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Limite uso contanti: vale solo per gli italiani?

12 Luglio 2019 | Autore:
Limite uso contanti: vale solo per gli italiani?

Il pagamento in contanti è possibile solo entro una determinata soglia: ecco il limite massimo, i soggetti ai quali si applica, le ipotesi di deroga e le sanzioni.

Vuoi comprare un divano nuovo e intendi pagarlo con denaro liquido. Devi rispettare dei limiti all’uso dei contanti? Hai un’agenzia di viaggi. Se un turista straniero acquista uno dei tuoi pacchetti, entro quale soglia potrà pagarlo in contanti? Il limite all’uso dei contanti per l’effettuazione di acquisti in Italia serve per contrastare l’evasione fiscale ma anche il riciclaggio di denaro proveniente da attività illecite.

In pratica, i contanti possono essere utilizzati per comprare beni e servizi, solo entro una determinata soglia. Superato il limite consentito bisogna ricorrere a quegli strumenti di pagamento dei quali rimane traccia come ad esempio gli assegni o i bonifici bancari/postali. Pertanto, meno contante è consentito utilizzare, più aumenta il volume delle operazioni tracciabili, che sono appunto maggiormente controllabili. Ma il limite all’uso dei contanti vale solo per gli italiani? La risposta è semplice: la normativa che lo prevede si applica a tutti i pagamenti, sia di prodotti sia di servizi o forniture, effettuati nel territorio della Repubblica Italiana da parte di cittadini italiani o comunitari ed anche da quelli provenienti da Paesi extra UE.

Tuttavia, ai non residenti in Italia si applica una deroga al limite all’uso dei contanti previsto per i nostri connazionali ma solo con riferimento agli acquisti effettuati per beni e servizi legati al turismo. Va precisato che in materia è opportuno essere adeguatamente informati al fine di evitare di entrare in contenzioso con l’Agenzia delle Entrate e di ricadere nell’ambito dell’applicazione della normativa antiriciclaggio. La violazione della stessa comporta infatti, per il trasgressore, sanzioni amministrative piuttosto elevate.

Qual è la storia dell’uso del contante in Italia

Negli ultimi anni, il nostro legislatore è intervenuto di frequente sulla disciplina normativa della circolazione del contante. In origine, la legge [1] aveva previsto un limite all’uso dei contanti pari ad  10.329,14 euro. Dopo diverse oscillazioni in aumento e in diminuzione, nel 2011 il così detto decreto “Salva Italia” [2], al fine di assicurare la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, aveva ridotto da 2.500 euro a 1.000 euro la soglia dei pagamenti in contanti e di utilizzo degli assegni bancari/postali trasferibili nonché dei libretti al portatore.

Nel marzo 2012 [3], il cosiddetto decreto “Semplificazioni” aveva introdotto una deroga alle norme sulla limitazione di circolazione del contante, per gli acquisti effettuati da cittadini extra UE presso commercianti al minuto nonché agenzie di viaggio e turismo.

Nello specifico, tale normativa consentiva a detti operatori economici e in riferimento agli acquisti legati al turismo, la possibilità di accettare da parte di cittadini extra UE non residenti in Italia pagamenti in contanti fino alla cifra di 15.000 euro. Detto limite era poi sceso a 10.000 euro con la direttiva europea contro il riciclaggio [4].

Con la Legge di stabilità del 2016 il limite dei pagamenti in contanti veniva riportato da 1.000 euro a 3.000 euro [5]. L’ultimo intervento legislativo in materia si è avuto con la legge di bilancio del 2019, la quale ha introdotto delle novità per quanto riguarda i trasferimenti in denaro contante per l’acquisto di beni e prestazioni di servizi legate al turismo, effettuati da stranieri non residenti in Italia. Ha, infatti, elevato il limite all’uso del contante a 15.000 euro mentre ha mantenuto invariato quello di 3.000 euro in tutti gli altri casi.

In cosa consiste il limite dei 3.000 euro

Il limite attualmente fissato all’utilizzo del contante è, quindi, di 3.000 euro come stabilito dalla legge di stabilità del 2016. La finalità è quella di favorire la tracciabilità dei pagamenti attraverso il divieto di trasferimenti anche frazionati di contante (ad esempio 3 pagamenti da 1.000 euro ciascuno), di libretti di deposito bancari e postali al portatore o di titoli in euro o in valuta estera a meno che il trasferimento non avvenga tramite banche, istituti di moneta elettronica e Poste italiane spa.

Inoltre, gli assegni bancari e postali, quelli circolari, i vaglia postali e cambiari, inclusi i vaglia della Banca d’Italia, di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare (oltre a data e luogo di emissione, importo e firma) l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile“.

I libretti di deposito al portatore devono essere estinti oppure il loro saldo deve essere ridotto al di sotto della soglia minima consentita.

Tale limite comporta che:

  • fino a 2.999,99 euro è possibile dare soldi in contanti ad un’altra persona o azienda;
  • da 3.000 euro in su è necessario l’utilizzo di strumenti tracciabili (bonifico bancario, carta di credito, ecc.) per poter trasferire risorse da un soggetto ad un altro.

Esempio: Tizio acquista un televisore nuovo che costa 1.500 euro. Il pagamento potrà avvenire in contanti. Se invece, deve saldare la ditta che gli ha effettuato dei lavori a casa, il pagamento dovrà necessariamente avvenire con assegno o mediante bonifico se la somma dovuta è pari o superiore a  3.000 euro.

Quali sono le sanzioni previste per la violazione del divieto

La legge [6] prevede l’applicazione di sanzioni salate per coloro che violano tale divieto. Si va infatti, da un minimo dell’1% ad un massimo del 40% quando l’importo trasferito è compreso tra 1.000 euro e  50.000 euro. Si sale tra il 5% e il 40% in caso di trasferimenti di importi superiori.

Più precisamente per le violazioni del limite del contante:

  • fino ad 250.000 euro, le sanzioni sono comprese tra un minimo di 3.000 euro e un massimo di  50.000 euro;
  • per quelle superiori a 250.000 euro, le sanzioni vanno da 15.000 euro a 250.000 euro.

Per i professionisti obbligati alla comunicazione della violazione (si pensi ad esempio a un dottore commercialista il quale è obbligato a segnalare eventuali operazioni sospette effettuate da un proprio cliente), si applicano sanzioni comprese tra 3.000 euro e 15.000 euro.

Come si commisurano le sanzioni

Le sanzioni vengono commisurate all’effettivo importo della violazione commessa.

Va precisato che la legge in vigore prevede il divieto di pagare ad uno stesso soggetto e nella stessa giornata, importi in contanti pari o superiori a 3.000 euro. Tuttavia, la stessa normativa consente il pagamento rateizzato in contanti di operazioni economiche che – fisiologicamente – si prestano a tale situazione: si pensi ad una cura medica presso il dentista per esempio.

A quali soggetti e quando si applica la deroga al limite dei 3.000 euro

La Legge di bilancio del 2019 pur lasciando intatta la soglia di 3.000 euro per quanto riguarda i “casi generali”, ha esteso la deroga già prevista per gli stranieri con riferimento alle operazioni compiute da commercianti e agenzie di viaggio. Il limite per l’utilizzo del contante da parte degli stranieri è infatti, diventato più flessibile.

La normativa prima vigente prevedeva per i soggetti non residenti in Italia la possibilità di pagare in contanti fino a 10.000 euro sia nel caso di acquisti al dettaglio sia per quelli effettuati presso le agenzie di viaggio.

La novità introdotta non riguarda solo l’innalzamento della soglia minima da 10.000 euro a 15.000 euro ma fa riferimento anche ai soggetti che possono beneficiare della deroga. Infatti, coinvolge oltre ai cittadini extra UE ad anche quelli che provengono da Paesi membri dell’UE.

Qual è l’ambito di applicazione della deroga al limite dei 3.000 euro

Le specifiche categorie di esercizi commerciali e prestazioni ai quali si applica il limite dei 15.000 euro per l’utilizzo del contante, sono quelle identificate da una legge del 1972 [7].

Nello specifico, si tratta di:

  • commercianti al dettaglio e soggetti assimilati  (è questo il caso di alberghi, ristoranti, ecc.) [8];
  • agenzie di viaggio e turismo che effettuano le operazioni per la organizzazione di pacchetti turistici costituiti da viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e connessi servizi [9].

Come usufruire della deroga al limite dell’uso del contante

Per potere usufruire delle deroga al limite ordinario all’utilizzo del contante, bisogna compiere determinati adempimenti. Più precisamente coloro che intendono aderire alla disciplina devono inviare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate osservando specifiche modalità e nei termini previsti [10].

Nel dettaglio il cedente del bene o il prestatore del servizio (cioè il commerciante o l’agenzia di viaggio e turismo) deve provvedere ai seguenti adempimenti:

  1. all’atto dell’effettuazione dell’operazione deve acquisire la fotocopia del passaporto del cessionario o del committente (in altre parole dello straniero che effettua l’acquisto) nonché una apposita autocertificazione di quest’ultimo, attestante che non è cittadino italiano e che ha la residenza fuori del territorio dello Stato;
  2. nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione deve versare il denaro contante incassato in un proprio conto corrente intestato presso un operatore finanziario, consegnando a quest’ultimo copia della comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate.

Quali sono le nuove regole per la gestione del contante

Dal 5 giugno 2019 sono cambiate le regole per la gestione del contante da parte degli istituti di credito, di moneta elettronica, di pagamento e per gli operatori non finanziari.

Lo scopo è quello di assicurare maggiori controlli sull’autenticità della moneta e sull’idoneità della circolazione sia per i controlli automatizzati sia per quelli effettuati mediante gli operatori. Sono stati disciplinati i termini, le modalità, il sistema per la comunicazione e le sanzioni che caratterizzano i gestori quali ad esempio banche o intermediari finanziari nella gestione del contante.

In parole più semplici, sono state introdotte nuove segnalazioni per le operazioni sospette al fine di aumentare il controllo e il monitoraggio della circolazione del contante e delle diverse attività.

La nuova disciplina si applica anche ai commercianti e alle case da gioco laddove operino tramite distributori automatici di contante. Vi rientrano ad esempio le Poste, gli istituti di moneta elettronica o quelli di pagamento che gestiscono contante e non solo istituti finanziari.  Anche i cambi valute dovranno segnalare eventuali banconote false.

Le sanzioni amministrative per l’omessa segnalazione o per il trattamento di banconote false vanno da 5.000 euro a 50.000 euro.

Abolizione limite contanti: GUARDA IL VIDEO

note

[1] Art. 1, D.L. n. 143/1991.

[2] D. L. n. 201/2011.

[3] D.L. n. 16 del 02.03.2012.

[4] Art 3 co. 1 D. L. n. 90 del 25.05.2017.

[5] L. n. 208/2015.

[6] D. Lgs. n. 90/2017.

[7] Artt. 22 e 74-ter del D.P.R. n. 633 del 1972.

[8] Art. 22 D.P.R. n. 633/72.

[9] Art. 74 – ter D.P.R. n. 633/72.

[10] Direttiva Agenzia delle Entrare 23 marzo 2012.


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