Gli avvocati potranno acquisire prove prima della causa

15 Luglio 2019 | Autore:
Gli avvocati potranno acquisire prove prima della causa

Negoziazione assistita potenziata e introduzione della figura dell’avvocato istruttore: lo prevede la riforma Bonafede del processo civile.

Più negoziazione assistita, meno mediazioni e, soprattutto, istruttoria anticipata ed in mano agli avvocati. Sono questi i punti qualificanti della riforma del processo civile proposta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e che il Governo dovrebbe varare entro l’anno. Tra le novità spicca quella che prevede che gli avvocati potranno acquisire prove prima della causa: l’istruttoria sarà svolta prima della causa e non avverrà più davanti al giudice, che però conserva poteri di controllo.

Gli avvocati potranno svolgere una nuova «attività istruttoria stragiudiziale» muovendosi non autonomamente ma nell’ambito della procedura di negoziazione assistita, che sarà potenziata ed estesa anche alle controversie di lavoro. Anticipare la raccolta delle prove in questa fase che precede l’avvio del processo significa, secondo i proponenti, ridurre i tempi complessivi di durata del processo stesso, definiti inaccettabili dallo stesso ministro Bonafede. Per lo stesso motivo, la riforma elimina l’obbligo di negoziazione assistita nelle cause di danni derivanti da circolazione stradale, dove nella grande maggioranza dei casi si era rivelata un inutile aggravio, e cancella la mediazione obbligatoria per le cause bancarie, finanziarie, assicurative e di colpa medica o sanitaria.

Gli “avvocati istruttori“- così sono stati battezzati dai primi commentatori – faranno fuori dai tribunali quello che adesso fanno i giudici istruttori: acquisire dichiarazioni da persone informate su fatti rilevanti ed anche chiedere alla controparte di rilasciare dichiarazioni scritte a loro sfavore, che potranno valere come confessione stragiudiziale da esibire in giudizio. I modelli da utilizzare per queste attività saranno predisposti dal Cnf.

Le prove così acquisite potranno essere utilizzate nella causa: il giudice controllerà che le attività svolte dagli avvocati non siano illegittime o inutili; se ha dubbi, potrà ripetere la prova, interrogando le persone già sentite e ci saranno sanzioni penali per chi dichiara il falso agli avvocati o si sottrae al loro interrogatorio. Se l’istituto funzionerà, si arriverà ad un’istruttoria realizzata fuori dai tribunali dagli avvocati stessi di loro iniziativa e pronta per essere utilizzata dal giudice ai fini della decisione. Il maggior lavoro degli avvocati sarà incentivato con una maggiorazione del compenso del 30%.


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