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Frode sul web per finto acquisto di auto: cosa fare

20 Luglio 2019
Frode sul web per finto acquisto di auto: cosa fare

Ho subìto una frode via web con tanto di fatture false inviatemi,  dovuta all’acquisto per € 18.000 di un’autovettura di provenienza estera attraverso una “società”inesistente. Quest’ultima, attraverso altri siti web (anch’essi inesistenti), ha simulato l’invio dell’autovettura in Italia indicando anche un tracking number (rivelatosi alla fine falso) per seguire gli spostamenti dell’auto. Come posso denunciare tale frode? 

Il lettore deve sporgere immediatamente denuncia presso le autorità competenti: potrà recarsi indifferentemente dai Carabinieri, presso la Polizia di Stato, la questura o direttamente in Procura. Il consiglio è quello di rivolgersi alla Polizia postale presente sul territorio, la quale si occupa in maniera specifica delle frodi a mezzo internet. Il lettore può consegnare una denuncia già preparata e scritta dal lettore, oppure sporgerla oralmente innanzi all’ufficiale di p.g., il quale provvederà a trascriverla e a fargliela sottoscrivere. 

La denuncia può essere anche anticipata a mezzo web (di seguito il link alla polizia postale), ma la stessa andrebbe comunque sottoscritta poi di persona. Pertanto, alla fine il lettore dovrà comunque recarsi fisicamente presso il comando presente sul territorio. 

Si consiglia, qualora questi volesse sporgere denuncia oralmente, di preparare comunque un promemoria ove segnare tutte le tappe che l’hanno portato ad imbattersi in questi malintenzionati: dal primo contatto online fino alla conclusione dell’acquisto, sia sempre minuzioso nei dettagli. E’ bene che corredi il tutto con la documentazione in possesso (anche se le fatture sono false non fa nulla) e con le comunicazioni intercorso (email, pec, raccomandate, ecc.). E’ il caso che comunichi anche eventuali numeri di telefono in suo possesso. 

Una volta sporta la denuncia, il lettore deve recarsi immediatamente presso l’istituto di credito ove ha effettuato il pagamento e comunicare l’accaduto: è vero che la banca restituisce il danaro solamente nel caso di intrusione indebita nel proprio conto, ma è comunque opportuno segnalare tutto, in modo tale da bloccare eventuali prelievi non autorizzati. 

Altro non può fare, in quanto dovranno essere gli inquirenti ad effettuare le indagini. Deve mantenersi sempre disponibile per eventuali chiarimenti che dovessero servire all’autorità. 

Si consiglia infine al lettore, quando sporgerà denuncia, di precisare (o far precisare) al termine della stessa la sua volontà di essere informato dell’eventuale richiesta di archiviazione da parte della Procura al fine di manifestare opposizione. Spesso accade che, nei casi di truffe online, non si sia in grado di rintracciare gli autori; se il crimine resta senza colpevole, il p.m. potrebbe anche disporre l’archiviazione della notizia di reato senza che il lettore ne sappia nulla. Inserendo al termine della denuncia la volontà di essere informato dell’eventuale archiviazione, la Procura sarà obbligata a comunicarglielo e il lettore potrà manifestare la sua opposizione davanti al giudice. 

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva 


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