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TFS con quota 100: tempi di attesa e modalità di erogazione

27 Luglio 2019
TFS con quota 100: tempi di attesa e modalità di erogazione

Sono dipendente del pubblico impiego, in data 08/02/2020 compirò 67 anni di età e potrei andare in pensione di vecchiaia dal 1°/03/2020, con 41 anni e 5 mesi di servizio. Per motivi personali, ho già presentato all’INPS, nel mese di febbraio 2019, domanda di pensione anticipata, utilizzando “quota 100” e sarò in pensione a partire dal 1° settembre 2019, esattamente sei mesi prima della normale scadenza per percepire la pensione di vecchiaia. In quale periodo riscuoterò il TFS? Quali sono i tempi di attesa? Preciso che si è parlato anche di un prestito agevolato e di un primo acconto di euro 45.000. 

In base all’art. 23 del DL 4/2019, coloro che richiedono la pensione anticipata con opzione Quota 100, conseguono il riconoscimento dell’indennità di fine servizio nel momento in cui il diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti di accesso per la pensione di vecchiaia o anticipata (si prende in considerazione il trattamento più vicino). 

Nel caso specifico, dunque, poiché il TFS, relativamente a chi raggiunge i requisiti per la pensione di vecchiaia, è liquidato dopo 12 mesi e 90 giorni, il lettore dovrebbe percepire il TFS, a partire dalla data del pensionamento, dopo 18 mesi (in quanto mancano 6 mesi al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia alla data del pensionamento) più 90 giorni. In sostanza, dovrebbe percepire il TFS dopo 21 mesi dal 1° settembre 2019. 

Il TFS, se supera i 50mila euro, non è erogato in un’unica soluzione, ma a rate: 

– in 2 rate annuali, se l’importo è entro i 100mila euro: in questo caso, la prima rata risulterà pari a 50mila euro, e la seconda pari all’importo restante, sino ad arrivare ai 100mila euro; 

– in 3 rate annuali, se si supera tale soglia: in questo caso, le prime due rate risulteranno pari a 50mila euro, e l’ultima pari all’importo restante. 

In merito alle tempistiche di pagamento, la seconda e la terza rata vengono erogate, rispettivamente, dopo 1 anno e 2 anni dalla liquidazione della prima rata. 

In base al già citato art.23 del DL 4/2019, i dipendenti pubblici pensionati, a breve, potranno poi richiedere l’anticipo della liquidazione sino a un massimo di 45mila euro, a tasso agevolato. Perché la possibilità diventi operativa, dovrà essere stipulata un’apposita convenzione ed emanato un Dpcm. 

Per ottenere il prestito, il pensionato dovrà farsi certificare dall’Inps il diritto al TFS ed il suo importo (ad oggi, l’importo del TFS può essere visionato, per chi possiede le credenziali di accesso, presso l’area riservata del portale web dell’Inps), e dovrà scegliere la banca o l’intermediario finanziario convenzionato per l’erogazione del prestito. 

L’art.24 del DL 4/2019 prevede poi la detassazione del TFS, nella seguente misura: 

  • 1,5% per le indennità corrisposte dopo dodici mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro; 
  • 3%per le indennità corrisposte decorsi ventiquattro mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro; 
  • 4,5% per le indennità corrisposte decorsi trentasei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro; 
  • 6% per le indennità corrisposte decorsi quarantotto mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro; 
  • 7,5% per le indennità corrisposte decorsi sessanta mesi o più dalla cessazione del rapporto di lavoro. 

La detassazione non si applica sull’imponibile dell’indennità di fine servizio di importo superiore a 50.000 euro. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci



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