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Selezione del personale e verifica a campione

27 Luglio 2019
Selezione del personale e verifica a campione

In caso di selezione del personale, è possibile effettuare una verifica a campione, in qualità di responsabile anticorruzione, sulla prima fase svolta dalla commissione, vale a dire la valutazione dei titoli per la formazione di una graduatoria di idonei per la successiva prova pratica? La commissione sostiene di no, in quanto un “controllo interno” comporterebbe una ipotesi di interferenza nello svolgimento delle proprie funzioni con una evidente compromissione (o inquinamento) della sua funzione, terza e neutrale rispetto alla amministrazione che ha commissionato l’incarico. È giusto?

A parere dello scrivente a meno che il bando di selezione non preveda un’ipotesi di verifica ante assunzione che ne legittimi il controllo preventivo, la Commissione ha ragione nel ritenere tale verifica a rischio contestazione legale da parte del soggetto controllato a campione.

Questo perché la verifica a campione potrebbe permettere a chi non viene sorteggiato di farla “franca”, indirettamente avvantaggiandosi del controllo eseguito sul mal capitato; così mettendo a rischio la terzietà della Commissione.

È per tale motivo che, in questa prima fase, si fa ricorso alle autocertificazioni, oltre che per ragioni di speditezza ed economia procedurale.

Sarà, poi, nella fase finale di redazione della graduatoria che i potenziali vincitori dovranno fornire la documentazione probatoria vera e propria, proveniente da enti pubblici e privati, non essendo più sufficiente l’autocertificazione o, laddove previsto dal regolamento, un

controllo d’ufficio della Commissione ai fini della verifica dei titoli richiesti.

Questo perché i requisiti di idoneità a una selezione o ad un incarico, caratterizzati da valutazioni discrezionali in ordine alla qualità dei titoli prodotti dall’interessato, non si esauriscono in meri ed obiettivi riscontri sulla produzione o meno di determinati documenti o abilitazioni, dovendosi dare ragione del giudizio mediante una valutazione in concreto degli stessi, specie laddove la natura della selezione per titoli (mirata a verificare l’adeguatezza di una determinata esperienza professionale) non consenta, o non preveda alcuna scheda di valutazione, anche meramente numerica, su ciascun titolo prodotto (sul punto cfr. T.A.R. Lombardia Milano, sez. IV, 06/10/2006, n. 1979).

Per tale motivo, si consiglia al lettore di attendere l’esito delle prove prima di avviare i controlli d’ufficio da parte della Commissione, così da evitare inutili, quanto fastidiose, controversie legali con l’eventuale soggetto destinatario di quel controllo preventivo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Salvatore Cirilla



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