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Lettera contestazione inadempimento contrattuale

14 Agosto 2019
Lettera contestazione inadempimento contrattuale

Se l’altro contraente non ha eseguito la sua prestazione puoi richiedergli per iscritto di adempiere e se non adempie puoi sciogliere il contratto chiedendogli il risarcimento dell’eventuale danno.

Hai concluso un contratto ma l’altra parte non ne vuole sapere di mantenere gli impegni presi? Allora probabilmente ti starai chiedendo: cosa posso fare per tutelare i miei diritti? Posso liberarmi dal contratto e richiedere la restituzione di quanto ho già dato? Posso chiedere il risarcimento del danno? Bene, sei arrivato nel posto giusto. In questo articolo scoprirai quello che c’è da sapere sulla lettera di contestazione d’inadempimento contrattuale. Innanzitutto, ti diremo in quali casi è possibile inviare questo tipo di lettera e quando, invece, è necessario agire in modo diverso.

Poi, ti illustreremo cosa potrai ottenere con l’invio di una lettera di contestazione d’inadempimento contrattuale. Inoltre chiariremo in quali casi potrai tutelare i tuoi diritti senza inviare alcuna lettera ma semplicemente trattenendo l’oggetto che ti ha consegnato l’altra parte al fine di svolgere il tuo lavoro. Infine ti spiegheremo cosa scrivere nella lettera di contestazione, chi può scriverla ed entro quanto tempo bisogna inviarla.

Il contratto

Prima di ogni altra cosa, è necessario che tra te e l’altra parte venga concluso un contratto [1]. Il contratto nasce quando tra le parti c’è un accordo che le impegna ad eseguire una determinata prestazione non vietata dalla legge. In altri termini il contratto è un accordo su una determinata attività (di dare un qualcosa, di fare un qualcosa, di non fare un qualcosa) che deve essere materialmente possibile e che deve essere indirizzata a soddisfare un fine non vietato dalla legge. Questo accordo può essere raggiunto anche solo verbalmente, infatti, è la legge stessa a stabilire quando l’accordo deve avere la forma scritta per far nascere il contratto [2].

Per fare un esempio: se vai dal meccanico per far riparare l’automobile il contratto è concluso nel momento in cui il meccanico accetta di aggiustare l’auto e tu accetti il preventivo che ti ha fatto anche se non hai sottoscritto nulla.

Cos’è l’inadempimento contrattuale

Dopo aver concluso un contratto, orale o scritto, si può parlare d’inadempimento. Ma in cosa consiste l’inadempimento? L’inadempimento [3] si ha quando un contraente non esegue nulla di quanto dovuto (inadempimento totale) oppure fa soltanto una parte della prestazione dovuta (inadempimento parziale).

Per ritornare all’esempio precedente: se il meccanico doveva riparare la frizione e il cambio ma non ripara nulla si avrà un inadempimento totale, mentre se ripara solo la frizione si avrà un inadempimento parziale.

L’inadempimento, però, si ha anche quando un contraente – a causa di un suo comportamento negligente – realizza il lavoro con un ritardo tale da rendere la prestazione inutile per l’altra parte (ad esempio: il fornitore del servizio di catering, per una carenza di personale, anziché consegnare il cibo alle 19.00 arriva alle 23.00 quando i tuoi ospiti sono già andati via).

Invece, non siamo in presenza di un inadempimento quando la prestazione non può essere realizzata in tempo per un motivo che non dipende dalla negligenza del debitore (ad esempio: il fornitore del servizio di catering si presenta alle 23.00 anziché delle 19.00 perché è rimasto bloccato nel traffico a causa di un grave incidente non dovuto ad una sua colpa) [4]. In quest’ultimo caso, se le parti non hanno stabilito nulla per tale ipotesi, il contratto si considererà inesistente e quindi nessuno dovrà nulla a nessuno e la parte che ha ricevuto qualcosa (ad esempio un acconto) per l’esecuzione del contratto dovrà restituirla.

L’inadempimento contrattuale, pertanto, può essere contestato quando ci sono due elementi essenziali: il contratto e l’inadempimento [5].

Differenza tra l’inadempimento e la mancanza di qualità o i vizi

Non c’è inadempimento, né totale né parziale, neanche quando l’altra parte esegue interamente la sua prestazione ma la esegue male. Dunque, ritornando al nostro esempio, il meccanico ripara sia la frizione che il cambio ma quest’ultimo dopo un paio di settimane d’utilizzo presenta nuovamente problemi, perché, ad esempio, anche se il meccanico ha sostituito il pezzo rotto ha commesso un errore nel montaggio del pezzo nuovo.

Per fare un altro esempio: acquisti un determinato bene e il venditore ti consegna il bene ordinato nei tempi previsti con la relativa garanzia, ma dopo pochi giorni smette di funzionare. In questo caso il venditore non è inadempiente [6] ma è solo tenuto ad eseguire la garanzia se l’acquirente denuncia i vizi nei termini di legge.

Riassumendo: l’inadempimento si ha quando una parte non realizza entro un tempo utile tutto quello che è stato stabilito nel contratto, invece, se la prestazione (dare, fare, non fare) è eseguita in tempo e per intero ma presenta dei difetti allora non si ha inadempimento. In quest’ultimo caso, però, se ti accorgi subito dei difetti puoi rifiutare la prestazione, mentre se i difetti non puoi riconoscerli subito ma solo dopo aver usato il bene allora puoi attivare la garanzia rispettando i termini previsti dalla legge.

La differenza tra inadempimento e adempimento viziato non è di poco conto. Nel primo caso, infatti, hai solitamente dieci anni [7] per far valere i tuoi diritti, mentre nel secondo caso oltre ad avere un termine più breve [8] per far valere i tuoi diritti sei obbligato anche a denunciare i vizi entro un termine che può variare da otto a sessanta [9] giorni in funzione del tipo di contratto concluso.

In conclusione, per la responsabilità da inadempimento hai un solo termine da rispettare per farla valere: devi agire – escluse alcune ipotesi, ad esempio in tema lavoro –  entro dieci anni dall’inadempimento. Per la responsabilità da vizi della prestazione, invece, hai due termini da rispettare: il primo entro cui devi comunicare i vizi all’altro contraente e il secondo entro cui devi fare causa per far valere i tuoi diritti se l’altra parte non elimina i vizi.

Cosa posso ottenere dopo l’inadempimento

Una volta appurato che siamo in presenza d’inadempimento la legge [10] ti consente di ottenere l’esatto adempimento o la risoluzione del contratto e in ogni caso il risarcimento dell’eventuale danno. Per raggiungere tali risultati, senza ricorrere al giudice, hai due strumenti: la lettera di contestazione (o messa in mora) e la diffida ad adempiere (che in pratica è una particolare lettera di contestazione).

Con la lettera di contestazione inviti l’altra parte a fare quanto stabilito nel contratto. Con la diffida ad adempiere, invece, oltre ad invitare l’altra parte ad eseguire il contratto puoi sciogliere il contratto se l’inadempimento è grave e continua per un certo periodo.

Se scegli l’esatto adempimento però l’altra parte continua a non eseguire la sua prestazione allora con l’ordine di un giudice puoi ottenere [11]:

  • la consegna forzata del dovuto in caso di prestazione di dare un qualcosa;
  • l’esecuzione della prestazione a spese dell’inadempiente in caso di prestazione di fare un qualcosa;
  • la distruzione di quanto fatto in caso di prestazione di non fare un qualcosa.

Mentre se scegli come possibile risultato la risoluzione del contratto significa che accetti la possibilità che il contratto venga sciolto e che le prestazioni fatte in esecuzione del contratto vengano restituite [12] (ad eccezione però delle prestazioni adempiute in esecuzione dei contratti continuativi o periodici [13] che restano valide e per cui sei obbligato a pagare).

Con lo scioglimento del contratto, quindi, sia l’inadempiente che tu dovrete restituire tutto ciò che avete ricevuto per l’esecuzione del contratto (ad esempio: acconti, materie prime). Per ottenere la risoluzione è necessario un inadempimento grave che va valutato in funzione del contratto concluso e dell’interesse delle parti.

In sostanza, per la risoluzione non basta un inadempimento d’importanza trascurabile rispetto alla funzione che ha il contratto nel suo complesso (pertanto non sarà considerato un grave inadempimento la mancata esecuzione di una piccola parte della prestazione che non influisce in modo determinante sulla soddisfazione dei tuoi interessi, ad esempio nel caso del servizio di catering non potrà essere considerato grave inadempimento il fatto che il ristoratore non consegni un antipasto dei tre previsti). Ricorda, però, che anche un inadempimento trascurabile può darti diritto all’eventuale risarcimento del danno subito.

Infine, qualsiasi cosa scegli puoi sempre chiedere il risarcimento del danno che hai effettivamente subito a causa dell’inadempimento e che potrai subire finché dura l’inadempimento.

Diritto di ritenzione: un caso particolare

Se hai eseguito una prestazione finalizzata alla conservazione o al miglioramento di una determinata cosa mobile (ad esempio hai riparato un computer) ma l’altro contraente non ti paga allora la legge [14] ti consente – senza inviare alcuna lettera di contestazione – di trattenere il bene su cui hai eseguito il lavoro finché l’altro contraente non ti paga [15]. Inoltre, se continua a non pagarti, puoi vendere il bene osservando una particolare procedura prevista dalla legge [16]. Tale possibilità di trattenere e vendere i beni del debitore è, però, possibile nelle sole ipotesi previste dalla legge.

Cosa devo scrivere nella lettera di contestazione o messa in mora

Una volta che si è verificato un inadempimento contrattuale e desideri ottenere quanto stabilito dal contratto, prima d’intraprendere la lunga via di un processo, ti conviene tentare una soluzione alternativa per avere quanto ti spetta: inviare una lettera di contestazione con richiesta di adempimento o anche chiamata messa in mora [17].

Quando contesti l’inadempimento devi, innanzitutto, far sapere all’altra parte chi sei e a quale contratto ti riferisci. Pertanto devi indicare le tue generalità (o quelle di chi ha concluso il contratto) e devi menzionare dei riferimenti numerici, di tempo, di luogo (ad esempio: il numero del contratto se c’è, il tuo numero cliente se c’è, il giorno in cui è stato concluso, il luogo di conclusione, le modalità dell’accordo, il tipo di contratto concluso) attraverso cui l’altra parte può identificare il contratto concluso.

Inoltre, devi descrivere in cosa consiste l’inadempimento che c’è stato (senza dover provare nulla) e devi invitare l’altra parte ad eseguire il contratto, magari assegnandogli un termine o invitandola a prendere accordi sul giorno in cui dovrà adempiere.

Oltre a ciò, se hai subìto un danno in conseguenza dell’inadempimento, dovrai richiedere il risarcimento del danno (senza la necessità, in questa fase, di dover provare il danno). Infine, puoi avvisarla che se non eseguirà correttamente il contratto ti rivolgerai ad un giudice per tutelare i tuoi diritti. Dopo aver scritto tutto questo, devi mettere la data e firmare la lettera.

La diffida ad adempiere: una contestazione “rafforzata”

Una particolare lettera di contestazione dell’inadempimento contrattuale è la diffida ad adempiere [18], che si può utilizzare solo quando c’è un grave inadempimento. Con tale lettera, senza dover ricorrere al giudice, puoi ottenere lo scioglimento del contratto in maniera automatica. In pratica, oltre a rispettare il contenuto di una normale lettera di contestazione, devi diffidare ad adempiere entro un termine di almeno quindici giorni [19] e scrivere che decorso tale termine senza che vi sia stato adempimento il contratto s’intenderà risolto di diritto.

Utilizzando la diffida ad adempiere puoi ottenere:

  • l’adempimento del contratto se il debitore decide di adempiere nel termine assegnato;
  • l’automatica risoluzione del contratto (con tutto quello che ne consegue) se il debitore non adempie nel termine assegnato.

Come vedi con la diffida la scelta tra adempimento e inadempimento passa al debitore ma tu puoi, senza dover ricorrere al giudice, liberarti dal contratto. Giudice che, invece, dovrai invocare, anche in caso di risoluzione automatica del contratto, se la parte che non ha eseguito il contratto non ti restituisce quanto ha ricevuto per il contratto rimasto inadempiuto e per ottenere il risarcimento chiesto, ma non dato.

Chi può scrivere la lettera di contestazione

La lettera puoi scriverla direttamente tu o incaricare qualcun altro. In quest’ultimo caso, hai due possibilità: limitarti a firmare la lettera scritta da un’altra persona che, però, ha usato il tuo nome oppure rilasciare una procura scritta [20] a chi redige la lettera. La procura, in questo caso, è un testo firmato da te con cui incarichi un’altra persona di scrivere una lettera di contestazione nel tuo interesse, in tal caso la lettera di contestazione (o la diffida ad adempiere) non dovrà essere firmata da te e né dovrà essere allegata la procura da te rilasciata. Tuttavia chi scrive la lettera per te dovrà far sapere all’inadempiente che lo sta facendo per tuo conto.

Entro quanto tempo devo inviare la lettera

Generalmente, la lettera con cui contesti l’inadempimento e richiedi l’adempimento deve essere inviata entro dieci [21] anni da quando si è verificato l’inadempimento. In alcuni ipotesi, però, la legge stabilisce un termine diverso, ad esempio[22]:

  • di cinque anni in materia di contratti di lavoro, di locazione;
  • di tre anni per le prestazioni dei professionisti intellettuali;
  • di un anno in materia di contratti di assicurazione, di trasporto, di spedizione, di mediazione, di vendita al dettaglio per ciò che riguarda il prezzo delle merci vendute;
  • di sei mesi in materia di contratti di albergo.

Considerata la mancanza di uniformità dei termini, è sempre meglio informarsi nel dettaglio per conoscere qual è il tipo di contratto concluso e capire di conseguenza il termine entro cui bisogna attivarsi per evitare che i propri diritti si estinguano.

Come devo inviare la lettera di contestazione

La legge, oltre la forma scritta, non impone di inviare la lettera di contestazione con modalità particolari, ma è fortemente consigliabile utilizzare un metodo attraverso cui si possa stabilire con certezza che la lettera è stata recapitata al destinatario in una data precisa. Per raggiungere tale certezza, puoi utilizzare la classica raccomandata con ricevuta di ritorno o, se il destinatario ha dichiarato nel contratto [23] il suo indirizzo di posta elettronica certificata (pec), puoi inviare la lettera con una pec.

note

[1] Artt. 1321, 1325 cod. civ.

[2] Artt. 1350, 1351, 1352 cod. civ.

[3] Art. 1218 cod. civ.

[4] Art. 1256 cod. civ.

[5] Tuttavia bisogna precisare che ci può essere un inadempimento anche quando non c’è un contratto, ciò avviene in tutti quei casi in cui l’obbligo di eseguire una prestazione non deriva da un contratto ma da un’altra fonte, si pensi ad esempio all’obbligo di mantenere i figli.

[6] Infatti, ha eseguito esattamente la sua prestazione: consegnare nei tempi il bene scelto, far acquistare la proprietà dello stesso all’acquirente, fornire la garanzia per i vizi.

[7] Fanno eccezione alcune ipotesi particolari ed espressamente previste dalla legge, vedi ad esempio gli articoli 2947 e seguenti del cod. civ. e gli articoli 2954 e seguenti del cod. civ.

[8] Tranne che per gli immobili per cui hai sempre dieci anni per far valere i tuoi diritti, sempre però facendo la denuncia nei termini, vedi articolo 1669 cod. civ.

[9] Due mesi per i contratti conclusi dal consumatore che riguardano beni mobili, vedi art. 132 del d.lgs n.206 del 2005.

[10] Art. 1453 cod. civ.

[11] Artt. 2930 e s.s. cod. civ.; artt. 612 e s.s. cod. proc. civ.

[12] Art. 1458 cod. civ.

[13] I contratti periodici o continuativi sono, rispettivamente, quelli che prevedono delle prestazioni che dovranno essere eseguite ad intervalli regolari (ad esempio ogni mese devi portarmi 10 litri di olio) oppure in modo continuo e senza interruzioni (ad esempio devi fornirmi energia elettrica 365 giorni l’anno).

[14] Art. 2756 cod. civ.

[15] Cass. Civ., sez. III, n. 14533 del 22/06/2009.

[16] Art. 2796 cod. civ.

[17] Artt. 1219, 1221 cod. civ.

[18] Art. 1454 cod. civ.

[19] Salvo casi particolari in cui tale termine può essere inferiore.

[20] Artt. 1387, 1388, 1392 cod. civ.

[21] Art. 2946 cod. civ.

[22] Artt. 2948, 2950, 2951, 2952, 2954, 2955, 2956 cod. civ., tale elencazione non deve ritenersi esaustiva, è solo un esempio.

[23] Oppure nelle condizioni generali di contratto, nel sito web dell’impresa, in un registro pubblico relativo alla sua attività.


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