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Quando è permesso pensionarsi senza contributi

12 Luglio 2019 | Autore:
Quando è permesso pensionarsi senza contributi

È possibile ottenere la pensione senza aver versato contribuzione previdenziale all’Inps?

La pensione di vecchiaia e la pensione di anzianità o anticipata sono delle prestazioni di previdenza: sono, cioè, dei trattamenti che possono essere ottenuti solo dagli assicurati presso una gestione previdenziale, che hanno versato alla gestione un minimo di contributi.

Quanti contributi si devono versare per avere la pensione? Il numero minimo di versamenti per pensionarsi dipende dalla gestione previdenziale alla quale si è iscritti, dalla categoria di appartenenza e da ulteriori requisiti personali: presso la generalità delle gestioni Inps, ad esempio, la pensione di vecchiaia si ottiene con un minimo di 20 anni di contributi, se si hanno almeno 67 anni di età. La pensione anticipata si ottiene invece con 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne), senza bisogno di aver compiuto un’età minima.

Ma quando è permesso pensionarsi senza contributi?

La pensione senza contributi può essere ottenuta dalle persone in condizioni di bisogno economico, oppure dagli invalidi, se, ugualmente, in condizioni di bisogno. Si tratta però non di prestazioni di previdenza, ma di prestazioni di assistenza.

Gli invalidi possono, ad esempio, ottenere l’assegno di assistenza per invalidi civili, l’assegno di accompagnamento o specifici trattamenti per i non vedenti, i sordi, i talassemici.

Gli anziani non invalidi, ma in stato di povertà, possono ottenere l’assegno sociale e la pensione di cittadinanza. Infine, le persone non anziane, la cui famiglia versa in una situazione di bisogno economico, possono ottenere il reddito di cittadinanza. Ma procediamo con ordine.

Quando è permesso pensionarsi senza contributi agli invalidi

Gli invalidi possono ottenere delle pensioni senza aver versato contributi, se possiedono specifici requisiti. I trattamenti che è possibile ottenere sono:

  • la pensione d’invalidità civile, o assegno di assistenza per invalidi civili parziali: per il diritto alla prestazione deve essere riscontrata un’invalidità riconosciuta dal 74% al 99%, si deve essere in possesso dello stato di disoccupazione e non superare determinate soglie di reddito, pari a 4.906,72 euro annui per il 2019; la pensione mensile d’invalidità ammonta a 285,66 euro al mese e in certe condizioni può essere maggiorata;
  • la pensione d’inabilità civile: per il diritto alla prestazione deve essere riscontrata un’invalidità riconosciuta del 100% e non si deve superare il limite di reddito di 16.814,34 euro annui per il 2019; anche questa pensione mensile d’invalidità ammonta a 285,66 euro mensili e in certe condizioni può essere maggiorata;
  • l’indennità di frequenza: è una prestazione che ammonta a 285,66 euro al mese che spetta ai minori invalidi;
  • l’assegno sociale sostitutivo: spetta agli invalidi civili dal 74% che non superano determinati limiti di reddito;
  • l’indennità di comunicazione: è un’indennità che spetta ai non udenti;
  • la pensione per ciechi assoluti, la pensione per ciechi parziali, l’assegno per i decimisti e l’indennità per i ventesimisti: si tratta di prestazioni che spettano ai non vedenti;
  • l’indennità di accompagnamento: è una prestazione di assistenza non sottoposta alla prova dei mezzi, che spetta, cioè, indipendentemente dal reddito; il diritto alla prestazione sorge se è riscontrata un’invalidità del 100% e la non autosufficienza o l’impossibilità di camminare senza accompagnatore; per il 2019 l’assegno è pari a 517,84 euro mensili; non ci sono limiti di reddito per averne diritto; per i ciechi assoluti, ammonta a 915,18 euro mensili;
  • la pensione per i talassemici.

Quando è permesso pensionarsi senza contributi agli anziani in stato di bisogno

Gli anziani che hanno compiuto 67 anni di età e si trovano in stato di bisogno economico possono ottenere l’assegno sociale: si tratta di una prestazione di assistenza (che ha sostituito la vecchia pensione sociale), che spetta anche a chi non ha mai versato contributi.

L’assegno sociale ammonta a 457,99 euro al mese, e a determinate condizioni può essere maggiorato.

La prestazione, nello specifico, spetta ai cittadini che hanno un reddito al di sotto di determinate soglie e che non hanno diritto (fatta eccezione per alcuni casi particolari) ai trattamenti di previdenza ordinari, come la pensione di vecchiaia, anticipata o di anzianità.

Per il diritto all’assegno sociale bisogna soddisfare le seguenti condizioni:

  • aver compiuto almeno 67 anni di età, cioè l’età necessaria per il diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria Inps [1];
  • avere la cittadinanza italiana, o di un Paese europeo, o di un Paese Terzo, se il richiedente possiede il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
  • poter provare la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni nel territorio italiano;
  • aver percepito redditi per un importo non superiore a 5.953,87 euro annui, se non si è sposati;
  • aver percepito redditi per un importo non superiore a 11.907,74 euro annui, se si è sposati.

Quando è permesso pensionarsi senza contributi se si è poveri

L’assegno sociale può essere integrato, oltreché dalle maggiorazioni, anche, indirettamente, da un’altra prestazione di assistenza, recentemente istituita: si tratta della pensione di cittadinanza.

Questa pensione può essere ottenuta anche se non si ha diritto all’assegno sociale: spetta, infatti, a tutte le famiglie in cui sono presenti solo over 67 (o disabili gravi), in condizioni di bisogno economico.

Per la spettanza della pensione di cittadinanza, che può ammontare sino a un massimo di 1536 euro mensili, a seconda della numerosità della famiglia, il reddito familiare può ammontare (sempre in base alla consistenza del nucleo) ad una soglia massima che va da 7560 euro annui a 16.632 euro annui. Se si paga l’affitto o il mutuo, si può andare oltre questa soglia, purché l’Isee non superi un limite massimo che va da 9.360 euro a 20.592 euro.

E se in famiglia ci sono anche persone sotto i 67 anni di età? In questo caso, si può ottenere un’altra prestazione di assistenza mensile, d’importo massimo pari a 1380 euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo: si tratta del Reddito di cittadinanza, ed è riconosciuto attraverso una carta acquisti, la carta Rdc.

Per la spettanza del Reddito di cittadinanza, il reddito familiare può ammontare (in base alla consistenza del nucleo) ad una soglia massima che va da 6mila euro annui a 13.200 euro annui. Se si paga l’affitto o il mutuo, si può andare oltre questa soglia, purché l’Isee non superi un limite massimo che va da 9.360 euro a 20.592 euro.

Il Reddito di cittadinanza, a differenza della pensione di cittadinanza, può essere riconosciuto al massimo per 18 mesi, ed è rinnovabile di 18 mesi in 18 mesi: per aver diritto al sussidio, tutti i componenti della famiglia tra i 18 e i 65 anni si devono impegnare in attività di politica attiva del lavoro (ricerca di un’occupazione, incontri formativi, selezioni, attività di riqualificazione, progetti a favore della propria comunità), ad eccezione di alcuni casi particolari di esonero (studenti, categorie protette, beneficiari di pensione, lavoratori con reddito basso).

Per ottenere il reddito e la pensione di cittadinanza sono comunque previste ulteriori condizioni da rispettare, ad esempio non possedere, nel nucleo familiare, auto immatricolate nei 6 mesi precedenti, o moto immatricolate nei 2 anni precedenti, avere un patrimonio immobiliare non superiore a 30 mila euro (esclusa la casa di abitazione) ed un patrimonio mobiliare inferiore a specifici limiti (che variano a seconda della composizione della famiglia).


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