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Modulo cambio domicilio

14 Agosto 2019 | Autore: Simona Grossi
Modulo cambio domicilio

Cambio di domicilio: di cosa si tratta e perché si differenzia dal cambio di residenza; modulo cambio domicilio.

Domicilio, residenza e dimora: termini spesso utilizzati nel linguaggio comune per indicare il luogo dove vive una persona; in realtà, ognuno di essi ha un preciso significato giuridico ed è bene non confonderli, per evitare di commettere degli errori in tutti quei casi in cui, per legge, bisogna presentare o elaborare dei documenti che vi facciano riferimento.

Devi cambiare il domicilio o la residenza? Ebbene, devi sapere che si tratta di due cose sostanzialmente diverse, differentemente disciplinate dalla legge. Ma questo che comporta? Il domicilio e la residenza debbono essere luoghi diversi o possono anche coincidere? E la dimora? Ha qualcosa in comune con il domicilio e la residenza? Ebbene, qui di seguito ti riporteremo un modulo cambio domicilio: si tratta di un fac-simile generico che potrai usare nel caso in cui tu debba dichiarare il cambio del domicilio.

Tieni presente che spesso si sente anche parlare di cambio di domicilio per indicare una situazione che non ha nulla a che fare con il cambio di domicilio giuridicamente inteso; ciò contribuisce a confondere ulteriormente le cose. Vediamo di fare chiarezza.

Cambio di domicilio: di cosa si tratta

Il cambio del domicilio consiste nello spostare, da un luogo all’altro, la sede principale dei propri affari e interessi.

Il domicilio, infatti, indica proprio il posto scelto (eletto) da una persona come sede fondamentale dei propri interessi e affari [1]. Esso, quindi, può anche essere un luogo diverso da quello in cui la persona abita. Si dice, infatti, che il domicilio è una situazione di diritto, non di fatto; proprio perché non rileva la presenza fisica del soggetto in un determinato luogo, ma la sua intenzione di avere lì la sede principale dei suoi affari, unita alla presenza, sempre in quello stesso luogo, dei sui interessi economici. Il domicilio, dunque, è inerente più all’attività commerciale e lavorativa di una persona che ad altro.

Esempio. Tizio abita a Napoli ed ha uno studio professionale a Salerno; egli trascorre quasi tutta la giornata a Salerno, nella sede di lavoro, per poi tornare a casa la sera. Tutto ciò che riguarda il lavoro di Tizio (ricevere o inviare note raccomandate, ricevere o inviare fax e così via) può avere come unico punto di riferimento il suo studio di Salerno, se egli elegge domicilio presso di esso.

Il domicilio può essere di due tipi: generale e speciale. Il domicilio generale si riferisce, complessivamente, agli affari e agli interessi di una persona; pertanto, esso è unico. Il domicilio speciale riguarda, invece, singoli e determinati atti o affari (quindi, se ne può eleggere più di uno) e la sua elezione deve essere fatta per iscritto [2]. Il domicilio speciale non può mai sostituire quello generale e se l’elezione non viene fatta per iscritto si considera, per legge, come mai fatta.

Esempio. Sempronia ha un’impresa a Palermo, dove elegge il proprio domicilio. Sempronia viene citata in causa e si domicilia a Cefalù, presso lo studio del suo avvocato difensore. Il domicilio di Sempronia, a Palermo, è il suo domicilio generale; invece, quello di Cefalù è il suo domicilio speciale, perché è stato eletto – specificamente ed esclusivamente – per tutto ciò che riguarda il processo in cui è parte in causa. Tutti gli atti ed i provvedimenti del processo, infatti, saranno indirizzati presso lo studio del suo avvocato difensore.

Fai attenzione a non confondere il domicilio con il domicilio fiscale o con il domicilio digitale. Il domicilio fiscale ha rilievo a livello tributario e, normalmente, coincide con il luogo in cui abita una persona (Comune di residenza anagrafica). Il domicilio digitale riguarda i rapporti tra la Pubblica amministrazione e il cittadino e coincide con l’indirizzo di posta elettronica certificata (Pec) posseduto da una persona; esso viene utilizzato per le comunicazioni e le notificazioni tra uffici pubblici e cittadini.

Concetto totalmente diverso è quello di residenza, che indica il posto in cui abita una persona, ossia dove dimora abitualmente [3]. A differenza del domicilio, essa è una situazione di fatto, perché si tiene conto di dove si trova (effettivamente e usualmente) un soggetto e comporta l’obbligo di iscriversi presso l’anagrafe del Comune in cui si intende fissare la propria dimora. Tutto ciò che riguarda la persona ha, come punto di riferimento, proprio il luogo di residenza, perché consente, in ogni caso, di rintracciarla; di conseguenza – di regola – la residenza e il domicilio coincidono, salvo che si elegga il domicilio in un posto diverso.

Esempio. Caio abita ad Ostia e decide di eleggere il domicilio presso la propria attività commerciale di Roma. Da questo momento in poi, tutto ciò che riguarda la persona di Caio continuerà ad avere come luogo di riferimento quello di residenza (indirizzo di abitazione di Ostia); mentre tutto ciò che è inerente al lavoro di Caio avrà come punto di riferimento il domicilio eletto (indirizzo dell’attività commerciale di Roma).

Nota bene. Abbiamo detto che il domicilio è una situazione di diritto, mentre la residenza è una situazione di fatto. Infatti, solo per indicare la residenza si tiene conto della dimora, cioè di dove si trova fisicamente una persona. La dimora rappresenta proprio il posto in cui un soggetto soggiorna e tale presenza può anche essere solo temporanea; se è effettiva e abituale, allora la dimora coincide con la residenza.

Esempio. Sempronio vive a Frosinone ed ha una villetta al mare a Terracina, presso la quale trascorre le vacanze estive da luglio a settembre. Sempronio soggiorna, quindi, da luglio a settembre, nella sua villetta al mare di Terracina. Questa è la sua dimora temporanea. Ma la dimora abituale, quindi la residenza, di Sempronio è e rimane presso la sua casa di abitazione a Frosinone.

Cambio di domicilio: perché si differenzia dal cambio di residenza

Mentre per il cambio della residenza è previsto un particolare iter burocratico, per il cambio del domicilio basta il fatto stesso del trasferimento della sede dei propri affari o interessi da un luogo ad un altro. Non a caso, esiste il certificato di residenza, ma non esiste il certificato di domicilio.

A proposito della residenza, abbiamo già detto sopra che quando si intende abitare in un determinato posto è obbligatorio iscriversi presso l’anagrafe del Comune di quel luogo. Si tratta di una pratica amministrativa, di registrazione dei dati nei pubblici registri. La medesima procedura è prevista anche per il cambio di residenza.

Per quanto riguarda il domicilio, non è prevista alcuna pratica amministrativa, né per eleggerlo né per cambiarlo. Il domicilio può essere reso noto ai terzi con una semplice dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà [4]. Essa consiste un un’attestazione scritta, firmata dall’interessato, con la quale egli dichiara di eleggere il domicilio in un determinato luogo. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà può essere presentata agli organi della pubblica amministrazione, ai privati gestori di pubblici servizi ed ai privati; sia gli organi della pubblica amministrazione sia i privati gestori di pubblici servizi hanno l’obbligo di accettarla.

Esempio. Mevia abita a Milano e ha eletto il domicilio a Bergamo, dove lavora. Mevia decide di spostare il domicilio da Bergamo a Milano, presso la propria abitazione, perché ora è qui che lavora. Da questo momento in poi riceverà all’indirizzo di residenza (che è anche quello del domicilio) tutto ciò che riguarda la sua persona e tutto quanto è inerente al suo lavoro (fatture per la fornitura di energia elettrica, del gas, fatture telefoniche; ma anche documenti, atti, telefonate, fax e così via, concernenti il proprio lavoro). Il cambio del domicilio di Mevia da Bergamo a Milano si è realizzato con il semplice fatto del trasferimento del luogo di lavoro dalla prima sede alla seconda; tale novità è stata poi comunicata, da Mevia, a tutti i soggetti che erano a conoscenza del vecchio domicilio. Se Mevia, invece, avesse voluto trasferirsi da Milano a Bergamo, avrebbe dovuto cambiare la propria residenza, secondo la procedura amministrativa prevista per legge.

Tieni presente che se ti viene richiesto di comunicare qual è il tuo domicilio, puoi farlo, come già detto, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, i cui moduli possono essere facilmente reperiti sui siti internet o agli sportelli degli enti pubblici o dei privati gestori di pubblici servizi.

Il cambio di domicilio puoi comunicarlo ai soggetti che erano a conoscenza della vecchia sede, con una dichiarazione scritta; nella quale, dopo aver riportato i tuoi dati identificativi, andrai a specificare che hai trasferito il tuo domicilio in una nuova sede, indicando il vecchio e il nuovo indirizzo.

Bada bene. Spesso si parla di cambio di domicilio indicando una cosa del tutto diversa da quella di cui abbiamo parlato sino ad ora. In particolare, si fa riferimento allo spostamento, all’interno dello stesso Comune, da un’abitazione ad un’altra; che deve essere comunicato all’ufficio anagrafe del Comune di residenza. Di conseguenza, quando senti parlare di cambio del domicilio, verifica che non si stiano riferendo proprio a questo tipo di pratica, che deve farsi solo presso il Comune e con una specifica dichiarazione; che non è quella di cui trattiamo in questo articolo, ma la dichiarazione di cambio di abitazione.


Di Simona Grossi

Cambio di domicilio: modulo cambio domicilio

Dichiarazione di cambio di domicilio

Il/la sottoscritta (nome)  (cognome), nato/a a (luogo di nascita) (provincia), il (data di nascita), residente in (via, numero), (Cap, città, provincia), codice fiscale e/o partita Iva, indirizzo e-mail (indicare il proprio indirizzo e-mail) e/o indirizzo di posta elettronica certificata (indicare il proprio indirizzo Pec), con studio, ufficio o altro, in (indicare via, numero, Cap, città, provincia)

dichiara

di aver trasferito il proprio domicilio da(indicare l’indirizzo del vecchio domicilio):

(via, numero)

(Cap, città, provincia)

a (indicare l’indirizzo del nuovo domicilio)

(via, numero)

(Cap, città, provincia)

a far data dal (giorno) (mese) (anno).

Il/la sottoscritta si impegna a comunicare, tempestivamente, ogni eventuale ed ulteriore variazione in merito.

(Luogo), (data)

In fede

(Nome) (cognome)

(Firma)

note

[1] Art. 43 co. 1 cod. civ.

[2] Art. 47 cod. civ.

[3] Art. 43 co. 2 cod. civ.

[4] Art. 47 D.P.R. n. 445 del 2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa).


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