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Rumori in condominio

13 Agosto 2019 | Autore:
Rumori in condominio

Come comportarsi se in un condominio si avvertono rumori fastidiosi provenienti dai vicini

La vita in condominio non è semplice. Vivere fianco a fianco con tante persone genera inevitabilmente problemi. Ed uno dei motivi che causa più frequentemente discussioni e liti è senza dubbio quello legato ai rumori. In ambito condominiale i rumori che possono provocare fastidio e stress possono essere di varia natura: pianti di neonati in ore notturne, calpestio con scarpe pesanti, televisori o videogiochi accesi con volume elevato, esercitazioni con strumenti musicali (ad esempio violino o pianoforte o batteria), abbaiare di cani o miagolii di gatti, trascinamento di sedie o armadi e chi più ne ha, più ne metta. Convivere con questo tipo di rumori è assai complicato soprattutto se non si tratta di un fastidio temporaneo, ma di un problema che si prolunga nel tempo senza una soluzione definitiva. In questi casi i problemi potrebbero risolversi rapidamente se regnasse il buon senso e la civiltà. Basterebbe infatti segnalare educatamente la questione al vicino rumoroso ed altrettanto educatamente evitare di ripetere il rumore e la problematica sarebbe eliminata con reciproca e completa soddisfazione. Ed invece i rumori in condominio restano uno dei più frequenti motivi che portano gli abitanti dei condomini a rivolgersi ad avvocati e tribunali con un notevole dispendio di risorse. Nel’’articolo che segue illustreremo i modi attraverso cui, vivendo in un condominio, ci si può tutelare in presenza di rumori provenienti dall’appartamento confinante.

Cosa faccio se il vicino è rumoroso?

Se vivo in un condominio ed il mio vicino è rumoroso, la prima cosa da fare è verificare se esiste nel regolamento condominiale una clausola relativa ai divieti di attività rumorose.

Occorrerà allora rivolgersi all’amministratore condominiale (se non si dispone del testo del regolamento) e consultare le norme condominiali.

Se nel regolamento condominiale sarà presente una clausola relativa ai divieti di attività rumorose occorrerà poi accertare che l’attività rumorosa del vicino coincida esattamente con quella vietata.

Se, ad esempio, il mio vicino usa zoccoli rumorosi nelle ore del riposo notturno ed il regolamento condominiale vieta proprio l’uso di calzature rumorose in quelle ore, allora della questione sarà obbligato ad occuparsi l’amministratore condominiale.

L’amministratore, infatti, è per legge obbligato a far rispettare il regolamento condominiale [1] e se gli sarà stata segnalata una violazione di esso e lui stesso l’avrà accertata, dovrà poi richiamare per iscritto il condomino rumoroso al rispetto della norma violata.

Inoltre, in caso di accertata violazione di una norma del regolamento condominiale, l’assemblea condominiale, se lo prevede il regolamento stesso, può irrogare al condomino responsabile una sanzione di importo fino ad euro 200,00 (fino ad euro 800,00 in caso di recidiva) votando con la maggioranza di almeno 500 millesimi [2].

Nei condomini in cui non c’è un amministratore, la questione può essere portata direttamente in assemblea perché vengano adottati gli opportuni provvedimenti (compresa l’irrogazione della sanzione pecuniaria se è prevista dal regolamento condominiale).

Il condomino rumoroso può essere sanzionato dall’assemblea

Come agisco se il regolamento condominiale non vieta i rumori?     

Cosa potrà fare il condomino infastidito se invece il regolamento condominiale non dovesse contenere alcun divieto di attività rumorose o se il rumore prodotto dal vicino non fosse tra quelli vietati dal regolamento?

In questi casi, non rari, l’amministratore non potrebbe far nulla e per risolvere la questione bisognerà direttamente affrontare il proprietario dell’appartamento da cui provengono i rumori o l’inquilino che vi abita (se si tratta di appartamento condotto in affitto).

Se le vie bonarie non dovessero raggiungere il risultato sperato, bisognerà rivolgersi ad un legale per avviare, se necessario, una causa civile per far cessare le cosiddette immissioni superiori alla normale tollerabilità [3].

In questo tipo di causa occorre dimostrare al giudice la provenienza dei rumori (dall’appartamento confinante) e la loro intollerabilità, cioè il superamento della soglia oltre la quale i normali e tollerabili rumori di fondo diventano illeciti (tenendo conto della zona, residenziale o meno, in cui essi vengono percepiti).

L’intollerabilità dei rumori, soprattutto dei rumori che si propagano tra appartamenti ad uso abitativo, può essere dimostrata in giudizio non solo attraverso costose perizie (che il giudice ha la facoltà di far effettuare da un perito d’ufficio), ma anche attraverso testimoni che siano in grado di confermare in udienza il tipo di rumori avvertiti, la frequenza di essi, l’ora in cui vengono percepiti e la loro intensità.

La causa per ottenere la cessazione dei rumori molesti può essere avviata anche per richiedere il risarcimento dei danni subiti a causa di essi: naturalmente bisognerà dimostrare al giudice che un danno effettivamente sussiste (ad esempio esibendo perizie mediche che accertino uno stato di stress e che lo colleghino ai rumori in modo diretto), mentre per la quantificazione del danno stesso è possibile anche affidarsi ad una valutazione equitativa del giudice.

I rumori che superano la normale tollerabilità sono vietati

note

[1] Art. 1130 cod. civ.

[2] Art. 70 disp. att. cod. civ.

[3] Art. 844 cod. civ.


1 Commento

  1. Non per essere logorroico, ma dopo sessant’anni di una talvolta travagliata vita condominiale, dopo aver letto l’articolo dell’avv.to Angelo Forte lasciatemi fare alcune considerazioni… Chissà mai che possano essere utili a qualcuno…
    Iniziamo con il dire che, il momento in cui devi far notare al tuo vicino di casa che “ingenera” dei fastidi di qualunque tipo, è già tardi perché costui – il vicino “indiscreto” – avrebbe dovuto/dovrebbe accorgersene motu proprio, prevenendoli ed evitandoli… quando poi non abbia la faccia tosta di risponderti: “Sono a casa mia e faccio quel che mi pare”, sic! E allora, in casi del genere, lotta dura senza paura perché a tali soggetti è inutile spiegare il significato della parola LOGICA.
    Un esempio: un conto è la necessità di fare un trasloco, un altro è fare i preparativi alle due/tre di notte senza curarsi del riposo altrui “perché io lavoro e non posso occuparmene di giorno”! Se proprio non puoi occupartene di giorno, mio caro condòmino prepotente, prenditi un giorno di ferie ed EVITA di fracassare i timpani e la tranquillità notturna al tuo prossimo che pure lui lavora e ha la irrinunciabile necessità di dormire.
    E continuando: appena entri in casa, che sia l’alba o il tramonto o mezzodì o mezzanotte, PANTOFOLE ai piedi obbligatorie, NON insopportabili e martellanti zoccoli di legno, magari pure senza la gomma sotto la suola; e se tu o i tuoi figli o tua moglie avete la camminata dell’ippopotamo, i piedi imparate a sollevarli che sennò a quello di sotto viene il travaso di bile a ogni passo che fate… E qui torna la famosa LOGICA di cui sopra: chi ha la sconsiderata idea di camminare con gli zoccoli in casa (ma anche in albergo durante le ferie) è bruciato in partenza, ça va sans dire… Qua si torna a quanto in premessa: quando si deve far notare a qualcuno che “così non va”, è già tardi!
    Andiamo avanti: sotto sedie, tavoli, mobili, letti, divani, elettrodomestici, in particolare se soggetti a spostamenti quotidiani (certi inquilini sembra che debbano spostare l’accampamento più volte al giorno…), sono indispensabili i feltrini silenziatori. Non è necessario fare un mutuo, per acquistarli, bastano pochi centesimi e durano anni.
    Radio, tv, apparecchi vari che diffondono magari una insopportabile musica rompitimpani, oggi tanto “in”, vanno tenuti, oltre che a volume moderato, anche distanziati dalle pareti (non voglio farmi massacrare le orecchie dall’ultimo complesso alla moda pieno di sonorità “tambureggianti” mentre ascolto la VII di Beethoven o Brahms o Mozart o Schubert visto che, a mia volta, m’impongo di non imporla al mio prossimo): il frastuono che fanno questi apparecchi, oltre che farsi sentire a 360° tutt’intorno si propaga lungo le pareti divisorie degli appartamenti, pareti nelle case moderne notoriamente fatte di “carta velina”, e si trasmette sia verso l’alto sia verso il basso. Un altro esempio: se abito al terzo piano e il condominio ha sei piani, il frastuono degli incivili arriva sia all’ultimo piano sia a piano terra. Vi è mai capitato? Fateci caso… E non sempre si tratta di ragazzini che potrebbero avere qualche attenuante, data la costante “assenza” in termini educativi dei genitori, bensì spesso si tratta di arroganti cinquantenni o sessantenni…
    Le porte d’accesso del vostro appartamento non sono quelle del vostro castello medievale con tanto di ponte levatoio, quindi, entrando e uscendo, accompagnatele e non sbattetele che tra l’altro, così facendo, si rompono pure prima del tempo. Hanno una maniglia: USATELA!
    Se stendete la biancheria non è necessario che la offriate in mostra a quello del piano di sotto; fatelo in modo tale da non ingenerargli un inutile fastidio. Se la piegate al massimo ci metterà qualche minuto di più ad asciugare, ma eviterete di farvi mandare a quel paese dal… sottostante!
    Da ultimo ASTENETEVI DAGLI ATTI EMULATIVI, arte in cui i condòmini non sono secondi a nessuno. Vi è mai successo di trovare sotto casa la portiera dell’auto “sfregiata” dal mattacchione di turno?
    Per concludere, non potendo farsi giustizia da soli con il napalm, va da sé che, con queste premesse, la lite è inevitabilmente dietro l’angolo, quindi il Giudice con tanto di contorno di “dolenti note” e di lungaggini giudiziarie… E qui si sa quando si comincia, ma mai quando si finisce…

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