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Posso stare in costume al parco?

17 Luglio 2019 | Autore:
Posso stare in costume al parco?

Si può stare a torso nudo in un luogo pubblico? Si può prendere il sole in costume al parco? Cosa sono gli atti osceni? Cosa sono gli atti indecenti?

Quando arriva l’estate e, con essa, i primi caldi, verrebbe voglia di mettersi in costume anche sul posto di lavoro: gli abiti usuali, soprattutto quando si tratta di indossare giacca e cravatta, diventano una costrizione insopportabile, una sorta di armatura soffocante che mette a dura prova la propria resistenza. Ovviamente, a nessuno verrebbe in mente di denudarsi mentre si è a lavoro; alcune persone, però, ispirate dalla bella stagione e dal ricordo del mare, non si fanno problemi a prendere il sole anche nei posti non proprio adibiti a ciò, decidendo ad esempio di stare in costume al parco oppure in altro luogo pubblico. È consentito ciò? È lecito girare per strada in tenuta da mare anche laddove brezza marina non c’è? C’è il rischio di commettere qualche reato? Se l’argomento ti interessa e cerchi risposte a queste domande, allora sei nel posto giusto: vedremo insieme se si può stare in costume al parco.

Prendere il sole al parco: è atti osceni in luogo pubblico?

Il primo illecito a cui si pensa quando parliamo di prendere il sole al parco o in altro luogo pubblico è quello di atti osceni. La legge [1] dice che chiunque, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti osceni è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria che va da cinquemila a trentamila euro.

Cosa sono gli atti osceni? Sempre secondo la legge [2], si considerano osceni gli atti e gli oggetti che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore.

Secondo la Corte di Cassazione [3], è osceno ciò che, avendo connotazione sessuale (tenuto conto della sensibilità dei consociati di normale levatura morale, intellettuale e sociale nel contesto storico di riferimento), suscita nell’osservatore rappresentazioni e desideri erotici ovvero cagiona una reazione emotiva immediata di disagio, turbamento e repulsione.

Alla luce di ciò, possiamo dire che stare in costume al parco, di norma, non costituisce l’illecito di atti osceni in luogo pubblico e, quindi, non si è soggetti ad alcuna sanzione. Tuttavia, se l’abbigliamento tenuto in un posto pubblico è sfruttato per motivazioni diverse da quelle che possono essere la semplice volontà di un po’ di refrigerio dall’afa oppure dal prendere il sole, allora l’illecito potrebbe integrarsi: si pensi a chi sta in costume al parco solamente per avvicinare e rimorchiare altre persone, magari facendo anche allusioni sessuali.

Stare in costume: può essere reato?

Secondo la legge, se gli atti osceni sono commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di luoghi abitualmente frequentati da minori e se da ciò deriva il pericolo che essi vi assistano, si applica la pena della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi; la pena è ridotta se il fatto è avvenuto per colpa.

Ebbene, un parco pubblico potrebbe essere sicuramente un posto frequentato da bambini, soprattutto se al suo interno ci sono giostre oppure altri giochi. Perché si possa commettere reato, però, occorre che si compiano atti osceni: nel precedente paragrafo, abbiamo detto che il semplice fatto di stare in costume al parco per prendere il sole o per refrigerio non costituisce mai atto osceno e, pertanto, nemmeno il reato potrebbe configurarsi.

Sarebbe diversa la situazione, al contrario, se una donna si mettesse in topless in un parco frequentato anche da bambini e sfruttasse la sua parziale nudità per approcciarsi agli uomini: in tal caso, poiché la tenuta della donna avrebbe sicuramente una connotazione sessuale, si tratterebbe di atti osceni e, poiché commessi alla presenza (anche solo potenziale) di minori, potrebbe costituire reato.

Stare in costume è un atto contrario alla pubblica decenza?

Il nostro Codice penale non contempla soltanto gli atti osceni, ma anche il diverso illecito di atti contrari alla pubblica decenza. Secondo la legge [4], chiunque, in un luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, compie atti contrari alla pubblica decenza, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a diecimila euro.

Quando un atto è contrario alla pubblica decenza? Il concetto di decenza  attiene a quell’insieme di norme che impongono, in aderenza al comune sentimento, di astenersi dal compiere atti che offendono i principi della costumatezza, della pudicità e della morale, o che sono capaci di destare sentimenti di ripugnanza.

La differenza con gli atti osceni sta in ciò: mentre questi ultimi attengono alla sfera sessuale, gli atti indecenti sono quelli puramente sconci, turpi o maleducati. Ad esempio, può essere un’indecenza anche la condotta di chi, pubblicamente, bestemmia più volte ad alta voce.

Ebbene, stare in costume al parco può essere un atto contrario alla pubblica decenza quando l’atteggiamento di chi indossa, appunto, il costume diviene sconcio pur non avendo connotati sessuali espliciti: pensa alla donna che decide di stendersi al sole sull’erba del parco indossando solamente un perizoma e mettendosi di proposito nel posto più esposto al passaggio delle persone. In un caso del genere, la donna avrebbe potuto anche indossare un costume meno striminzito per raggiungere il suo scopo (che sarebbe quello di abbronzarsi).

Quando stare in costume può essere illecito?

Finora, abbiamo detto che stare in costume al parco o in altro luogo pubblico non costituisce, di regola, illecito, a meno che il proprio abbigliamento non sia sfruttato a fini sessuali oppure non sia manifestamente indecente, tenuto conto delle circostanze e dei luoghi.

Bisogna ricordare, però, che particolari restrizioni potrebbero essere previste dalla regolamentazione locale: in molti luoghi turistici, ricchi di bellezze storiche o artistiche, esistono ordinanze che proibiscono determinati atteggiamenti e, a volte, anche determinate tipologie di abbigliamento.

Ovviamente, nessun sindaco o amministrazione comunale può creare una fattispecie di reato: di conseguenza, stare in costume al parco o in altro posto potrebbe, al massimo, far incorrere in una multa.

note

[1] Art. 527 cod. pen.

[2] Art. 529 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 37395/2004.

[4] Art. 726 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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