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Come non prendere la multa al semaforo

11 Luglio 2019
Come non prendere la multa al semaforo

Contravvenzioni semaforo rosso o giallo, cosa fare per non essere fotografati o contestare il verbale della polizia.

Per non prendere una multa al semaforo esiste un metodo infallibile: fermarsi col giallo e, soprattutto, prima della linea orizzontale sulla strada. Difatti, le contravvenzioni non fanno distinzione tra chi passa col rosso e chi, invece, attraversa l’incrocio con la luce gialla ancora accesa, né tra chi si ferma dopo pochi centimetri dalla linea di stop e chi invece tira dritto.

Fino a qualche tempo fa, a prendere la multa al semaforo rosso erano i più sfortunati, quelli cioè che incontravano un’auto della polizia nelle vicinanze. Oggi, invece, ci sono i controlli elettronici fatti con telecamere sempre più sofisticate, in grado di segnalare lo spostamento millimetrico dell’auto. Fare i furbi è diventato difficile. Ciò nonostante esistono dei modi per non farsi multare ed, eventualmente, annullare la contravvenzione. Vediamo quali sono.

Passare col giallo solo in casi straordinari

La regola numero uno per non prendere la multa al semaforo è sapersi comportare con il giallo. La legge ti impone di fermarti sia con il rosso che con il giallo.

Potrebbe però succedere che, pochi attimi prima del passaggio all’incrocio, quando ancora il semaforo è verde, la luce diventi sul più bello gialla. In tal caso, se dovessi frenare all’improvviso, potresti divenire un pericolo per la circolazione, per cui la legge ti consente eccezionalmente di passare nonostante il giallo, avendo però cura di farlo nel più breve tempo possibile e liberando la strada al più presto.

Ciò significa che, se stai camminando lungo la strada e già hai visto il semaforo diventare giallo, non dovrai accelerare per non perdere l’occasione di passare, ma devi rallentare dolcemente e fermarti.

Non fermarti mai al di là della striscia orizzontale

Per il Codice della strada devi fermarti prima della linea di stop disegnata sull’asfalto [1]. La stessa Cassazione [2] ritiene legittima la contravvenzione anche quando il conducente si è fermato prima dell’incrocio, ma pochi metri dopo la striscia bianca orizzontale. Insomma, per la multa basta superare la linea a terra.

Tuttavia, la telecamera non è in grado di funzionare correttamente se non raggiungi almeno il centro dell’incrocio. Difatti, per la validità della multa è necessario che esistano due fotogrammi: il primo deve ritrarre la tua auto mentre è a cavallo con la linea di stop con il semaforo già rosso, il secondo invece deve mostrare l’auto che si trova all’incirca al centro dell’incrocio. Pertanto, se superi lo stop, ma ti fermi prima di quest’area, non verrà scattata la seconda foto e non sarai multato.

Ciò significa che, se sei costretto a passare col rosso per lasciare la strada a un’ambulanza, eviterai ugualmente la multa.

Come ha scritto il tribunale di Massa [3], ciò che rileva è la prova, nel rilievo fotografico, della posizione dell’autovettura all’atto del superamento della linea di arresto, con la lanterna proiettante la luce rossa, e la seconda fotografia scattata più o meno al centro dell’incrocio. Di conseguenza, deve ritenersi provata la violazione contestata qualora, dalle fotografie scattate dall’ente impositore, emerga che il veicolo iniziava l’attraversamento quando il semaforo proiettava la luce rossa.

La segnaletica non è necessaria

Per i controlli elettronici al semaforo non è necessario il cartello con l’avviso preventivo come invece avviene con l’autovelox; né è obbligatoria la contestazione immediata. Dunque, se da un lato potresti trovarti sul più bello a tu per tu con una telecamera non segnalata, dall’altro lato potresti accorgertene solo molto tempo dopo, quando la multa ti arriverà a casa. Il poliziotto, insomma, non deve per forza essere nelle vicinanze e fermarti.

Attenzione alle strade a più corsie

Se un incrocio ha più corsie, devi avere ben presente dove vuoi andare e incanalarti nello spazio indicato dalla segnaletica. Ad esempio, immagina un incrocio con due corsie: in una si incolonnano le auto che vogliono proseguire diritto e nell’altra quelle che intendono svoltare a sinistra. Ti posizioni in quest’ultima corsia. Vedendo, però, che si fa verde prima l’altra freccia direzionale decidi di cambiare percorso e vai dritto. In questo caso, sarai multato. Difatti, i sistemi di controllo elettronico riescono a registrare il passaggio su una certa corsia e non la direzione in cui i veicoli effettivamente procedono. Quindi, per esempio, se un semaforo è rosso sulla corsia di centro e verde in quella di sinistra, chi usa la corsia dove c’è il rosso e poi gira a sinistra viene multato.

Lo stato di necessità

Se stai trasportando qualcuno in ospedale o hai un’altra urgenza grave, l’eventuale multa per il passaggio col rosso può essere annullata. Ma attenzione: sei tu a dover dimostrare lo stato di necessità. E se non sei stato fermato immediatamente dal vigile, dovrai fare ricorso contro il verbale dinanzi al giudice di pace.

Lo stato di necessità è solo quello che attiene al pericolo di un danno grave alla persona del conducente, di eventuali passeggeri o di altri soggetti (pensa ad esempio alla telefonata di un genitore anziano che chiede soccorso). Se, però, c’è già qualcun altro che può prendersi cura del malato – come ad esempio nel caso di un familiare che è già stato trasportato in ospedale o per i quale è in arrivo il 118 – la multa non può essere annullata.

Per la Cassazione [4], l’esimente dello stato di necessità non vale quando la situazione di pericolo riguarda un animale (nella specie, un medico veterinario aveva presentato opposizione alle sanzioni irrogategli per sorpasso di autovetture ferme ad un semaforo rosso, invasione dell’opposta corsia di marcia, violazione dello stesso semaforo rosso e velocità pericolosa in centro abitato, eccependo di aver agito per la necessità di provvedere a delle cure urgenti su di un cane).

note

[1] Art. 41 co. 11, cod. str.

[2] Cass. ord. n. 9276/18 del 16.04.2018.

[3] Trib. Massa sent. n. 437/2018.

[4] Cass. sent. n. 4834/2018.


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