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Che fare se il padre non rispetta il diritto di visita sui figli

14 Agosto 2019 | Autore:
Che fare se il padre non rispetta il diritto di visita sui figli

Affidamento della prole: come funziona? Cos’è il diritto di visita? Rifiutare di vedere i propri figli è reato? Cosa fare contro il padre che non visita i figli?

Il matrimonio è quel vincolo che unisce due persone di sesso diverso e dal quale nascono diritti e doveri che i coniugi sono tenuti a rispettare: ad esempio, una coppia sposata è tenuta a coabitare, a garantirsi reciprocamente assistenza morale e materiale, ad essere fedeli l’un l’altro. Questi doveri vengono meno quando il matrimonio giunge al termine, cioè quando i coniugi si separano o, addirittura, divorziano. Pensa all’obbligo di fedeltà: due coniugi oramai separati possono cominciare a rifarsi una vita, seppur debbano attendere il divorzio per risposarsi. La fine del matrimonio non incide, però, sui doveri nei confronti della prole: questa va comunque mantenuta e il genitore non affidatario deve recarsi a far visita al figlio secondo le modalità stabilite dal giudice. Che fare se il padre non rispetta il diritto di visita ai figli?

Si tratta di un’ipotesi purtroppo frequente: i genitori si separano e il giudice decide che i figli devono continuare a vivere con la madre; stabilisce i giorni e gli orari durante i quali il padre può far loro visita; questi, però, se ne disinteressa completamente. Cosa fare in questi casi? Ci si può rivolgere al giudice? Si può obbligare il padre a vedere il figlio? Se anche tu ti trovi in una situazione del genere e vuoi sapere come devi comportarti, sei nel posto giusto. Prenditi dieci minuti di tempo e prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare se il padre non rispetta il diritto di visita sui figli.

Quali sono i doveri dei genitori verso i figli?

Come anticipato, dal matrimonio sorgono diritti e doveri in capo ad entrambi i coniugi; tali situazioni giuridiche, però, si affievoliscono fino a venire meno completamente nel momento in cui il matrimonio finisce, prima con la separazione e poi col divorzio.

Quanto appena detto non vale per i doveri verso i figli: due persone che mettono al mondo dei bambini potranno pur sempre lasciarsi, ma i loro obblighi nei confronti della prole restano intatti. Certo, non si può dire che non cambi proprio nulla: una cosa è accudire i figli nella comune casa familiare, un’altra è vederli rispettando un calendario di incontri e inviare loro un assegno di mantenimento.

Ciò che voglio dire è che, anche se l’unione sentimentale tra due persone finisce, i doveri giuridici nei confronti dei figli restano intatti; semmai, cambiano un po’ nella forma. Quali sono i doveri dei genitori nei riguardi della prole?

È la legge [1] a dircelo: il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare e assistere moralmente i figli, nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. Questi obblighi sopravvivono alla fine del matrimonio: alcuni permangono praticamente per sempre (il genitore sarà sempre tenuto a versare gli alimenti al figlio in difficoltà, oppure ad accoglierlo in casa se rimane senza un tetto sotto cui vivere), mentre altri cessano nel momento in cui il figlio sia economicamente indipendente (mi riferisco al mantenimento).

Quali sono i diritti dei figli?

In maniera praticamente speculare a quanto detto sinora, la legge prevede anche i diritti dei figli nei confronti dei genitori. Quali sono? La legge [2] dice che il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni. Il figlio ha altresì il diritto di crescere in famiglia e di mantenere rapporti significativi con i parenti.

Proprio quest’ultimo diritto è quello che subisce la maggiore modificazione a seguito della separazione dei genitori: ed infatti, se madre e padre decidono di vivere separatamente, la prole non potrà più crescere nella comune serenità familiare di prima, ma verranno affidati ad uno dei genitori oppure ad entrambi, modulando il diritto di visita.

Anche a seguito della separazione, il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Affidamento della prole: cosa dice la legge?

Per capire cosa fare se il padre non rispetta il diritto di visita ai figli bisogna prima capire come funziona l’affidamento della prole. Quando due persone si lasciano, occorre innanzitutto prendere adeguati provvedimenti per i figli minorenni; la prima decisione da prendere è: con chi andranno a vivere? È chiaro infatti che le cose non possono continuare come prima, visto che la casa familiare verrà assegnata solamente a un coniuge e i figli, pertanto, potranno abitarvi solamente con uno di essi.

La legge [3] dice che, a meno che non vi siano evidenti cause impeditive, per i figli è opportuno scegliere l’affido condiviso. Cosa significa? Vuol dire che, nei limiti del possibile, la prole deve continuare a stare con entrambi i genitori, suddividendo equamente il tempo da trascorrere con l’uno e con l’altro.

Perché l’affidamento sia congiunto è necessario, però, che i figli possano concretamente continuare a frequentare entrambi i genitori. Ciò ovviamente non può avvenire in tutta una serie di circostanze: pensa alla madre vada a vivere all’estero, oppure al padre che decida di convivere sin da subito con un’altra persona.

Diritto di visita: cos’è?

Abbiamo detto che, in caso di separazione dei genitori, il giudice deve preferire l’affidamento condiviso; quando ciò non è possibile, stabilisce a quale genitore i figli debbano essere affidati, in via prevalente oppure esclusiva, determinando i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli.

Generalmente, per diritto di visita si intende quello che esercita il genitore non collocatario, cioè il genitore a cui il giudice non ha affidato i figli. Il diritto di visita, quindi, riguarda di norma i casi in cui la prole sia affidata ad un unico genitore.

Il diritto di visita, però, è anche quello del genitore a cui i figli non siano stati affidati in maniera prevalente, oppure addirittura quello che esercita il genitore che ha ottenuto l’affido condiviso, nel momento in cui il figlio non è presso di sé.

La Corte di Cassazione [4] ha infatti stabilito che, pur nell’ambito di un affido di tipo condiviso, il giudice può stabilire modalità e tempi di frequentazione, nell’esclusivo interesse dei minori. In altre parole, nemmeno l’affidamento congiunto esclude la collocazione prevalente presso uno dei genitori.

Possiamo quindi definire il diritto di vista come il diritto del genitore di avere dei giorni, più o meno prestabiliti, da trascorrere in modo esclusivo con il figlio, in un luogo diverso dalla sua residenza abituale e per un periodo limitato. Questo è il metodo scelto dal legislatore per permettere al genitore che non vive quotidianamente il figlio di mantenere con lo stesso il legame genitoriale.

Padre non fa visita al figlio: è reato?

Veniamo ora al punto cruciale del nostro articolo: cosa succede se il padre non rispetta il diritto di visita sui figli? Si può invocare l’intervento del giudice oppure quello dell’autorità pubblica? Ebbene, bisogna sin da subito dire che il genitore non può essere obbligato a far visita al proprio figlio: nessun giudice può imporre al padre di recarsi dalla prole per trascorrere del tempo insieme.

Secondo la giurisprudenza [5], il genitore che non esercita il suo diritto di visita non commette alcun reato, poiché il provvedimento del giudice che gli consente di vedere il figlio affidato all’ex coniuge gli attribuisce una mera facoltà, non un obbligo. In altre parole, il padre non può essere costretto a vedere il figlio, anche se quest’ultimo ne dovesse risentire.

Anche altra giurisprudenza di merito [6], ha stabilito che il genitore che non rispetta gli accordi di separazione e, in particolare, quello di fare visita al figlio, non può essere condannato penalmente per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

Attenzione, però: un conto è non voler esercitare il diritto di visita, un altro è privare la propria prole dei mezzi necessari alla sussistenza. In quest’ultima circostanza scatta il reato di violazione degli obblighi assistenziali, violazione che è punita sia in costanza di matrimonio [7] che successivamente, in fase di separazione o di divorzio [8].

In poche parole, il genitore che non vuole vedere il figlio è libero di farlo, ma non potrà mai sottrarsi all’obbligo di mantenerlo fino a quando non sarà economicamente indipendente. Quindi, il genitore che non versa l’assegno di mantenimento a favore del figlio commette sempre reato.

Madre non fa vedere il figlio al padre: cosa succede?

Del tutto diversa è la situazione se è la madre collocataria a non far vedere il figlio al padre: costei, infatti, commette reato. A stabilirlo è la Corte di Cassazione, la quale ha affermato che il genitore che ostacola il diritto dell’ex coniuge a veder il proprio figlio come stabilito in sentenza si macchia del reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice [9].

Secondo il codice penale [10], è punito con la reclusione fino a tre anni o con la multa da 103 a 1032 euro, a querela della persona offesa, chi elude un provvedimento assunto nel procedimento di separazione personale dei coniugi o nel procedimento di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ovvero ancora l’esecuzione di un provvedimento del giudice civile, ovvero amministrativo o contabile, che concerna l’affidamento di minori o di altre persone incapaci

Cosa fare se il padre non fa visita ai figli?

Come deve comportarsi la madre nell’ipotesi in cui il padre non faccia visita ai figli, così come stabilito dal giudice? Ebbene, il genitore non inadempiente può rivolgersi al giudice per chiedere la sanzione del comportamento mantenuto dal padre che non fa visita alla prole: nello specifico, potrà chiedere la modifica delle condizioni di affidamento ed ottenere (se non ce l’aveva già) l’affido esclusivo dei figli. Ma non solo.

Il codice [11] dice che, in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, il giudice può modificare i provvedimenti in vigore e può:

  • ammonire il genitore inadempiente;
  • disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore;
  • disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti dell’altro;
  • condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria, da un minimo di 75 euro a un massimo di cinquemila euro a favore della Cassa delle ammende.

note

[1] Art. 147 cod. civ.

[2] Art. 315-bis cod. civ.

[3] Art. 337-bis cod. civ.

[4] Cass., ordinanza n. 22219/2018.

[5] Trib. Nocera Inferiore, Ufficio Gip, sent. del 14.03.2018.

[6] Trib. Ascoli Piceno, sent. n. 641 del 06.05.2016.

[7] Art. 570 cod. pen.

[8] Art. 570-bis cod. pen.

[9] Cass., sent. n. 38608/2018.

[10] Art. 388 cod. pen.

[11] Art. 709-ter cod. proc. civ.

Autore immagine: Unsplash.com


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