento richiesto dalle mansioni del dipendente, e dell’intensità dell’elemento intenzionale. La compromissione dell’elemento fiduciario, chiarisce ancora la sentenza, si verifica anche quando la condotta del lavoratore possa far ritenere, per la sua gravità, che la prosecuzione del rapporto di lavoro possa risultare pregiudizievole per gli scopi aziendali.

Sullo stesso tema, consigliamo la lettura dell’articolo Assenza per malattia e lavoro presso terzi: quali rischi? e dell’articolo Licenziamento: si può andare al mare durante la malattia?

note

[1] Cass., sent. n. 13676/2016.

Autore immagine: Pixabay.com


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