Bollette telefoniche solo mensili: arrivano i rimborsi

13 Luglio 2019 | Autore:
Bollette telefoniche solo mensili: arrivano i rimborsi

Il Consiglio di Stato ha rigettato definitivamente i ricorsi delle compagnie telefoniche: ora ai clienti spetta il rimborso su quanto pagato in più.

Le bollette telefoniche a 28 giorni sono illegittime: la fatturazione deve essere mensile. Il Consiglio di Stato ha dato torto alle tre compagnie (Fastweb, Vodafone e Wind) che avevano presentato ricorso contro la decisione del Tar, confermando quindi sia le multe irrogate a loro carico dall’Agcom sia l’obbligo di indennizzare i consumatori per quanto hanno pagato in più. Rimane fuori la Tim, che aveva proposto ricorso a parte e il suo caso dovrà essere ancora deciso, ma alla luce dell’orientamento manifestato dai giudici sembra scontato che anche questo operatore dovrà adeguarsi. La decisione sulle bollette a 28 giorni ora è definitiva: dopo che sono stati respinti i ricorsi, arrivano i rimborsi tanto attesi dai clienti che da giugno 2017 si erano visti addebitare in bolletta i canoni ed i costi di traffico sulla base di un periodo di quattro settimane di durata (28 giorni appunto) anziché mensile.

Con il metodo della fatturazione a 28 giorni i gestori telefonici avevano ottenuto in maniera facile una “tredicesima” bolletta da pagare per ciascun anno. In favore dei consumatori, era subito intervenuta l’Agcom – che aveva emesso il provvedimento poi impugnato dalle compagnie con i ricorsi che adesso sono stati respinti – ed anche il legislatore [1], ma le società, anziché adeguarsi, avevano aumentato le bollette mensili dell’8,6% in modo da “spalmare” l’importo della tredicesima bolletta sulle altre 12. L’Agcom aveva contestato anche questo provvedimento ed aveva stabilito che le somme pagate in più avrebbero dovuto essere rimborsate entro il 31 dicembre 2018: la pendenza dei ricorsi amministrativi aveva però “congelato” le restituzioni fino ad oggi, quando il nodo è stato finalmente sciolto ed il Consiglio di Stato si è espresso in via definitiva. Via libera ai rimborsi, quindi, ed anche alle multe irrogate dall’Agcom alle compagnie (che però il Tar aveva dimezzato ed il Consiglio di Stato ha confermato questa decisione).

Come verranno restituiti ai clienti gli importi pagati in più? Dovranno essere stornati nelle successive fatture. Quindi, le somme pagate oltre il dovuto in questi anni andranno a credito dei clienti e compenseranno i consumi futuri, fino al completo conguaglio. Si tratta complessivamente di circa un miliardo di euro da restituire, secondo le stime delle associazioni dei consumatori. Alcune compagnie stanno già proponendo ai loro clienti alcuni servizi extra (giga in più, chiamate gratuite, ecc.) in cambio della loro rinuncia al rimborso monetario: si tratta di proposte da valutare caso per caso, per verificare se il valore del pacchetto proposto è maggiore della somma espressa in euro. Bisogna considerare che le cifre da rimborsare oscillano mediamente tra i 18 ed i 50 euro per ogni cliente e che non si è tenuti ad accettare le proposte alternative: se non si risponde all’offerta del proprio gestore, spetterà il rimborso in euro con accredito automatico nelle prossime bollette.


note

[1] D.L. 16 ottobre 2017 n. 148, convertito, con modificazioni, in Legge 4 dicembre 2017, n.172.


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