Diritto e Fisco | Articoli

Auto in divieto di sosta: quando non c’è multa

14 Luglio 2019
Auto in divieto di sosta: quando non c’è multa

Multe stradali, parcheggio con il pass invalidi, in seconda fila o con il divieto di sosta se c’è un’emergenza. Quando la contravvenzione può essere annullata. 

Parcheggiare in corrispondenza di un passo carrabile a mezzanotte, lasciare l’auto in seconda fila per comprare le medicine, usare il pass invalidi per giustificare una sosta sulle strisce blu senza pagare il ticket: sono alcuni degli esempi in cui l’automobilista si sente autorizzato a violare il codice della strada ed invece può essere multato.

Le multe per divieto di sosta sono quelle più frequenti ma anche le più leggere. Tanto leggere che, quasi sempre, il ricorso al giudice di pace costa di più della stessa sanzione se estinta nei primi cinque giorni (ossia con lo sconto del 30%).

Esistono, tuttavia, delle situazioni in cui la multa è illegittima. In questi casi, quando è evidente l’errore commesso dall’amministrazione, è possibile presentare un istanza di autotutela alla stessa polizia o un ricorso al Prefetto che dovrà decidere nei successivi 210 giorni.

In questo articolo abbiamo raggruppato alcune delle ipotesi più ricorrenti in cui ciò si verifica. Ma procediamo con ordine e vediamo quando non c’è multa per l’auto in divieto di sosta.

Divieto di sosta provvisorio

In occasione di una manifestazione, una potatura degli alberi o alcuni lavori di scavo sulla strada, il Comune potrebbe imporre un divieto di sosta “temporaneo”, di quelli segnalati con le strisce bianche e arancioni a catarifrangenti o con segnaletica amovibile. In questi casi, l’amministrazione deve rispettare alcune regole a beneficio di chi ha lasciato, sull’area, la propria auto ignorando che, nei giorni a venire, sarebbe scattato il divieto.

Innanzitutto i cittadini vanno informati con un congruo preavviso del divieto di sosta temporaneo: il Comune deve apporre i cartelli e gli altri mezzi di segnalazione almeno 48 ore prima dell’inizio del divieto ed in modo ben visibile [1].

Nella realtà succede invece spesso che la cartellonistica venga piazzata nelle strade senza rispettare il tempo minimo di preavviso e che sia posta in punti sbagliati. Può anche succedere che tale cartellonista sia spostata da agenti atmosferici. In casi del genere la multa è nulla e può essere impugnata.

Passo carrabile: attenzione al cartello

Il passo carrabile è tale solo se autorizzato dal Comune. Quindi, non bisogna farsi ingannare dagli avvisi apposti, di propria iniziativa, dai proprietari di negozi o di garage. Affinché un passo carrabile sia degno di rispetto, occorre che il titolare sia stato autorizzato ad esporre l’apposito cartello, che abbia seguito le modalità per la richiesta del permesso che l’affissione del cartello sia a norma di legge. Oltre ad avere rispettato i vincoli urbanistici.

Se il cartello non è in regola la multa è illegittima. Leggi Passo carrabile e parcheggio auto: quando la multa è nulla.

Per lo stesso ragionamento si può parcheggiare davanti a un cancello senza passo carrabile, anche se doveste trovare un cartello (scritto dal proprietario del cancello stesso) con scritto “Divieto di sosta”. Gli unici divieti sono quelli autorizzati dal Comune.

Ad ogni buon fine, ricorda che il passo carrabile è valido 24 ore su 24; non viene quindi sospeso durante la notte, quando ad esempio i negozi sono chiusi e non è necessario assicurare il transito dei mezzi per lo scarico della merce.

Ricorda anche che, se sei tu il titolare del passo carrabile, non puoi sostare davanti ad esso. Prenderesti di certo la multa per divieto di sosta. Difatti il passo carrabile ti dà solo il diritto di transitare per quel tratto di suolo pubblico ma non anche di oculare.

Auto in seconda fila per necessità

Potresti parcheggiare in divieto di sosta o in seconda fila per la necessità di acquistare un farmaco o per soccorrere un parente. In questo caso, puoi farti annullare la multa solo se dimostri che il tuo intervento era strettamente necessario (non c’erano cioè altre soluzioni) per salvare un’altra persona (o te stesso) da un grave danno alla persona. Quindi, se stai accorrendo per vedere se ci sono i ladri in casa non puoi farti annullare la multa: il danno, in questo caso, è infatti al patrimonio.

In queste ipotesi, si invoca il cosiddetto stato di necessità, che è una scriminante prevista dal codice penale per i reati, ma che si applica anche alle sanzioni amministrative. Ad esempio puoi parcheggiare in divieto di sosta se devi acquistare in farmacia una medicina salvavita; non saresti legittimato invece se il farmaco è contro il raffreddore. Sei perdonato anche se lasci l’auto in divieto per soccorrere un familiare che ha urgente bisogno di soccorso, ma non puoi farlo se è stato già chiamato il 118 o c’è un familiare già con lui. Ed è anche il caso di chi debba accompagnare dal medico o al pronto soccorso una persona che si è fatta male nell’immediatezza e sta perdendo molto sangue.  Leggi Quando si può parcheggiare in seconda fila.

Ricordiamo che, chi è munito di pass invalidi, può lasciare l’auto nelle zone di divieto di sosta, purché il parcheggio non costituisca intralcio alla circolazione.

Parcheggio vietato

Se non c’è divieto di sosta puoi essere ugualmente multato se non rispetti alcune semplici regole:

  • non parcheggiare vicino a una curva o più vicino di 5 metri a un incrocio;
  • non parcheggiare a spina di pesce se non c’è segnaletica orizzontale che ti autorizza a farlo (le strisce bianche o blu sull’asfalto). In assenza di segnaletica, l’unico modo per parcheggiare correttamente è in modo longitudinale al senso di marcia;
  • non parcheggiare contromano, ossia con la parte anteriore dell’auto verso diretta in senso opposto a quello di circolazione;
  • non invadere anche solo con una ruota il marciapiedi;
  • non parcheggiare in senso perpendicolare alla strada;
  • non invadere con le ruote lo spazio di un’altra striscia orizzontate che delimita l’area di parcheggio; l’auto deve entrare in un solo rettangolo.

Leggi Parcheggio vietato: tutto ciò che c’è da sapere.

Tachimetro non funzionante

Se il tachimetro più vicino non funziona o non ammette il pagamento con carte di credito dovrai verificare se, nelle adiacenze, ve n’è un altro operativo. In caso contrario, ti puoi allontanare e la contravvenzione è illegittima. Ma dovrai procurarti le prove di tale situazione, sicché ti consiglio di chiamare al numero che appare sul tachimetro per far presente il guasto.

La legge, in realtà, non specifica quale sia la distanza massima che debba esservi tra un parchimetro e l’altro, né stabilisce entro quale raggio l’automobilista sia tenuto a controllare (a piedi) che esistano parchimetri funzionanti. Certo è che non è richiesto al cittadino uno sforzo eccessivamente gravoso per raggiungere un altro apparecchio; tantomeno potrebbe essergli richiesto di raggiungerlo in auto (diversamente perderebbe il parcheggio tanto faticosamente cercato).

Se manca il cartello stradale

Il cartello stradale per eccellenza che segnala il divieto di sosta è quello verticale. Se il cartello verticale contrasta con la segnaletica orizzontale (quella disegnata sulla strada) prevale il primo. Quindi, se trovi le strisce blu sull’asfalto ma c’è un divieto di sosta non puoi parcheggiare. Se, però, manca il cartello verticale e trovi solo le strisce gialle non puoi ugualmente lasciare l’auto. la Suprema Corte ha detto che, per la validità dell’accertamento della violazione del divieto di sosta è sufficiente che vi sia la visibilità di un solo tipo di segnaletica (verticale od orizzontale), anche in difetto della compiuta e contemporanea visibilità di entrambi i tipi di segnaletica.

note

[1] Art. 6, lett. f C.d.S.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA