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Avviso di pagamento Tari immobile disabitato

20 Luglio 2019
Avviso di pagamento Tari immobile disabitato

Tari: come difendersi dall’avviso di pagamento dell’agenzia delle entrare riscossione? La tassa è dovuta se l’immobile è disabitato?

E’ possibile contestare l’avviso di pagamento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione qualora esso non sia stato preceduto da un avviso di accertamento emesso dal Comune.

Occorre infatti distinguere due ipotesi:

  1. il Comune non ha notificato alcun avviso di accertamento e l’avviso di pagamento dell’AER è il primo atto con il quale il lettore è venuto a conoscenza del tributo dovuto: in tale ipotesi l’avviso di pagamento è illegittimo, innanzitutto, in quanto privo dell’atto presupposto legittimante la riscossione e, in secondo luogo, perché privo di motivazione (obbligatoria per tutti gli atti tributari), con evidente violazione dell’iter di accertamento-riscossione, previsto dalla legge e dal regolamento comunale, e lesione del diritto di difesa del contribuente;
  2.  il Comune ha notificato un avviso di accertamento prima di affidare il ruolo all’agente della riscossione: in tale ipotesi, l’avviso di pagamento avrebbe dovuto richiamare l’avviso di accertamento. Tuttavia, se già c’è stato un accertamento, le eventuali contestazioni nel merito dei calcoli effettuati e delle esenzioni avrebbero dovuto formare oggetto di ricorso avverso esso (entro 60 giorni dalla notifica). Non sarebbe possibile oggi contestare l’avviso AER per vizi che il contribuente avrebbe dovuto denunciare nel termine di decadenza dalla notifica dell’avviso di accertamento.

Quanto all’immobile privo di arredi e utenze, è lo stesso regolamento comunale a prevedere, non l’esenzione, ma la riduzione al 50% della base imponibile per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. La giurisprudenza ha però previsto l’esenzione vera e propria quando il contribuente dimostra che l’immobile è inidoneo a produrre rifiuti perché inoccupato, inutilizzato e privo di arredo e utenze.

E’ possibile contestare l’avviso di pagamento presentando ricorso-reclamo in Commissione Tributaria: per importi sino a 50 mila euro, il ricorso tributario produce anche gli effetti del reclamo, con la conseguenza che, una volta notificato il ricorso all’AER e al Comune, essi hanno 90 giorni per accoglierlo o rigettarlo. In caso di rigetto o di mancata risposta entro 90 giorni, il contribuente potrà iscrivere la causa vera e propria nei successivi 30 giorni, pagando il contributo unificato.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Maria Monteleone


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