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Quando posso superare i limiti di velocità?

15 Luglio 2019 | Autore:
Quando posso superare i limiti di velocità?

Quali sono i limiti di velocità? Quando possono essere superati senza incorrere in sanzione? Cos’è il margine di tolleranza? Cos’è lo stato di necessità?

Sicuramente sarai a conoscenza del fatto che sulle strade di tutta Italia vigono precisi limiti di velocità che devono essere rispettati per non incorrere in sanzioni e, soprattutto, per limitare al massimo il rischio di provocare un sinistro. Anche quando non c’è alcuna segnaletica, sulle strade c’è sempre un limite da rispettare: te ne parlerò nel corso di questo articolo. Vorrei soffermarmi, però, sui casi in cui è possibile superare i limiti di velocità.

La giurisprudenza ha aperto le porte ad alcune ipotesi in cui, pur essendo stato superato il limite oltre la normale soglia di tolleranza, non è possibile multare colui che ha infranto le regole del codice della strada. Se ti stai chiedendo quando posso superare i limiti di velocità, sei nel posto giusto: risponderò in maniera semplice e concreta alla tua domanda.

Limiti di velocità: quali sono?

Come anticipato, ogni strada ha un proprio limite di velocità; in assenza di espressa segnaletica verticale che fornisca indicazioni precise, il codice della strada impone i seguenti limiti generali di velocità:

  • 130 km/h in autostrada;
  • 110 km/h nelle strade extra-urbane principali;
  • 90 km/h nelle strade extra-urbane secondarie;
  • 50 km/h nei percorsi urbani.

Tali limiti valgono per tutti i veicoli entro le 3,5 tonnellate e possono essere ridotti in presenza di determinate condizioni oggettive (ad esempio, di tipo meteorologico oppure riferibili al tipo di veicolo guidato) o soggettive (per i neopatentati), oppure ancora quando c’è esplicita segnaletica verticale ad avvertire gli utenti della strada.

Violazione limite di velocità: quand’è tollerata?

Se esiste un comando, esiste anche la corrispondente sanzione: chi infrange i limiti sopra visti rischia di incorrere in una multa, e non solo. La legge, tuttavia, mostra una certa comprensione: esiste infatti un margine di tolleranza di 5 km/h per velocità inferiori a 100 km/m, e del 5% per velocità superiori.

In pratica, se il limite di velocità è di 90 km/h e tu procedi a 95 km/h, non ti potrà essere irrogata alcuna multa e, anche se ciò dovesse accadere, potrai giustamente fare impugnazione; se invece il limite è di 130 km/h, la tolleranza è estesa fino a 136,5 km/h.

Superamento limite velocità: com’è sanzionato?

Al di fuori delle ipotesi di tolleranza sopra viste, chi supera i limiti generali di velocità oppure quelli specificamente previsti per il suo caso, rischia di incorrere nelle seguenti sanzioni:

  • chi supera il limite massimo di velocità ma non oltrepassa i 10 km/h in eccesso (ad esempio, se il limite è 90 km/h e la velocità rilevata è 98 km/h) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da 41 a 169 euro;
  • chiunque supera di oltre 10 km/h ma non oltre 40 km/h il limite di velocità (ad esempio, limite di 90 km/h e velocità rilevata di 110 km/h) è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 169 a 680 euro, oltre alla decurtazione di tre punti dalla patente di guida;
  • chiunque supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 532 a 2.127 euro, oltre alla decurtazione di sei punti dalla patente di guida e alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno fino a tre mesi. Nel caso in cui l’infrazione venga reiterata nel successivo biennio, la sospensione della patente è prevista tra gli 8 e i 18 mesi;
  • se il limite di velocità viene superato di oltre 60 km/h, oltre all’ammenda che varia tra 829 e 3.316 euro e alla decurtazione di 10 punti dalla patente di guida, è prevista anche la sospensione della patente da un minimo di 6 fino a un massimo di 12 mesi. In caso di reiterazione del fatto entro i successivi due anni, la patente può essere revocata in maniera definitiva. Tutte le sanzioni di cui sopra sono maggiorate di un terzo se l’automobilista commette l’infrazione durante le ore notturne, cioè tra le 22 e le 7 del mattino successivo [1].

Se a commettere le violazioni appena viste è un automobilista neopatentato, la decurtazione dei punti e la sanzione pecuniaria, oltre che la sospensione della patente, è raddoppiata ed è prevista la revoca definitiva della patente.

Quando si possono superare i limiti di velocità?

Se stai leggendo questo articolo è perché vuoi sapere quando puoi superare i limiti di velocità senza incorrere in sanzioni. Ebbene, un caso lo abbiamo già visto: la legge tollera il superamento minimo del limite di velocità stabilito su ciascuna strada, prevedendo un margine di tolleranza di 5 km/h per velocità inferiori a 100 km/m, e del 5% per velocità superiori.

La giurisprudenza, però, oramai riconosce pacificamente un altro caso in cui è possibile superare impunemente il limite di velocità: si tratta dell’ipotesi in cui ricorra uno stato di necessità. In poche parole, se il limite di velocità non viene rispettato perché c’è il bisogno urgente di prestare soccorso ad una persona, oppure di mettere sé stesso in salvo, allora la multa per eccesso di velocità dovrà essere annullata. Approfondiamo meglio questo discorso.

Stato di necessità: quando si può superare il limite di velocità?

La legge [2] dice che non è mai punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, quando il pericolo non è da lui volontariamente causato, né è altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.

Si tratta della scriminante dello stato di necessità, applicabile in genere nel settore penale ma, talvolta, anche in quello civile e amministrativo. Secondo questo principio, anche se si viola la legge o si commette un illecito, non è punibile l’autore del fatto quando la sua condotta è giustificata dalla volontà di salvare se stesso oppure un’altra persona.

In applicazione di questo principio, i giudici [3] hanno annullato la multa per eccesso di velocità comminata al padre che stava correndo in auto per raggiungere la farmacia più vicina al fine di somministrare alla figlia di 14 mesi che era con lui i farmaci necessari a scongiurare la crisi respiratoria in atto.

Con questa sentenza i giudici hanno ricordato la norma [4] secondo la quale non risponde delle violazioni amministrative chi ha commesso il fatto nell’adempimento di un dovere o nell’esercizio di una facoltà legittima ovvero in stato di necessità o di legittima difesa.

Nello stesso senso si è espressa anche la Suprema Corte di Cassazione [5], annullando la multa per eccesso di velocità irrogata al genitore che non rispettava i limiti poiché il piccolo figlio che era con sé non stava bene.

Sempre la Corte di Cassazione, però, con altra sentenza [6], ha ricordato che lo stato di necessità giustifica il superamento dei limiti di velocità solamente se è in corso una patologia grave: nel caso di specie, la Corte ha rigettato il ricorso dell’automobilista che, in preda ai dolori di una colica dovuta da piccoli calcoli renali, aveva di molto superato i limiti (l’automobilista procedeva a 140 km/h laddove il limite era 70) pur di giungere il prima possibile l’ospedale.

Stato di necessità: quando giustifica il superamento dei limiti?

In sintesi, dall’applicazione giurisprudenziale della scriminante dello stato di necessità possiamo dire che si possono superare i limiti di velocità quando:

  • sia in pericolo la propria vita o quella altrui;
  • non ci sia altro modo che quello di superare i limiti di velocità;
  • anche se non c’è un effettivo rischio per la propria o l’altrui vita, il conducente è indotto a credere, in base a circostanze oggettive, che il pericolo sia imminente e non altrimenti evitabile (è il cosiddetto stato di necessità putativo, nel senso che l’agente crede in buona fede che non ci sia altro da fare. Ad esempio, se un genitore vede che il figlio piccolo ha una crisi respiratoria e supera i limiti di velocità per raggiungere l’ospedale, sarà giustificato anche se i medici gli dovessero dire che la crisi asmatica non sarebbe stata comunque fatale);
  • la propria condotta non sia pericolosa per gli altri. Nel caso da ultimo visto nel precedente paragrafo, correre a 140 km/h in pieno centro abitato e, magari, in prossimità di scuole o di strutture frequentate da bambini, non giustifica la propria condotta anche in presenza di un malore.

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note

[1] Art. 142 cod. della strada.

[2] Art. 2045 cod. civ. e art. 54 cod. pen.

[3] Giudice di Pace di Macerata, sent. n. 745/2018.

[4] Art. 4, l. n. 689/81.

[5] Cass., ord. n. 30878 del 29.11.2018.

[6] Cass., sent. n. 20121 del 24.09.2014.

Autore immagine: Pixabay.com


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