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Crisi da sovraindebitamento: proposta del piano del consumatore

20 Luglio 2019
Crisi da sovraindebitamento: proposta del piano del consumatore

Ho una cessione del quinto con delega per un ammontare di 550€ al mese, un prestito personale di 250€ al mese, una finanziaria sulla macchina di 280€ al mese, un assegno di mantenimento di mia figlia di 300€ al mese, una revolvering su carta di credito di 400€ al mese dalla quale non esco (tutti finanziamenti per fronteggiare spese pre e post divorzio). Guadagno 1700 € al mese e nessuno mi concede prestiti per estinguere ed alleggerire le rate. Non ho alcuna proprietà (ho lasciato tutto alla mia ex moglie) a parte la macchina. Finito in fido in banca, ormai il conto è sempre più negativo. Cosa posso fare? 

Vista la situazione economico-finanziaria descritta dal lettore e l’assenza di disponibilità, da parte delle banche/società finanziarie, di rimodulare le rate dei prestiti, una strada percorribile potrebbe essere l’accesso alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento e, in particolare, al piano del consumatore. 

Il piano del consumatore è una procedura destinata a chi si trova in uno stato di sovraindebitamento (consistente nella situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità di adempiere regolarmente le obbligazioni) per debiti contratti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. È, dunque, uno strumento di tutela riservato alla persona fisica che si indebita per il pagamento delle spese necessarie al mantenimento proprio e della propria famiglia. 

Il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori, con l’ausilio degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, un accordo di ristrutturazione dei debiti e di soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che, assicurato il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili (nel caso specifico, l’assegno di mantenimento a favore della figlia della lettrice), preveda scadenze e modalità di pagamento dei creditori, anche se suddivisi in classi, indichi le eventuali garanzie rilasciate per l’adempimento dei debiti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni. 

La proposta di piano del consumatore viene formulata con l’ausilio dell’organismo di composizione della crisi che redigerà una relazione sulla posizione debitoria complessiva e sulle condizioni economiche e patrimoniali del debitore. La proposta di piano, che prevede la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, deve essere depositata in tribunale e non è soggetta ad approvazione da parte dei creditori. È il giudice a stabilire se il piano è ammissibile e adeguato a soddisfare i creditori e, in caso positivo, ad omologarlo. 

Se i beni e i redditi del debitore non sono sufficienti a garantire la fattibilità dell’accordo o del piano del consumatore, la proposta deve essere sottoscritta da uno o più terzi (fideiussori) che consentono il conferimento, anche in garanzia, di redditi o beni sufficienti per assicurarne l’attuabilità. 

Il piano del consumatore potrebbe quindi rappresentare una soluzione per ottenere uno stralcio del debito complessivo e ottenere una dilazione accordata con tutti i creditori. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone 


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