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Modulo autocertificazione cambio domicilio

15 Agosto 2019 | Autore:
Modulo autocertificazione cambio domicilio

Modalità e contenuto della dichiarazione di trasferimento di domicilio.

Sei uno studente universitario fuori sede. Devi comunicare il cambio di domicilio? Sono richieste delle specifiche formalità o puoi rilasciare una semplice dichiarazione? Capita spesso di confondere il cambio di domicilio con il cambio di residenza. L’equivoco nasce dal fatto che in molti casi questi due termini vengono utilizzati erroneamente come sinonimi. In realtà, indicano due cose differenti in quanto il domicilio è il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei propri affari ed interessi mentre la residenza è il luogo in cui dimora abitualmente.

E’ possibile che domicilio e residenza coincidano, ma può anche accadere che non sia così perché ad esempio un soggetto può avere il domicilio dove lavora o studia e risiedere in un posto diverso. Per stabilire il domicilio, quindi, devono ricorrere una certa stabilità in un determinato luogo e l’intenzione di stabilire in quel luogo la sede principale ed esclusiva dei propri affari e interessi.

Per il trasferimento di domicilio non va seguita una determinata procedura ma quando occorre, è sufficiente scrivere una dichiarazione, anche utilizzando il modulo autocertificazione cambio domicilio che si trova qui allegato. Invece, per il cambio di residenza bisogna presentare un’apposita denuncia presso l’ufficio anagrafe del Comune nel cui territorio ci si trasferisce. Sono inoltre, previsti degli accertamenti anagrafici che vengono effettuati dalla polizia municipale o da altro personale comunale a ciò autorizzato, nei 45 giorni successivi alla presentazione della dichiarazione di trasferimento, diretti ad accertarne la veridicità.

Come avvengono la scelta e il cambio di domicilio

La scelta del domicilio non segue alcuna formalità e pertanto, non è prevista alcuna registrazione pubblica. Ne consegue che gli uffici della Pa non rilasciano certificati di domicilio.

Il domicilio si individua eleggendolo, cioè rilasciando una dichiarazione scritta con la specificazione del luogo scelto come tale, nei casi in cui sia richiesta. Si pensi, ad esempio, quando è necessario accertare l’indirizzo completo del posto in cui un determinato soggetto studia, lavora o più in generale svolge i propri interessi e affari. In tale ipotesi è sufficiente che il soggetto scriva un’autocertificazione nella quale riporti la via, il numero civico e la città che ha scelto come proprio domicilio.

Allo stesso modo, per il cambio di domicilio non sono richieste particolari formalità, ma basta il semplice trasferimento perché abbia effetto. Anche la comunicazione del cambio può avvenire mediante un’autocertificazione.

In cosa consiste l’autocertificazione

L’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva di certificazione è una dichiarazione redatta e firmata dal cittadino mediante la quale questi attesta stati, fatti e requisiti personali propri o relativi ad altri soggetti di cui abbia diretta conoscenza come nel caso di minorenni o incapaci, purché tale dichiarazione sia fatta nel proprio interesse [1].

Tale dichiarazione può essere presentata in sostituzione dei certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione. Pertanto, nelle ipotesi in cui sono stati richiesti certificati dagli uffici della Pa ovvero da gestori di servizi pubblici (come ad esempio le società che forniscono i servizi di luce o gas, Eni o Enel, le Poste Italiane, ecc.) o anche da soggetti privati (si pensi alle banche o alle assicurazioni), che intendono acquisire informazioni relative a qualità personali e fatti concernenti il dichiarante, l’interessato può ricorrere all’autocertificazione, allegando una fotocopia del proprio documento di identità.

Ne consegue che non sarà necessario presentare successivamente il certificato vero e proprio in quanto l’autocertificazione lo sostituisce in tutto e per tutto. Infatti, la mancata accettazione della dichiarazione sostitutiva o la richiesta di certificati o di atti di notorietà costituisce violazione dei doveri d’ufficio. I funzionari pubblici che dovessero rifiutare l’autocertificazione o richiedere il certificato rilasciato dagli uffici della PA saranno sanzionabili a norma del Codice penale [2].

L’autocertificazione può essere utilizzata anche nei rapporti con soggetti privati (es. notai, assicurazioni, banche ecc.), i quali però non sono obbligati ad accettarla.

Non può, invece, essere utilizzata per presentare atti o documenti richiesti dall’autorità giudiziaria.

Cosa si può autocertificare

E’ la stessa legge che prevede espressamente i casi in cui il cittadino può ricorrere all’autocertificazione.

Solo per fare qualche esempio è consentita la dichiarazione sostitutiva per autocertificare:

  • la residenza;
  • la data e il luogo di nascita;
  • la cittadinanza;
  • lo stato civile se celibe, coniugato, vedovo o lo stato libero;
  • l’iscrizione ad un albo professionale.

Quali sono i soggetti che possono ricorrere all’autocertificazione

I soggetti legittimati a rilasciare l’autocertificazione sono:

  • tutti i cittadini italiani;
  • tutti i cittadini dei Paesi membri dell’Unione Europea;
  • tutti i cittadini extra comunitari purché in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Quali sono i casi particolari di autocertificazione

Vi sono dei casi particolari in cui il soggetto legittimato a sottoscrivere l’autocertificazione è diverso da quello al quale fanno riferimento gli stati, i fatti e i requisiti personali attestati.

Ad esempio nell’ipotesi di:

  • un minore, la dichiarazione sostitutiva va rilasciata da chi esercita su di lui la potestà genitoriale ovvero il padre o la madre o anche il tutore o l’affidatario;
  • un interdetto, cioè di un soggetto dichiarato con sentenza incapace di provvedere ai propri interessi per abituale infermità mentale, l’autocertificazione va sottoscritta dal tutore.

L’inabilitato, cioè colui che è stato riconosciuto tale perché dedito all’abuso di sostanze stupefacenti o di droghe, e il minore emancipato, ovvero quello che è stato ammesso a contrarre matrimonio sebbene non ancora maggiorenne, possono sottoscrivere la dichiarazione personalmente ma è necessaria l’assistenza del curatore.

L’analfabeta e colui che non può firmare (ad esempio il soggetto con un grave deficit alle mani) invece, devono rilasciare la dichiarazione davanti ad un pubblico ufficiale.

Per i soggetti che si trovano impediti temporaneamente per motivi di salute (ad esempio colui che si trova ricoverato in ospedale perché gravemente malato) la dichiarazione può essere resa davanti ad un pubblico ufficiale da:

  • il coniuge;
  • i figli, in assenza del coniuge;
  • in mancanza di questi, un parente in linea retta come ad esempio il padre o la madre ovvero in linea collaterale fino al terzo grado (fratello, sorella, zio, cugino).

Quali sono le modalità e la validità dell’autocertificazione

L’autocertificazione può essere scritta a mano dal dichiarante o al computer e poi, va firmata. E’ possibile presentarla tramite fax, e-mail o posta elettronica certificata (pec) ma in questi ultimi casi occorre la firma digitale.

La validità della dichiarazione sostitutiva è analoga a quella del certificato che sostituisce.

Se, pertanto, l’autocertificazione attesta fatti e qualità personali non soggette a modificazioni, come ad esempio quella relativa al luogo e alla data di nascita, la validità è illimitata; se invece, è riferita a situazioni e requisiti personali modificabili, la validità è di 6 mesi o più, se previsto da leggi o regolamenti (si pensi all’ipotesi di un’autocertificazione di residenza o dello stato civile).

In cosa consiste la responsabilità del dichiarante

Il dichiarante si assume la responsabilità sia civile sia penale, di quanto attestato nell’autocertificazione e pertanto, deve fare attenzione a fornire dati corretti.

Gli uffici della PA ai quali viene presentata l’autocertificazione possono verificarne la veridicità e in caso di dichiarazioni false o mendaci, al dichiarante si applicheranno sanzioni a norma del Codice penale [3].

Come si scrive l’autocertificazione del cambio domicilio

L’autocertificazione del cambio domicilio può essere scritta dal dichiarante di proprio pugno o a mezzo computer; la firma non va autenticata e non deve essere rilasciata alla presenza di colui che l’ha richiesta. Al posto dell’autenticazione della firma, è necessario allegare una copia di un documento di identità in corso di validità.

La dichiarazione sostituiva dell’atto di notorietà è completamente gratuita.

Quale il contenuto del modulo di autocertificazione cambio domicilio

La struttura del modulo di autocertificazione di cambio domicilio che si trova allegato al presente articolo è molto semplice.

Detto modulo si compone di più parti:

  • al centro del foglio va riportata la dicitura “Autocertificazione cambio di domicilio”;
  • sotto in carattere più piccolo e tra parentesi, va indicata la norma di legge che disciplina l’autocertificazione e più precisamente “Art. 46 – lettera b) D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000;
  • quindi, vanno inseriti i dati anagrafici del dichiarate (nome, cognome, luogo e data di nascita), la sua residenza (via, numero civico, cap, città e provincia) con il recapito telefonico;
  • segue la dichiarazione relativa all’assunzione di responsabilità in caso di dichiarazioni false e mendaci;
  • dopo al centro del foglio, bisogna scrivere DICHIARA;
  • quindi, le informazioni relative al vecchio e al nuovo domicilio con la specificazione dei rispettivi indirizzi (via, numero civico, cap, città e provincia) e della data del cambio;
  • segue la menzione dell’allegazione della fotocopia del documento di identità in corso di validità;
  • vanno poi, riportate la data e la firma del dichiarante ed in ultimo le diciture relative all’autorizzazione al trattamento dei dati personali, alla violazione dei doveri d’ufficio nel caso di mancata accettazione della dichiarazione e all’esenzione dell’imposta di bollo.

FAC SIMILE MODULO AUTOCERTICAZIONE CAMBIO DI DOMICILIO

AUTOCERTIFICAZIONE CAMBIO DI DOMICILIO

(Art. 46 – lettera b) D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000)

Il/la sottoscritto/a ___________________________ nato/a in _________________ il ___________

residente in ________________________ Via _____________________ n. ____Tel. ___________ consapevole che in caso di dichiarazione mendace sarà punito ai sensi del codice penale secondo quanto prescritto dall’art. 76 del succitato D.P.R. n. 445/2000 e che, inoltre, qualora dal controllo effettuato emerga la non veridicità del contenuto di taluna delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici conseguenti al provvedimento eventualmente emanato sulla base della dichiarazione non veritiera (art. 75 D.P. R. n. 445/2000),

DICHIARA

di avere cambiato il proprio domicilio da via_________________ n.____________________cap_________________, città__________________, prov._____________

a

via ________________________, n.______________, cap______________, città__________________, prov________________, dalla data_______________

Allega: fotocopia del documento di identità in corso di validità.

Data

Firma del/la dichiarante

Ai sensi del decreto legislativo n. 196/2003 autorizza la raccolta dei presenti dati per il procedimento nel corso del quale la presente dichiarazione viene resa.

La mancata accettazione della presente dichiarazione sostitutiva costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R. n. 445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000.

note

[1] D.p.r. n. 445/2000.

[2] Art. 328 cod. pen.

[3] Art. 483 cod. pen. per come richiamato dall’art. 76 del DPR 445/2000.


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