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Detrazioni fiscali ristrutturazione: dichiarazione finale necessaria

15 Luglio 2019
Detrazioni fiscali ristrutturazione: dichiarazione finale necessaria

Bonus ristrutturazioni edilizie prima casa: solo se il contribuente trasmette l’attestazione di aver eseguito i lavori. 

Possono sembrare – e in effetti lo sono – particolarmente complicati gli adempimenti necessari a usufruire delle detrazioni fiscali ristrutturazione: oltre alla comunicazione di inizio lavori da presentare al Comune c’è anche l’obbligo del bonifico parlante (escluso solo per il bonus mobili relativo all’acquisto di cucine ed elettrodomestici; leggi Bonus mobili: quale causale per il bonifico). Una recente sentenza della Cassazione [1] fa poi il punto su un’ulteriore incombenza: la comunicazione che deve inviare il contribuente all’Agenzia delle Entrate una volta esaurite le spese. È molto importante rispettare il termine di presentazione: in caso di omissione, infatti, non si può più ottenere il bonus. Secondo la Corte, per ottenere le detrazioni fiscali ristrutturazione è necessaria la dichiarazione finale. Ma procediamo con ordine e vediamo cosa ha scritto la Corte in questa occasione.

Per incassare il bonus ristrutturazioni il contribuente deve trasmettere la dichiarazione entro il termine della denuncia dei redditi. Di quale dichiarazione parla la Cassazione? Si tratta della attestazione di aver eseguito i lavori e superato il limite di spesa, comunicazione indispensabile ai fini del riconoscimento del beneficio. La trasmissione di tale dichiarazione è richiesta dalla legge [2] a pena di decadenza dal bonus.

Invero, la legge prevede che il contribuente, per potersi avvalere, nei limiti previsti, della deducibilità degli oneri sostenuti per interventi di ristrutturazione edilizia debba tra l’altro trasmettere, per i lavori il cui importo complessivo supera la somma di euro 51.645,69, dichiarazione di esecuzione dei lavori con indicazione del loro costo, sottoscritta da un soggetto iscritto negli albi degli ingegneri, architetti e geometri, ovvero un altro soggetto abilitato all’esecuzione degli stessi. La legge dispone poi che la detrazione non è riconosciuta in caso di violazione di quanto appena detto. Non può essere riconosciuta quindi la deducibilità degli oneri se il contribuente non provvede a trasmettere la dichiarazione di esecuzione delle opere con attestazione del loro costo.

La legge non ha previsto alcun termine entro cui la dichiarazione di valore deve essere presentata a pena di decadenza, dettando, invece, prescrizioni diverse, ad esempio domandando la produzione di un’attestazione che certifichi che sono stati eseguiti lavori di valore superiore alla soglia limite.

Non può, tuttavia, sussistere dubbio sul fatto che un termine per la comunicazione della dichiarazione debba comunque sussistere, non potendo l’Agenzia delle Entrate rimanere esposta per un periodo di tempo indeterminato alla scelta del contribuente circa quando fare valere la propria istanza di definizione.

La stessa amministrazione finanziaria, con le circolari 57 e 131 del 1998, ha indicato il termine utile per trasmettere la comunicazione in quello di scadenza per la presentazione della denuncia dei redditi relativa all’anno in cui le opere edili sono state eseguite. Per la Cassazione la scelta appare assolutamente condivisibile, perché è proprio mediante la dichiarazione dei redditi che il contribuente domanda di avvalersi del beneficio.

Nel caso sottoposto all’esame della Corte, la contribuente ha domandato nella dichiarazione dei redditi di potersi avvalere del beneficio, a cui non aveva evidentemente diritto, non avendo ancora trasmesso la dichiarazione di valore, o comunque non era in grado di provare di averlo fatto, e pertanto la detrazione non poteva esserle riconosciuta, avendo costei violato il disposto di cui all’art. 4 del D.M. n. 41 del 1998.

Proprio al fine di agevolare il contribuente, pertanto, l’amministrazione finanziaria ha deliberato con proprie circolari di considerare tempestive le dichiarazioni di valore pervenute dopo l’invio della dichiarazione dei redditi, ma prima della scadenza del termine per la sua presentazione, e la Direzione Regionale umbra dell’Agenzia delle Entrate ha deliberato di riconoscere la deduzione anche se la dichiarazione fosse stata trasmessa dal contribuente successivamente [3], purché prima che fosse iniziata l’attività di controllo da parte dell’Ente impositore.


note

[1] Cass. sent. n. 18611 dell’11.06.2019.

[2] Art. 1 lett. d) DM n. 41/1998.

[3] Dir. n. 12 del 9.10.2007


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9 Commenti

  1. DETRAZIONE PER INTERVENTI DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO

    1.3 Comunicazione di fine lavori per spese superiori a euro 51.645,69
    D. Per le spese di ristrutturazione sostenute dal 26 giugno 2012 il limite di spesa sul quale calcolare la detrazione del 50% passa da euro 48.000 a 96.000. Con la circolare 21/E del 23/04/2010, par. 1.1, l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che la comunicazione di cui al Decreto Interministeriale n. 41/1998 per i lavori che superavano il limite dei 51.645,69 non costituiva più un adempimento obbligatorio in quanto il limite di spesa detraibile era al di sotto dell’importo stabilito. Si chiede quindi se l’adempimento in questione diventi obbligatorio visto che la soglia di spesa detraibile ha nuovamente superato i 51.645, e se il contribuente possa conservare tale attestazione ai soli fini del controllo da parte dell’Amministrazione Finanziaria dato che la comunicazione al Centro Operativo di Pescara è stata soppressa.

    R. L’articolo 11 del decreto-legge n. 83 del 2012 ha stabilito che per le spese documentate, sostenute dal 26 giugno 2012 e fino al 30 giugno 2013, relative agli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1, del TUIR spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare. Per effetto della disposizione richiamata, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, la percentuale di detrazione del 36 per cento è elevata al 50 per cento e il limite di spesa di euro 48.000 è innalzato a euro 96.000. Non sono previste disposizioni volte a limitarne l’applicazione nell’ipotesi che un contribuente abbia già sostenuto spese agevolabili fino al 25 giugno 2012.

  2. Quesito: in caso di segnalazione al comune di chiusura lavori ed in seguito, stesso anno, si realizzino ulteriori interventi, occorre nuova segnalazione di apertura dei lavori?

  3. Buongiorno,
    dall’articolo sembra che la comunicazione di fine lavori all’Agenzia delle Entrate debba essere effettuata.
    A me risulta invece che tale comunicazione sia stata abolita dal DL 70/2011. Anche la circolare n. 13/E di maggio 2013 dell’Agenzia delle Entrate al paragrafo 1.3 conferma la cosa.
    Sentiti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate del mio comune, la risposta è stata la medesima: Nessun obbligo di comunicazione di fine lavori.

    Dunque, chi ha ragione?

  4. L’intervento di demolizione e ricostruzione che non rispetta la sagoma dell’edificio preesistente, intesa quest’ultima come la conformazione planivolumetrica della costruzione e il suo perimetro considerato in senso verticale e orizzontale, configura un intervento di nuova costruzione e non di ristrutturazione edilizia, per il quale è necessario il permesso di costruire.

  5. Nella ristrutturazione edilizia è necessaria la preesistenza di un fabbricato ben identificabile nella sua consistenza e nella sua planimetria, potendo procedere con sufficiente grado di certezza alla ricognizione degli elementi strutturali dell’edificio, in modo tale che esso possa essere individuato nei suoi connotati essenziali, come identità strutturale in relazione anche alla sua destinazione.

  6. Nella ristrutturazione edilizia devono essere ricompresi gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi, attraverso una serie di interventi che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

  7. L’intervento edilizio che comporta la modificazione della luce interna, con conseguente aumento di volumetria, nonché la modificazione dell’altezza massima esterna e, di conseguenza, della sagoma, non può essere qualificato come manutenzione straordinaria o risanamento ed adeguamento strutturale, esso infatti rientra negli interventi qualificabili come ristrutturazione edilizia, soggetti a titolo edilizio.

  8. La realizzazione di un soppalco costituisce un intervento la cui consistenza deve essere apprezzata caso per caso, conseguentemente sarà riconducibile all’ambito della ristrutturazione edilizia, qualora sia idoneo a generare un maggiore carico urbanistico mentre, nel caso in cui i lavori siano tali da comportare una superficie accessoria, non utilizzabile per il soggiorno delle persone, potrà considerarsi un intervento minore.

  9. La ristrutturazione edilizia, per essere tale e non coincidere con una nuova costruzione, deve conservare le caratteristiche fondamentali dell’edificio preesistente quanto a sagoma, superfici e volumi.

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